Industria farmaceutica
20 Gennaio 2026Il Rapporto “Fab13 2025” presentato alla Camera fotografa la crescita delle tredici aziende farmaceutiche storiche a capitale italiano: aumento diffuso di ricavi, investimenti e occupazione, con un ruolo strategico per autonomia produttiva, innovazione e contrasto alle carenze di medicinali

Nel 2024 le Fab13, le tredici principali aziende farmaceutiche a capitale italiano, hanno registrato ricavi complessivi pari a 18,9 miliardi di euro, in crescita del 12% rispetto al 2023, con un incremento delle esportazioni del 16% e degli investimenti complessivi del 21%. È quanto emerge dal Rapporto “Fab13 2025: le 13 aziende storiche del made in Italy farmaceutico”, curato da Marco Fortis, vicepresidente e direttore generale della Fondazione Edison, presentato oggi alla Camera dei deputati.
La crescita è trainata soprattutto dai mercati esteri. La componente internazionale dei ricavi segna un +14%, mentre il mercato domestico cresce del 2%, in un contesto di stagnazione della domanda nazionale. Le esportazioni delle Fab13 aumentano del 16%, superando nettamente la crescita dell’export farmaceutico complessivo italiano, che nel 2024 si ferma al 10%.
Particolarmente rilevante il capitolo investimenti. Al netto di acquisizioni, licenze e prodotti, gli investimenti crescono del 21%. All’interno di questo dato, la Ricerca e sviluppo raggiunge 1,4 miliardi di euro, con un incremento del 27% rispetto al 2023 e un peso pari al 43% degli investimenti complessivi delle Fab13. A questi si aggiungono circa 1,4 miliardi di euro destinati ad acquisizioni di aziende, licenze e prodotti, a conferma di una strategia di crescita che combina sviluppo interno e operazioni industriali.
Sul fronte occupazionale, gli addetti aumentano del 3% rispetto all’anno precedente, con un +2% in Italia e un +4% all’estero. Le Fab13 impiegano complessivamente circa 50.400 addetti, di cui il 70% all’estero e il 30% nel nostro Paese, rappresentando il 22% dell’occupazione complessiva dell’industria farmaceutica nazionale. Oltre il 90% dei lavoratori è assunto a tempo indeterminato e più dell’80% è diplomato o laureato; in Italia, il 56% degli addetti opera in attività di Ricerca e sviluppo.
Il rapporto sottolinea anche la solidità industriale del gruppo: le Fab13 contano 65 siti produttivi, di cui 29 in Italia, 51 centri di R&S e una rete di 289 filiali nel mondo. Una struttura che consente di mantenere un forte presidio nazionale, pur in un contesto di marcata internazionalizzazione, e che contribuisce al rafforzamento dell’autonomia produttiva del sistema farmaceutico italiano. Negli ultimi anni le aziende hanno inoltre intensificato acquisizioni all’estero, partnership e attività di licensing, ottenendo l’approvazione di farmaci innovativi e rafforzando l’impegno nello sviluppo di terapie personalizzate e farmaci orfani.
Le Fab13 associate a Farmindustria sono Alfasigma, Abiogen Pharma, Angelini Pharma, Chiesi Farmaceutici, Dompé Farmaceutici, I.B.N. Savio, Italfarmaco, Kedrion, Menarini, Molteni, Neopharmed Gentili, Recordati e Zambon.
Il quadro si inserisce in una dinamica più ampia del settore: nel 2024 il valore della produzione aggregata delle aziende iscritte a Farmindustria raggiunge 56,1 miliardi di euro, con una crescita dell’87% rispetto al 2016. L’export si attesta a 53,8 miliardi di euro (+152% sul 2016), mentre gli investimenti complessivi toccano i 4 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi destinati alla Ricerca e sviluppo e 1,7 miliardi alle attività produttive. Gli occupati del settore sono circa 67.000. In questo contesto l’Italia si conferma sesto esportatore mondiale di farmaci e terzo esportatore di farmaci confezionati, dopo Germania e Svizzera, rafforzando il ruolo strategico della farmaceutica nazionale.
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