Antidolorifici oppioidi nelle partorienti: valutazione del rischio per i neonati
Gli antidolorifici oppioidi assunti dalle partorienti per alleviare il dolore del parto o del cesareo non rappresentano un grave rischio per i neonati. Lo studio del Bmj
Gli antidolorifici oppioidi (ossicodone, codeina, morfina e idromorfone), assunti in terapia media di tre giorni dalle partorienti non rappresentano un grave rischio per i neonati. Lo mette in evidenza un ampio studio canadese pubblicato su BMJ in cui i ricercatori hanno studiato i dati raccolti tra il 2012 e il 2020 relativi ai bambini nati da 85.852 pazienti che hanno richiesto una prescrizione di oppioidi entro sette giorni dalla dimissione dall'ospedale e da 538.815 pazienti nelle stesse condizioni che non l'hanno fatto. Circa l'80% delle donne arruolate nello studio aveva partorito con taglio cesareo.
Terapia di tre giorni con antidolorifici oppioidi
Tra le madri a cui sono stati prescritti oppioidi, il 42% ha ricevuto ossicodone, il 20% codeina, il 19% morfina e il 12% idromorfone, con una terapia media di tre giorni. Considerati i fattori di rischio, i neonati nati da donne che hanno fatto uso di antidolorifici hanno mostrato quasi mezzo punto percentuale in più di rischio di ospedalizzazione. I ricercatori non hanno riscontrato differenze tra i gruppi nella percentuale di neonati che hanno dovuto essere riospedalizzati per problemi di alimentazione o altro entro 30 giorni. Non ci sono state differenze tra i gruppi nemmeno per quanto riguarda problemi respiratori o ricovero in un'unità di terapia intensiva neonatale. Inoltre, non si sono registrati decessi. I ricercatori non hanno fornito informazioni sull'effettivo utilizzo dei farmaci prescritti o delle percentuali totali di pazienti che hanno praticato l'allattamento al seno. Gli autori hanno però sottolineato che, in Canada, i tassi iniziali di pazienti che hanno allattato sono stati nell'ordine del 90%. Sebbene i risultati siano rassicuranti, i ricercatori hanno raccomandato di prescrivere i farmaci con cautela e solo per brevi periodi. Infine, un ulteriore editoriale pubblicato insieme allo studio, ha sottolineato che la quantità di oppioidi presenti nel latte materno è risultata molto bassa e che gli effetti tossici sono generalmente improbabili. Lo studio dimostra che probabilmente gli oppioidi non rappresentano di per sé un pericolo per i bambini delle partorienti che hanno deciso di adottare l'allattamento al seno.
Il secondo Report di sostenibilità dell'azienda, relativo al 2025, evidenzia una riduzione del 10,1% dell'intensità delle emissioni, la parità di genere tra i dirigenti, 6.844 ore di formazione ai...
Fidia Farmaceutici amplia il portafoglio con nove brand commercializzati in Italia e in alcuni Paesi extra Ue. Negli ultimi cinque anni ha investito oltre 300 milioni di euro in acquisizioni.
Angelini Pharma annuncia di avere portato a termine l'acquisizione dell'americana Catalyst Pharmaceuticals, rafforzando la sua presenza globale nei settori della salute del cervello e delle malattie...
L’accordo tra Hippocrates e Andi mette in relazione la rete di oltre 600 farmacie Lafarmacia. e gli oltre 28.000 odontoiatri associati ANDI. Tra le aree di sviluppo, iniziative dedicate agli...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
La Commissione Sanità ha concluso l’esame del ddl delega per il Testo unico per la farmaceutica. Le modifiche al testo approvate riguardano farmacia dei servizi, aderenza terapeutica, aree...