payback
02 Novembre 2026La manovra prevede una riduzione del ripiano fino a 160 milioni di euro annui legata agli investimenti e un ulteriore aumento del tetto degli acquisti diretti dal 2028. Egualia: distinguere i farmaci in esclusiva da quelli acquistati in gara e anticipare l’incremento al 2027.

La riduzione del payback per le aziende farmaceutiche che effettuano investimenti aggiuntivi in Italia e un ulteriore aumento del tetto della spesa per acquisti diretti dal 2028 sono alcune delle misure previste dal ddl Bilancio 2027, apprezzate da Egualia che chiede modifiche al ripiano per i medicinali fuori brevetto e l’anticipo al 2027 dell’incremento del tetto. Al centro della posizione espressa dal presidente Riccardo Zagaria c’è la sostenibilità delle produzioni già esistenti e la disponibilità dei farmaci essenziali per il Servizio sanitario nazionale (Ssn).
L’articolo 71, dedicato alla “Modifica del tetto di spesa e premialità per investimenti delle aziende farmaceutiche”, prevede che, in caso di superamento del tetto degli acquisti diretti, dal 2027 la quota di ripiano versata dalle aziende alle Regioni e alle Province autonome sia ridotta “di un importo complessivamente non superiore a 160 milioni di euro annui”. Il limite riguarda quindi l’insieme delle riduzioni riconosciute alle imprese beneficiarie.
Per accedere alla misura, l’azienda deve aver effettuato, nell’anno cui si riferisce lo sforamento, “investimenti addizionali rispetto all’anno precedente”. Gli ambiti indicati comprendono “innovazione farmaceutica, sperimentazione clinica, produzione di medicinali, sviluppo delle tecnologie industriali e delle attività logistiche e commerciali a elevata rilevanza strategica”.
Gli investimenti devono favorire “capacità, competenze o infrastrutture stabilmente localizzate sul territorio nazionale” e contribuire, direttamente o indirettamente, alla produzione, distribuzione o vendita di farmaci destinati anche al Ssn e al mercato italiano. Devono inoltre sostenere “il rafforzamento industriale, scientifico, clinico o tecnologico del sistema farmaceutico e sanitario italiano”.
Le modalità di valutazione degli investimenti e di ripartizione della riduzione tra le Regioni saranno definite con un decreto interministeriale da adottare entro il 31 marzo 2027. Per ciascuna azienda, il beneficio non potrà superare la quota di ripiano dovuta. Il testo istituisce anche un Fondo per la compensazione del ripiano farmaceutico, con una dotazione di 160 milioni di euro annui dal 2027, per ristorare le Regioni e le Province autonome delle minori somme ricevute.
Il comma 7 estende il meccanismo “anche agli investimenti effettuati nell’anno 2026 e al ripiano per il superamento del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti relativo all’anno 2026”.
Sul versante dei tetti, il Ddl stabilisce che, a decorrere dal 2028, quello della spesa farmaceutica per acquisti diretti sia “ulteriormente incrementato” dello 0,2 per cento, rispetto a quanto già previsto dalla precedente legge di Bilancio: un aumento di 0,2 punti percentuali.
È proprio sulla decorrenza che Egualia chiede una modifica. Nel comunicato del 31 ottobre, l’associazione propone di “anticipare al 2027, anziché al 2028, l’ulteriore incremento del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti, così da alleggerire fin dal prossimo anno la pressione economica sulle imprese”.
Per Egualia, gli interventi previsti dalla manovra non sono sufficienti a risolvere le criticità strutturali che riguardano la sostenibilità della produzione e la disponibilità dei medicinali essenziali, in particolare quelli fuori brevetto.
“Gli incentivi agli investimenti rappresentano un segnale positivo, ma attrarre nuove produzioni non basta se non si creano le condizioni per mantenere quelle esistenti”, dichiara Riccardo Zagaria, presidente di Egualia. “È necessario intervenire già con questa manovra sul payback farmaceutico, distinguendo i medicinali coperti da esclusiva da quelli acquistati attraverso gare pubbliche. Si tratta di mercati profondamente diversi: i farmaci fuori brevetto sono già sottoposti a una fortissima competizione sui prezzi e non possono continuare a sostenere meccanismi di ripiano indifferenziati”.
L’articolo 71 non introduce una distinzione tra queste categorie di medicinali. Secondo l’associazione, anche la riduzione del payback per le imprese che investono in Italia, “pur apprezzabile, non affronta questo squilibrio strutturale”.
“La sicurezza delle forniture non dipende soltanto dagli investimenti futuri, ma anche dalla capacità di preservare oggi le produzioni di medicinali essenziali in Italia e in Europa. Un farmaco può costare pochi euro. Ma perdere la capacità di produrlo può costare molto di più, in termini di autonomia industriale e sicurezza degli approvvigionamenti. Ci auguriamo che il confronto parlamentare consenta di correggere la manovra in questa direzione”, conclude Zagaria.
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