dispositivi medici
09 Settembre 2026Il presidente di Confindustria Dispositivi Medici Faltoni condivide la proposta della Regione Emilia-Romagna di superamento del payback, che mette a rischio la sopravvivenza del comparto

“La proposta dell’Emilia-Romagna di superare il payback e affrontare il debito pregresso rappresenta un passo importante: significa riconoscere che questo meccanismo non è più sostenibile né per le imprese né per il Servizio sanitario”. Così, oggi, il presidente di Confindustria Dispositivi Medici Fabio Faltoni, nel corso di una audizione presso la Conferenza Stato-Regioni.
Da tempo l’associazione industriale manifesta alle istituzioni il timore che, permanendo i vincoli del payback, il comparto sia a forte rischio di sostenibilità. Ora Faltoni afferma che la sua eliminazione deve diventare una battaglia comune: “Imprese, Regioni e Servizio sanitario si trovano a fare i conti con una criticità comune: l’incoerenza tra fabbisogni sanitari reali e tetti di spesa, che non riflettono l’evoluzione della domanda di salute. Per questo possiamo e dobbiamo avanzare al Governo una proposta comune: superare il payback, tutelare gli equilibri dei bilanci regionali e costruire un nuovo modello di governance della spesa”.
La misura che prevede la compartecipazione delle aziende al ripiano degli sforamenti di budget nasce con “l’obiettivo di contenere la spesa sanitaria, ma l’esperienza di questi anni dimostra che ha prodotto effetti distorsivi: ha accumulato debiti, alimentato il contenzioso e aumentato l’incertezza per le imprese, frenando investimenti e innovazione. Un meccanismo che genera queste conseguenze non può rappresentare una soluzione strutturale alla sostenibilità del Servizio sanitario. A essere esposti sono anche interi territori e filiere produttive, a partire da Mirandola, uno dei più importanti distretti biomedicali d’Europa, dove la pressione esercitata dal payback rischia di compromettere capacità produttiva, occupazione e investimenti”.
Fatta questa premessa, Faltoni precisa che “superare il payback non significa rinunciare al controllo della spesa pubblica ma passare da un controllo ex post a una governance più efficace, fondata su programmazione, dati e valutazione del valore delle tecnologie. Abbiamo bisogno di un sistema che consenta di programmare la spesa in funzione dei reali bisogni di salute, misurare i risultati e intervenire tempestivamente sulle inefficienze, anziché scaricarne i costi a posteriori sulle imprese. È su questo terreno che Regioni e industria possono costruire una proposta comune al Governo”.
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