malattie croniche
09 Luglio 2026Il diabete e le altre malattie croniche sono destinate a esplodere nei prossimi decenni. La “ricetta” dello scienziato Camillo Ricordi: investire le risorse non sulla cura ma sulla prevenzione

“Il diabete è solo la punta dell’iceberg: da 171 milioni di casi nel 2000 a 589 milioni oggi, verso gli 853 milioni previsti nel 20250. E la pressione è destinata a crescere: la popolazione over 60, quella in cui tutte le patologie croniche si concentrano, è avviata quasi a raddoppiare nei prossimi due decenni. Aggiungere medici, ospedali e farmaci a un sistema così è come mettere cerotti su una ferita che non si rimargina: intervenire prima costerebbe una frazione delle malattie che si potrebbero evitare”.
In un intervento sul Corriere della sera di oggi Camillo Ricordi - direttore del Cell Transplant Center e direttore emerito del Diabetes Research Institute presso l’Università di Miami - parla apertamente di “inadeguatezza” della medicina occidentale di fronte “allo tsunami delle malattie croniche, che maturano in silenzio per anni prima di manifestarsi”. E non è nemmeno una questione di risorse, perché, per esempio, “gli Stati Uniti spendono 5.300 miliardi di dollari l’anno in sanità, il 16% del Pil, eppure si collocano tra gli ultimi Paesi ad alto reddito per anni vissuti in buona salute”. Non conta tanto quanto si spende ma come e quando: la quantità non è sinonimo di qualità.
Le alternative? Da anni Ricordi si dedica ai temi della longevità sana e ha individuato i quattro pilastri su cui costruire una adeguato contrasto alla cronicità: la diagnostica predittiva; l’intervento precoce; il trattamento avanzato di chi è già malato; la prevenzione delle recidive, utilizzando metodiche già ampiamente in uso nei pazienti trapiantati o oncologici.
Alla base di tutto resta, in ogni caso, la battaglia sugli stili di vita - alimentazione, attività fisica, vita sociale… - che non esclude il ricorso alle soluzioni farmacologiche più avanzate, che però non sono sufficienti. I farmaci GLP-1 contro l’obesità sono un caso di scuola: “Potentissimi nel resettare il metabolismo, sprecati se non si ricostruiscono le abitudini che li rendono duraturi”.
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