infezioni
11 Maggio 2026L’Organizzazione mondiale della sanità pubblica le indicazioni provvisorie per la gestione dei casi di virus Andes collegati alla nave MV Hondius: definiti sintomi, criteri di esposizione, classificazione dei contatti e misure di sorveglianza. In Italia attesa circolare operativa per gestione casi

Sintomi da monitorare, modalità di trasmissione, tempi di incubazione e contagiosità, definizione di caso sospetto e criteri per classificare i contatti in base al rischio di esposizione, sono alcuni dei punti contenuti nella guida provvisoria pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la gestione dei casi di virus Andes (ANDV) collegati alla nave da crociera MV Hondius. Il documento, diffuso l’8 maggio, fornisce agli Stati membri indicazioni operative per identificare, tracciare e monitorare i contatti dei casi probabili o confermati, alla luce del potenziale – seppur limitato – di trasmissione interumana associato a questo hantavirus. In Italia, dove non risultano casi, ma quattro persone sono in sorveglianza sanitaria attiva e in isolamento fiduciario precauzionale, è attesa una circolare operativa eventuali misure aggiuntive scatterebbero solo in presenza di un innalzamento del rischio
L’Oms definisce i criteri operativi per la gestione del focolaio, distinguendo, come si legge nel documento, tra caso sospetto, probabile e confermato di infezione da virus Andes e introducendo anche la categoria di “non caso” per le persone risultate negative ai test. Tra i sintomi compatibili con l’infezione vengono indicati febbre superiore a 38 gradi, dolori muscolari, brividi, sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea e sintomi respiratori come tosse, dolore toracico e difficoltà respiratoria.
L’organizzazione chiarisce che per contatto a rischio si intende una persona esposta a secrezioni respiratorie, saliva, sangue o altri fluidi corporei di un caso infettivo, anche attraverso contatti ravvicinati in ambienti chiusi, permanenza entro due metri per oltre 15 minuti, condivisione di cabine o spazi comuni oppure esposizione non protetta in ambito sanitario. I tempi di incubazione sono stimati tra una e sei settimane, più frequentemente tra due e quattro settimane, con una mediana di 18 giorni.
L’Oms individua, inoltre, nella fase prodromica iniziale della malattia il momento di maggiore contagiosità, quando i sintomi sono ancora aspecifici, e suggerisce per precauzione di considerare tra i contatti anche le persone esposte nei due giorni precedenti alla comparsa dei sintomi del caso confermato o probabile.
L’Oms fornisce inoltre indicazioni per l’identificazione, il tracciamento e la classificazione dei contatti in base al rischio di esposizione. L’organizzazione raccomanda agli Stati membri un approccio precauzionale, distinguendo i contatti in categorie ad alto o basso rischio sulla base della durata e intensità dell’esposizione, della vicinanza al caso, del tipo di interazione e dell’eventuale utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Tra i contatti ad alto rischio rientrano, per esempio, persone che condividono la stessa cabina o il bagno, partner stretti, operatori sanitari esposti senza adeguate protezioni e passeggeri seduti in prossimità del caso durante un volo.
Per i contatti considerati ad alto rischio, l’Oms raccomanda un monitoraggio attivo quotidiano per 42 giorni dall’ultima esposizione, con permanenza a domicilio o in strutture dedicate secondo le indicazioni nazionali. L’organizzazione invita inoltre a limitare al massimo i contatti sociali, evitare viaggi non necessari sia nazionali sia internazionali e, nei casi in cui le interazioni siano inevitabili, utilizzare respiratori FFP2 o N95, mantenere il distanziamento fisico e curare l’igiene delle mani. I contatti ad alto rischio, compresi gli operatori sanitari, dovrebbero inoltre sospendere temporaneamente l’attività lavorativa e, se possibile, rimanere isolati anche rispetto agli altri componenti del nucleo familiare. In presenza di sintomi compatibili con infezione da hantavirus, l’Oms indica l’isolamento immediato, la valutazione clinica e l’esecuzione del test diagnostico.
Per i contatti a basso rischio, invece, l’Oms prevede un auto-monitoraggio quotidiano dei sintomi per 42 giorni senza restrizioni alle normali attività lavorative o ricreative. Febbre, malessere, dolori muscolari, cefalea, sintomi gastrointestinali o respiratori devono però essere segnalati tempestivamente alle autorità sanitarie locali. Anche per questi soggetti, in caso di sintomi compatibili con l’infezione, è prevista una rapida valutazione clinica con eventuale testing. L’organizzazione raccomanda inoltre che tutti i contatti ricevano informazioni scritte sui sintomi da monitorare, numeri di emergenza e indicazioni sulle modalità di accesso ai servizi sanitari e ai test diagnostici.
Il monitoraggio internazionale del focolaio registra tre decessi a bordo della nave e i due casi confermati tra i passeggeri rimpatriati, una cittadina francese e un cittadino statunitense. La nave da spedizione era rimasta per giorni in isolamento nell’Atlantico prima dello sbarco alle Canarie. Oms e ministero della Salute invitano però alla cautela senza allarmismi. Al momento in Italia non risultano casi. Sono quattro le persone in sorveglianza sanitaria attiva e in isolamento fiduciario precauzionale: si tratta di passeggeri presenti sul volo KLM sul quale era salita per pochi minuti una donna olandese proveniente dalla Hondius, successivamente risultata positiva e deceduta. I quattro, distribuiti tra Campania, Calabria, Veneto e Toscana, sono tutti asintomatici.
“Attualmente non c’è nessun allarme, non ci troviamo di fronte a un nuovo Covid” ha dichiarato Mara Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie del ministero della Salute, sottolineando che “oggi il rischio è molto basso”.
Nelle prossime ore il ministero predisporrà una circolare operativa rivolta a Regioni, autorità sanitarie, porti, aeroporti e uffici di frontiera con le indicazioni da seguire in presenza di persone con sintomi compatibili con l’infezione da hantavirus. Il documento, basato anche sulle indicazioni dell’Ecdc, servirà a uniformare la gestione sanitaria nei porti e negli aeroporti italiani.
Campitiello ha spiegato che l’Italia ha già rafforzato i controlli “per il principio di massima cautela”, innalzando l’attenzione a livello aeroportuale, marittimo e alle frontiere. Restano inoltre attive le procedure previste dalle circolari Enac per i passeggeri che dovessero manifestare sintomi sospetti durante i viaggi.
Secondo il ministero della Salute, eventuali misure aggiuntive scatterebbero solo in presenza di un innalzamento del rischio epidemiologico o di casi confermati sul territorio nazionale
Fonte:
https://www.who.int/publications/m/item/management-of-contacts-of-andes-virus-(andv)-cases-fromthe-mv-hondius-cruise-ship
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