Mascherine, Parafarmacie: disponibilità andava verificata, con prezzo fisso mercato devastato
L'intervento sul prezzo delle mascherine, che lo ha fissato a 50 centesimi, ha devastato un mercato che si stava ristabilizzando proprio grazie ai farmacisti. La nota di Unaftisp
L'intervento sul prezzo delle mascherine, che lo ha fissato a 50 centesimi, ha devastato un mercato che si stava ristabilizzando proprio grazie ai farmacisti, che avevano in autonomia creato nuovi canali di approvvigionamento attraverso i quali l'offerta aumentava di giorno in giorno per soddisfare la domanda. Inoltre, la disponibilità di milioni di mascherine andava verificata: imperdonabile errore non farlo. Questi i due punti messi in evidenza dalle parafarmacie dell'Unaftisp in una nota che si inserisce nella polemica tra il commissario Domenico Arcuri e la filiera del farmaco, alla luce dell'odierna conferenza stampa.
La responsabilità di verificare la reale disponibilità di milioni di mascherine
Il presidente dell'Associazione, Daniele Viti, Arcuri dovrebbe «avere il coraggio e la coerenza di ammettere che un piano fallimentare possa essere riconducibile anche al proprio operato, senza andare a cercare inefficienze e complotti in una categoria che sin dall'inizio dell'epidemia si è messa a disposizione della popolazione, subendo ogni cambio di direzione». Secondo l'Unaftisp, prima di annunciare l'intenzione di immettere sul mercato milioni di mascherine a 0,50 cent bisognava verificarna prima la disponibilità: «Un annuncio del genere presuppone il controllo, chi doveva farlo? Quindi anche volendo credere a ciò che asserisce il commissario straordinario, resta comunque un suo imperdonabile errore. Scaricare poi le responsabilità sui Farmacisti è davvero ignobile, sotto ogni punto di vista».
Prezzo fisso ha devastato il mercato che si stava stabilizzando
L'annuncio sul prezzo fisso, prosegue la nota, "ha devastato un mercato che si stava ristabilizzando proprio grazie ai farmacisti, che avevano in autonomia creato nuovi canali di approvvigionamento attraverso i quali l'offerta aumentava di giorno in giorno per soddisfare la domanda. La sua logica militare ha annientato letteralmente la produzione di tutte le aziende che a fatica avevano riconvertito la produzione, ha bloccato le importazioni, rendendo il nostro mercato poco appetibile. Questo ha causato lo svuotamento dei magazzini e la mancanza dei dispositivi per la vendita al dettaglio". Inoltre, prosegue Viti, «Arcuri ha chiesto loro in sede di firma dell'accordo a Roma il 1° maggio di continuare a comprare e a vendere sottocosto per tamponare la mancanza delle forniture». Ancora ad oggi, 12 maggio, «nessuno sa a chi inviare i documenti, in che modo. Non è stato comunicato nulla rispetto ad un'organizzazione che dovrebbe gestire la cosa. Lo stesso ristoro che prevede inoltre di asseverare le giacenze al 26 aprile. Il Farmacista deve anche pagarsi un professionista, oltre che recuperare fatture di acquisto, certificati di conformità, test report». I farmacisti chiamano tutti i giorni i distributori per sentirsi dire sempre le stesse cose. "L'aereo non è arrivato, ne arriveranno poche, per ora non abbiamo disponibilità..." «Troppo facile far ricadere la colpa su farmacie e magazzini. Riteniamo a questo punto che il dott. Arcuri debba delle scuse, a tutta la categoria. Non siamo più disposti ad accettare passivamente di essere il capro espiatorio della sua politica fallimentare. Ci siamo messi a totale disposizione delle istituzioni, per poi essere tacciati per complottisti e speculatori» conclude Viti.
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A cura di Studio Legale Farmatutela
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