payback
31 Luglio 2026Per Conflavoro Pmi Sanità l'ordinanza del Tar Lazio sul payback farmaceutico "apre una riflessione" anche sul comparto dei dispositivi medici. L'associazione chiede di sospendere il payback per le annualità successive al 2018 e di avviare il superamento del meccanismo.

L'ordinanza con cui il Tar Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale la disciplina del payback farmaceutico sugli acquisti diretti “apre una riflessione destinata ad avere effetti anche sul dibattito relativo al payback dei dispositivi medici". È la posizione espressa da Conflavoro Pmi Sanità, che rappresenta le imprese che operano nel comparto dei dispositivi medici, secondo cui il principio richiamato dal tribunale amministrativo sulla natura temporanea del contributo di solidarietà merita di essere considerato anche per il settore dei dispositivi medici.
"Un contributo di solidarietà non può trasformarsi, attraverso la sua applicazione continuativa, in uno strumento ordinario di finanziamento del Servizio sanitario nazionale a carico delle imprese", afferma il presidente nazionale dell’associazione, Gennaro Broya de Lucia che porta all’attenzione analogie tra payback farmaceutico e payback dei dispositivi medici che rendono rilevante la futura decisione della Corte costituzionale anche per quest'ultimo comparto. “È lo stesso Tar a collegare i due sistemi - commenta. - Se la Consulta dovesse affermare che un contributo di solidarietà non può diventare stabile, cronico e imprevedibile, questo principio non potrà essere ignorato rispetto a eventuali estensioni del payback dei dispositivi medici oltre il 2018".
Conflavoro ricorda che l'ordinanza "riguarda direttamente il comparto farmaceutico e non produce effetti immediati sul contenzioso relativo ai dispositivi medici", ma sottolinea che, nel comparto dei dispositivi medici, "i tetti regionali relativi al periodo 2015-2018 sono stati definiti solo nel 2019 e gli sforamenti certificati nel 2022, quando le forniture erano già state eseguite e i rapporti contrattuali conclusi".
"Se il Tar dubita della prevedibilità dell'onere perfino nel sistema farmaceutico, la questione è ancora più delicata per le oltre 4.000 imprese dei dispositivi medici, il 95% delle quali sono Pmi con margini e capacità finanziarie molto diverse rispetto alle big pharma", sottolinea Broya de Lucia.
Per Conflavoro Pmi Sanità il Governo "non dovrebbe attendere la decisione della Corte costituzionale", ma intervenire per sospendere il payback sui dispositivi medici, escluderne formalmente l'applicazione alle annualità successive al 2018 e avviare il definitivo superamento del meccanismo. L'associazione chiede inoltre una franchigia per micro e piccole imprese, criteri di riparto proporzionati ai margini reali delle Pmi produttrici e distributrici, l'adeguamento del tetto di spesa al fabbisogno degli ospedali e la riapertura del Tavolo sulla governance dei dispositivi medici e del confronto interministeriale.
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