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31 Luglio 2026

Perdita di capelli e farmaci antiobesità: i dati dello studio del Bmj. Cresce il mercato dell'haircare

Uno studio pubblicato sul BMJ ha rilevato un aumento del rischio di alopecia associato ai farmaci Glp-1, gli autori sottolineano che il rischio assoluto resta basso. Il possibile effetto indesiderato richiama l'attenzione del settore haircare, dove analisti e aziende segnalano una crescente domanda di prodotti dedicati.

di Simona Zazzetta


Perdita di capelli e farmaci antiobesità: i dati dello studio del Bmj. Cresce il mercato dell'haircare

La possibile associazione tra agonisti del recettore Glp-1 e perdita di capelli era già emersa attraverso segnalazioni cliniche, in particolare per semaglutide e tirzepatide, ma finora mancavano studi comparativi in grado di valutarne il rischio rispetto ad altre terapie antidiabetiche. Per colmare questa lacuna, ricercatori della University of Pennsylvania hanno condotto uno studio pubblicato sul Bmj utilizzando un approccio di target trial emulation basato sulle cartelle cliniche elettroniche del sistema sanitario Penn Medicine. Sebbene il rischio assoluto di perdita dei capelli rimanga contenuto, la crescente attenzione verso questo potenziale effetto indesiderato sta già influenzando il mercato dell'haircare, con aziende e analisti che segnalano un incremento della domanda di trattamenti specifici.

Lo studio: aumento del rischio di alopecia non cicatriziale

Nello studio sono stati inclusi adulti con diabete di tipo 2 che avevano iniziato una terapia con agonisti del recettore Glp-1, Sglt-2 o Dpp-4: sono stati confrontati 12.004 pazienti trattati con agonisti del recettore Glp-1 e 15.221 trattati con inibitori Sglt-2, oltre a un secondo confronto tra 11.964 utilizzatori di agonisti Glp-1 e 11.238 pazienti in terapia con inibitori Dpp-4. 

Dopo aver corretto i risultati per numerosi fattori potenzialmente confondenti, i ricercatori hanno osservato che l'impiego degli agonisti del recettore Glp-1 era associato a un rischio di alopecia superiore del 37% rispetto agli inibitori Sglt-2 e del 68% rispetto agli inibitori Dpp-4. Le analisi di sensibilità e quelle per sottogruppi hanno confermato la coerenza dell'associazione.

L'aumento del rischio è risultato limitato all'alopecia non cicatriziale, cioè alla forma di perdita dei capelli nella quale i follicoli piliferi rimangono integri e la ricrescita è potenzialmente possibile. In questa analisi il rischio è risultato superiore del 53% rispetto agli inibitori Sglt-2 e del 72% rispetto agli inibitori Dpp-4.

Gli autori sottolineano tuttavia che il rischio assoluto rimane basso e che lo studio non dimostra un rapporto causale tra agonisti del recettore Glp-1 e alopecia. Secondo i ricercatori, i risultati ampliano però le evidenze disponibili su un possibile effetto indesiderato già segnalato nella pratica clinica e possono contribuire ad aumentare la consapevolezza di questo potenziale evento avverso nel processo decisionale terapeutico. Tra i possibili meccanismi vengono richiamati la rapida perdita di peso, le eventuali carenze nutrizionali e altri cambiamenti fisiologici associati al dimagrimento, aspetti che richiederanno ulteriori approfondimenti.

Crescente l'attenzione verso l'haircare: il parere degli analisti

L'interesse verso la caduta dei capelli nei pazienti in trattamento si riflette anche nelle analisi dedicate al mercato della cosmetica e alle ricerche sui social, per esempio con l'hashtag #Glp1hairloss che  sono aumentate esponenzialmente.
Nei mesi scorsi Cnbc ha dedicato un approfondimento al tema evidenziando come, secondo le stime di JPMorgan, entro il 2030 circa 25 milioni di statunitensi assumeranno un farmaco Glp-1, rispetto ai circa 5 milioni del 2023.

