Ricerca
27 Maggio 2025Consegnate le IBSA Foundation Fellowship 2024, sei borse di studio da 32.000 euro a progetti di ricerca innovativi e ad alto impatto in ambito biomedico. Tra i vincitori, Ilaria Chiaradia della Sapienza Università di Roma. Annunciato anche il bando 2025, con un nuovo premio per l’equità nella ricerca

Sono stati consegnati i premi delle IBSA Foundation Fellowship 2024 a sei progetti di cui uno guidato da una ricercatrice italiana, selezionati in base alla loro qualità scientifica, originalità e impatto potenziale, e saranno sostenuti ciascuno da una borsa di studio del valore di 32.000 euro. La cerimonia di premiazione si è svolta nel corso di una tavola rotonda di confronto sul valore della scienza, sul ruolo delle nuove generazioni nello sviluppo della conoscenza scientifica e sul finanziamento della ricerca in partnership pubblico-privato.
Le IBSA Foundation Fellowship sono nate per sostenere giovani ricercatori sotto i 40 anni provenienti da università e istituti di tutto il mondo, incentivano da dodici anni la ricerca indipendente e innovativa in cinque aree scientifiche: dermatologia, endocrinologia, fertilità/urologia, medicina del dolore/ortopedia/reumatologia e healthy aging/medicina rigenerativa.
Il programma si è consolidato come un punto di riferimento internazionale per le nuove generazioni di scienziati e nell’edizione 2024 ha registrato un record assoluto di partecipazione con 259 candidature da 45 Paesi: l’Italia si conferma al primo posto con 95 progetti, seguita da Stati Uniti (30) e Spagna e Svizzera (25).
I sei progetti vincitori sono stati selezionati in base alla loro qualità scientifica, originalità e impatto potenziale, e saranno sostenuti ciascuno da una borsa di studio del valore di 32.000 euro. Tra i premiati dell’edizione 2024 figura anche una ricercatrice italiana, Ilaria Chiaradia della Sapienza Università di Roma, per un progetto nell’ambito della fertilità. Gli altri vincitori Masami Ando Kuri del Wellcome Sanger Institute, Cambridge, UK per un progetto di ricerca sulla dermatologia; Enchen Zhou della University of California San Diego, USA per un progetto di ricerca in endocrinologia, Prach Techameena del Karolinska Institutet, Svezia per ricerche su medicina del dolore, ortopedia e reumatologia; Sergio Perez Diaz del Karolinska Institutet, Svezia e Vanessa Lopez Polo della University of California San Francisco, USA per due ricerche sull’Healthy aging e la medicina rigenerativa.
Nel corso dell’evento è stata inoltre annunciata l’apertura del bando Fellowship 2025, che conferma sei borse di studio da 32.000 euro, di cui una destinata all’area scientifica che riceverà il maggior numero di candidature. Tra le novità dell’edizione, l’IBSA Foundation Research Equity Prize, un premio da 5.000 euro dedicato al miglior progetto presentato da ricercatori attivi in Paesi in via di sviluppo, con l’obiettivo di promuovere una maggiore equità nell’accesso alle risorse per la ricerca. Le candidature per l’edizione 2025 sono aperte fino al 31 gennaio 2026, attraverso la piattaforma dedicata sul sito di IBSA Foundation.
“Sostenere il talento dei giovani ricercatori rappresenta per IBSA Foundation un investimento strategico per il progresso scientifico e per la costruzione di una società più consapevole e preparata ad affrontare le sfide del futuro. – ha dichiarato Silvia Misiti, Direttrice di IBSA Foundation per la ricerca scientifica. – Ciò che rende particolari le nostre Fellowship è la scelta di puntare sulla ricerca di base, un ambito spesso trascurato dai grandi finanziamenti ma fondamentale per ogni avanzamento realmente innovativo nel campo biomedico. Il metodo e le tempistiche rigorose di valutazione del nostro autorevole Board Scientifico sono metriche fondamentali per rispondere ai progetti innovativi presentati e per distribuire in maniera corretta le risorse, favorendo progetti che si distinguono in originalità, fattibilità e prospettive di sviluppo”.
“Pur investendo meno di un terzo in ricerca scientifica rispetto agli altri paesi europei, l’Italia riesce a formare giovani ricercatori tra i più competitivi in Europa, un risultato che evidenzia la qualità del nostro sistema formativo e il talento delle nuove generazioni. – ha evidenziato Alberto Mantovani direttore scientifico emerito di IRCCS Istituto Clinico Humanitas, presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca e professore emerito di Humanitas University – Un programma come quello delle Fellowship di IBSA rappresenta non solo un segnale tangibile di fiducia nella ricerca ma anche un supporto fattivo e sostenibile per i ricercatori che da anni possono accedervi con continuità e flessibilità potendo infatti cumulare queste borse di studio con altri finanziamenti e proseguire il lavoro presso il proprio centro di ricerca o intraprendere esperienze in centri internazionali.”
“Il contributo crescente del settore privato e delle organizzazioni non profit svolgono un ruolo fondamentale attraverso il finanziamento di borse di studio e programmi di mobilità, strumenti essenziali per sostenere la ricerca indipendente e promuovere il percorso di crescita delle nuove generazioni di scienziati – ha commentato Irene Bozzoni Professore Emerito di Biologia Molecolare alla Sapienza Università di Roma – Questo è un aspetto estremamente importate in Italia dove la ricerca scientifica si muove in un panorama complesso, segnato da eccellenze ma anche da criticità strutturali, come la carenza di investimenti, la debole collaborazione tra pubblico e privato e le difficoltà nel trattenere i talenti migliori”.
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