Omeopatia
30 Aprile 2026Cenchris contortrix, serpente velenoso nordamericano noto come “copperhead”, è alla base di un rimedio utilizzato in omeopatia per disturbi ansiosi, sintomi cardiovascolari e alcune condizioni ginecologiche. Il veleno presenta proprietà emolitiche e coagulanti e il preparato è disponibile in diverse diluizioni, con posologia variabile in base al quadro clinico individuale.

Cenchris contortrix, (oggi noto principalmente come Agkistrodon contortrix), conosciuto in inglese come "copperhead" o testa di rame, è un serpente velenoso diffuso nell'America del Nord, in particolare negli Stati Uniti orientali e centrali. Questo serpente predilige habitat boschivi, zone rocciose, aree umide, vicino a ruscelli e paludi, ma è adattabile e si può incontrare anche in zone limitrofe ad aree antropizzate. È un viperide che passa molto tempo mimetizzato tra le foglie secche e la vegetazione del sottobosco.
Il veleno di Cenchris contortrix ha un interesse farmacologico, principalmente nel campo dell'omeopatia. Il rimedio omeopatico (derivato dal veleno del serpente testa di rame nordamericano) viene impiegato per stati di ansia, apprensione, iperattività, palpitazioni cardiache e, talvolta, per disturbi ginecologici come dolori ovarici o leucorrea. I sintomi tipici psichici includono alterazioni dell'umore, sogni vividi o orribili, necessità di indossare vestiti comodi (simile a Lachesis) e si nota un peggioramento delle condizioni quando il soggetto è sdraiato.
Come gli altri veleni di serpente, agisce profondamente sull'organismo; come l'arsenico, provoca dispnea, irrequietezza mentale e fisica, sete insaziabile.
Curiosità. Il veleno di Cenchris contortrix ha un'azione prevalentemente emolitica e coagulante sul sangue, oltre a provocare infiammazione dei tessuti ed edemi, infatti in ambito omeopatico, oltre ai precedenti impieghi, descritti sopra, Cenchris contortrix viene studiato per quadri sintomatologici legati a porpora trombocitopenica idiopatica o morbo di Werlhof.
Il rimedio è reperibile sotto forma di granuli o gocce, con diluizioni comuni disponibili in varie diluizioni (es. 4CH, 5CH, 7CH, 9CH, 12CH, 15CH, 18CH, 30CH).
Il dosaggio comunemente indicato nella pratica omeopatica prevede la somministrazione di cinque granuli alla diluizione da 5 CH a 30 CH, due o tre volte al giorno, secondo i sintomi del paziente, con progressiva riduzione in base al miglioramento dei sintomi. La scelta della diluizione e della frequenza deve comunque essere valutata in relazione alla condizione individuale del paziente e al quadro complessivo.
SIOMI (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata)
ph.cr. freepik
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