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Carenza farmaci

04 Giugno 2026

Parallel trade, servono nuove regole per rafforzarne il ruolo contro le carenze

Le aziende del settoree del commercio paralellto sollecitano interventi normativi su importazione ed esportazione dei medicinali e chiedono di considerare l’importazione parallela uno strumento strutturale per garantire la continuità terapeutica. Oltre 1,5 milioni le confezioni distribuite tra il 2020 e il 2026 durante episodi di carenza.

di Redazione Farmacista33


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L'importazione parallela dei farmaci dovrebbe essere considerata uno strumento strutturale per contrastare le carenze e garantire la continuità terapeutica, attraverso norme che ne favoriscano l'utilizzo e una revisione dei criteri che regolano importazione ed esportazione dei medicinali. È la posizione espressa da GMM Farma, azienda attiva nel settore, che rivendica di aver distribuito oltre 1,5 milioni di confezioni di farmaci carenti tra il 2020 e il 2026.

Carenze, oltre 1,5 milioni di confezioni distribuite

Nella nota stampa, l’azienda sottolinea di aver supportato in 7 anni un milione di persone nel reperire i farmaci per curarsi nelle emergenze di carenza, per un totale di 1.543.231 confezioni di medicinali distribuite. Secondo i dati raccolti da Cittadinanzattiva oltre un terzo della popolazione in Italia ha vissuto qualche criticità nel reperire i farmaci. Un disagio ancora più marcato per i pazienti con cronicità, fra i quali circa uno su dieci ha subito ritardi incompatibili con le proprie necessità terapeutiche, mettendo a rischio la continuità delle cure.
Secondo dati AIFA e Federfarma, in Italia risultano mediamente carenti circa 300 medicinali, mentre il “Medicine shortages report 2025” di Pgeu - Pharmaceutical group of the European Union evidenzia un aumento delle indisponibilità del 6,8 per cento nel 2025 rispetto al 2024. 
Numeri che confermano come il fenomeno non sia più temporaneo, ma strutturale e destinato ad avere un impatto sempre più rilevante sull’intera filiera sanitaria. Le conseguenze delle carenze si riflettono anche sull’attività quotidiana delle farmacie: secondo i dati Pgeu i farmacisti dedicano circa 11 ore a settimana alla gestione delle indisponibilità, tra ricerca di alternative terapeutiche, verifiche con i distributori e supporto ai pazienti.

Le richieste del settore sull'importazione parallela

“L’importazione parallela deve essere una leva per contribuire a costruire una Sanità più moderna e vicina al cittadino - dichiara Gian Maria Morra, Ceo GMM Farma e Presidente di AMI (Affordable Medicines Italia), l’organizzazione che riunisce le aziende italiane dell’importazione parallela. - Negli ultimi anni il tema della carenza dei farmaci è diventato una delle principali criticità per il sistema sanitario e per la filiera farmaceutica italiana, e un problema sempre più concreto per la vita dei cittadini. Le difficoltà di approvvigionamento, dovute a problematiche produttive, aumento della domanda globale, tensioni geopolitiche e dinamiche distributive internazionali, stanno mettendo sotto pressione farmacie, operatori sanitari e soprattutto i pazienti, che spesso si trovano costretti a interrompere o modificare le proprie terapie. L’importazione parallela, in cui GMM Farma opera come leader, consente di reperire medicinali autorizzati all’interno dell’Unione Europea e reintrodurli sul mercato nazionale in tempi rapidi, intervenendo tempestivamente nei momenti di maggiore difficoltà distributiva e offrendo un supporto reale alla rete delle farmacie e ai pazienti, con un contributo concreto a controbilanciare il fenomeno delle carenze”.

Nel 2024 il settore europeo dell’importazione parallela ha registrato un valore in termini di fatturato di 7,76 miliardi, generando negli anni circa 7 miliardi di euro di risparmi (dato AME - Affordable Medicines Europe). In Italia, che è indietro rispetto agli altri Paesi europei, a oggi costituisce solo l’1% circa delle vendite in farmacia. Oltre ad aumentare la concorrenza, la distribuzione indipendente di medicinali rende il mercato più dinamico, aumentando la disponibilità dei farmaci, abbassandone i prezzi e contribuendo anche a controbilanciare l’emergenza carenze. Per questi motivi è fondamentale che l’Unione Europea continui a valorizzare e rafforzare questo settore, attraverso riforme e strumenti normativi capaci di semplificare i processi e rendere ancora più efficiente la circolazione dei medicinali all’interno del mercato unico europeo.

“Oggi più che mai, la collaborazione tra aziende, istituzioni, distributori e farmacie è essenziale per affrontare il problema delle carenze in modo strutturale. - sottolinea Morra - È importante definire nuovi criteri per l’export e adottare nuove normative che disciplinino le attività di importazione ed esportazione per tutelare il mercato a livello europeo. L’importazione parallela - conclude Morra - non dovrebbe essere vista come una soluzione emergenziale, ma come uno strumento integrato all’interno di una strategia più ampia di continuità terapeutica. In un mercato sempre più globale e interconnesso, garantire la disponibilità dei medicinali significa proteggere il diritto alla salute e assicurare efficienza e stabilità all’intera filiera farmaceutica”.

TAG: CARENZA DI FARMACI, ESPORTAZIONE PARALLELA, IMPORTAZIONE PARALLELA

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