Secondo Heather Woolery-Lloyd, dermatologa e chief medical advisor del marchio Nutrafol, la perdita di capelli non rappresenta un fenomeno esclusivo dei Glp-1, ma può accompagnare qualsiasi perdita di peso importante. “Quando si perde peso, sia con un agonista del GLP-1 sia con qualsiasi altro metodo dimagrante, si rischia di assumere meno nutrienti e proteine, e la perdita di peso stessa può rappresentare uno stress per l'organismo”, ha dichiarato a Cnbc. La dermatologa riferisce inoltre di aver osservato nella pratica clinica un aumento dei pazienti che richiedono consulenze per il diradamento dei capelli, molti dei quali in trattamento con questa classe di farmaci.

Per il British Beauty Council il tema sta acquisendo crescente visibilità: le visualizzazioni dell'hashtag #GLP1hairloss su TikTok sono aumentate del 665%, mentre il comparto della cura dei capelli sta adottando un approccio sempre più vicino a quello della skincare clinica, con maggiore attenzione ai trattamenti del cuoio capelluto e al coinvolgimento di dermatologi e tricologi.

Secondo Circana, le famiglie che utilizzano farmaci Glp-1 spendono circa il 30% in più in prodotti di bellezza rispetto a quelle che non li assumono. “Le soluzioni per la caduta dei capelli continuano a rappresentare un segmento in forte crescita nel settore della cura dei capelli, sostenuto dallo stress prolungato dei consumatori a seguito della pandemia e dall'aumento dell'utilizzo di farmaci a base di Glp-1", ha affermato Larissa Jensen, beauty industry advisor della società.

 Cosmesi: aziende investono in innovazione clinicamente validata 

I segnali arrivano anche dalle aziende. In un'intervista a Bloomberg, il Chief Executive Officer di L'Oréal, Nicolas Hieronimus, ha indicato L'Oréal Paris, Kérastase, La Roche-Posay e Yves Saint Laurent tra i marchi che stanno trainando la crescita del gruppo e ha aggiunto che “farmaci dimagranti a base di Glp-1 stanno anche incrementando la domanda di prodotti per la cura dei capelli, perché alcune persone che li assumono soffrono di perdita di capelli”. Redken, marchio del gruppo L'Oréal, ha sviluppato una linea di trattamenti testata anche su utilizzatori di questi farmaci. “Volevamo assicurarci che la linea fosse testata su questa specifica popolazione di utilizzatori di GLP-1, poiché potrebbero avere esigenze particolari per la cura dei capelli”», ha spiegato a CNBC Mounia Tahiri, general manager di Redken negli Stati Uniti.

Anche altri operatori del settore riferiscono un interesse crescente. Ulta Beauty ha dichiarato di osservare un aumento degli acquisti di prodotti haircare collegato alla diffusione dei Glp-1. Nutrafol riferisce una crescita della domanda: “Non pubblichiamo dati specifici sulle performance legate all'uso di Glp-1 ma la crescita complessiva è trainata da una maggiore consapevolezza e da un passaggio a soluzioni personalizzate e clinicamente validate”, ha dichiarato a Cnbc la Chief Executive Officer Cindy Gustafson.

Tra le aziende che operano nella salute del cuoio capelluto, KeraFactor ha comunicato una crescita del 100% delle vendite online su base annua, attribuita anche al crescente interesse degli utilizzatori di Glp-1. “Ora stiamo assistendo a una nuova impennata con la diffusione dei Glp-1”, ha affermato Lauren Bartholomeusz, responsabile commerciale della società, spiegando che l'azienda ha progressivamente orientato il proprio approccio verso strategie preventive per affrontare l'eventuale perdita di capelli associata ai percorsi di dimagrimento.

Fonte:

https://britishbeautycouncil.com/news/how-glp-1s-are-reshaping-the-beauty-and-wellness-landscape/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42486607/

https://www.cnbc.com/2026/05/02/hair-loss-glp-1s.html

ph.cr.magnific

TAG: GLP-1, FARMACI CONTRO L'OBESITà, CADUTA DEI CAPELLI, ALOPECIA

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