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27 Novembre 2023

Payback dispositivi medici, Tar Lazio rinvia questione di legittimità a Corte costituzionale. Boggetti: vinta la prima battaglia

Tar Lazio accoglie ricorso sulla questione di legittimità sulla norma del payback a carico delle aziende fornitrici di dispositivi medici. Boggetti: vinta la prima battaglia per la cancellazione del payback

di Redazione Farmacista33


Payback dispositivi medici, Tar Lazio rinvia questione di legittimità a Corte costituzionale. Boggetti: vinta la prima battaglia

Il Tar del Lazio ha ritenuto rilevante e “non manifestamente infondata” la questione di legittimità dell’articolo 9-ter del d.l. 19 giugno 2015, n. 78 che norma il payback a carico delle aziende fornitrici di dispositivi medici, “per contrasto con gli artt. 3, 23, 41 e 117” della Costituzione e pertanto ha emanato un’ordinanza per l’immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale e sospensione del giudizio. A presentare ricorso, con il supporto di Confindustria Dispositivi Medici, un’azienda di dispositivi medici che ha chiesto l’annullamento di decreti ministeriali, linee guida e provvedimenti regionali e provinciali in tema di ripiano del superamento del tetto dei dispositivi medici.

Secondo il Tribunale la norma in esame è in contrasto con diversi articoli della Costituzione in particolare "i parametri costituzionali di cui all’articolo 23 Cost. Il prelievo economico disposto sul fatturato delle aziende fornitrici può essere inquadrato nel genus delle prestazioni patrimoniali imposte per legge senza la volontà della persona destinataria, di cui all’art. 23 Cost., non avendo invece natura tributaria”.

Boggetti: vinta la prima battaglia per la cancellazione del payback

Positive le reazioni delle aziende del settore, in primis del Presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Massimiliano Boggetti: “L’ordinanza del TAR del Lazio di rinvio alla Corte Costituzionale del payback è una grande notizia per tutte le aziende di dispositivi medici che, ringraziandole personalmente per la compattezza, sono state in questi anni ferme contro questa norma. Significa aver vinto una prima battaglia fondamentale per la cancellazione del payback. Questa ordinanza ha finalmente dato un senso di dignità al nostro settore e ringraziamo che la Giustizia abbia fatto il suo corso. È una giustizia che ci fa essere orgogliosi di essere italiani, ricordando a tutti che viviamo in una democrazia evoluta dove esiste uno stato di diritto”.
“Il rinvio alla Corte Costituzionale non sancisce ancora la fine del payback – ha dichiarato Boggetti -, ma segna un punto importante perché nell’ordinanza vengono sottolineati tutti gli aspetti di incostituzionalità della norma: dalla retroattività, alla rinegoziazione delle gare, passando per l’assenza di specificità nel considerare l’uno per l’altro gli oltre un milione e mezzo di dispositivi medici, fino a citare la possibile violazione del Protocollo addizionale alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), sotto il profilo dell’affidamento, della ragionevolezza e dell’irretroattività. Insomma tutto quello che abbiamo da anni sostenuto. Speriamo che il Governo – ha concluso Boggetti -, adesso che è scritto nero su bianco, metta fine a questa vicenda. Avrebbe dovuto farlo tempo fa, adesso non aspetti più, lasciando il comparto in una situazione di ulteriore inutile immobilismo. Da tempo sosteniamo che esiste un modo per governare il comparto senza il payback, senza i tetti imposti e le gare centralizzate al prezzo, insomma senza queste norme che arrecano danno alla salute dei cittadini”.  

Nollo (SIHTA): mettiamoci alla ricerca di una soluzione più equa

Giandomenico Nollo, presidente Società Italiana di Health Technology Assessment (SIHTA) commentando la decisione del TAR sottolinea l’urgenza di tornare a ragionare su soluzioni alternative ad un provvedimento, il Pay Back, che così congeniato è senza dubbio da considerarci iniquo: “Sihta ha sempre avuto a cuore il servizio sanitario nazionale, la salute dei cittadini e lo sviluppo delle medie e piccole imprese italiane che producono innovazione. La soluzione del payback, che non possiamo far altro che chiamare pasticcio, non fa bene di certo a nessuno di questi tre elementi. Credo sia giunto il momento di provare con tutte le nostre forze a trovare una soluzione equa che tenga conto tanto dell’equilibrio del bilancio dello Stato, quanto della sopravvivenza delle piccole e medie imprese. Ora occorre quindi guardare al futuro partendo con il constatare che i tetti di spesa sono inadeguati e che quello proposto è un tipo di approccio iniquo che determina diseguaglianze tra Regioni che privilegiano la sanità pubblica rispetto a quelle guardano maggiormente al privato. A scapito delle prime. Senza attendere il giudizio in merito alla costituzionalità, è dunque giunto il tempo di sedersi al tavolo e ragionare”.

TAG: DISPOSITIVI MEDICI, DISPOSITIVI, CONFINDUSTRIA, PAYBACK, FARMACEUTICA

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