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Farmaci generici

19 Giugno 2026

Utilizzo farmaci equivalenti, Sardegna regione virtuosa

Uno studio presentato a Cagliari rileva che la quota di spesa farmaceutica rimborsata dal Ssn è superiore alla media nazionale 

di Redazione Farmacista33


farmaci blister capsule

Nell’utilizzo dei farmaci equivalenti la Regione Sardegna fa registrare un’incidenza sul totale della spesa rimborsata dal Ssn pari al 33%, valore di poco superiore rispetto alla media nazionale del 31,9%. Per quanto riguarda le unità rimborsate si rileva invece un’incidenza inferiore rispetto alla media nazionale, dato che segnala un utilizzo delle risorse relativamente più razionale rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno. 

Dati che si ricavano da uno studio promosso da Sandoz e realizzato da I-Com (Istituto per la competitività), i cui esiti sono stati presentati a Cagliari, nel corso di un incontro su “Il farmaco equivalente: un salvagente sostenibile nel mare del sistema sanitario”.

Lo studio rileva che la Sardegna rappresenta un’eccellenza nell’adozione degli  equivalenti, soprattutto nel confronto con le altre regioni italiane. Tuttavia, se raggiungesse un tasso di adozione del 46%, in linea con la media del nord Italia, si potrebbero realizzare risparmi stimati in circa 5 milioni di euro l’anno. Risparmi in grado di ridurre la compartecipazione privata alla spesa farmaceutica e migliorare l’accessibilità economica alle cure. 

Da ricordare infatti che nel 2024 i cittadini italiani hanno speso complessivamente oltre 1 miliardo di euro scegliendo farmaci originator, non più coperti da brevetto, al posto dei loro corrispettivi “generici”, rimborsati dal Servizio sanitario nazionale: una spesa evitabile, che grava esclusivamente sui cittadini. Nella sola Sardegna questa componente di spesa evitabile rappresenta il 13,3% della spesa farmaceutica regionale. 

Equivalenti risorsa strategica

Tre le principali barriere alla diffusione dei farmaci equivalenti emergono soprattutto fattori di natura culturale, prescrittiva e socioeconomica: “Circa il 30% degli intervistati continua a dubitare dell’efficacia terapeutica degli equivalenti”, sintetizza Thomas Osborn, direttore Salute di I-Com. “Il 20% dei pazienti riferisce che il proprio medico prescrive esclusivamente il farmaco originatore anche quando questo ha perso la copertura brevettuale, mentre solo il 31% riceve una prescrizione basata sul principio attivo, permettendo una scelta consapevole tra l’equivalente e il suo farmaco originatore di riferimento”. Si tratta allora di “vere e proprie barriere culturali all’utilizzo degli equivalenti. Inoltre, i dati mostrano una correlazione positiva tra l'utilizzo di equivalenti e il livello di istruzione (0,39), il tasso di occupazione (0,82) e il potere d'acquisto (0,72). Paradossalmente, nelle regioni con redditi più bassi, dove i farmaci equivalenti sarebbero maggiormente vantaggiosi, la loro adozione è più limitata”.

“I farmaci equivalenti rappresentano una risorsa strategica fondamentale in quanto favoriscono l'accesso universale alle cure, garantendo ai cittadini gli stessi requisiti di efficacia e sicurezza dei farmaci originatori, ma a costi significativamente inferiori”, spiega Francesca Romana Ramundo, amministratore delegato di Sandoz spa. Necessario quindi un impegno congiunto di “istituzioni, professionisti sanitari, pazienti e industria, per migliorare l’accesso alle cure e garantire la sostenibilità economica e la resilienza del Servizio sanitario nazionale”.

TAG: SANDOZ, REGIONE SARDEGNA, SPESA FARMACEUTICA

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