Distribuzione vaccini, Assoram: non serve Amazon, la filiera farmaco è esperta in logistica
La filiera della distribuzione del farmaco ha esperienza e competenza per gestire la logistica dei vaccini
Hanno destato un certo scalpore le affermazioni del virologo Andrea Crisanti - fatte a un quotidiano e poi ribadite nel corso di un programma televisivo - riguardo la "logistica dei vaccini". Secondo Crisanti a gestirla dovrebbe essere un manager di Amazon piuttosto che un ufficiale dell'esercito (il generale Figluolo, appena chiamato a sostituire il commissario Arcuri). Pronta la replica di Pierluigi Petrone, presidente di Assoram, associazione delle imprese della logistica del farmaco. Prima via social, poi in una intervista al Mattino di Napoli, nella quale, pur confermando la sua stima per Crisanti, dichiara che «Assoram e i suoi associati hanno titolo, esperienza e professionalità per contribuire alla efficiente distribuzione delle dosi di vaccini. Siamo favorevoli all'ausilio dell'esercito».
Cosa c'entra Amazon?
Petrone entra poi nel dettaglio, ribadendo che «in Italia, la filiera di distribuzione dei farmaci è a livelli di eccellenza. Disponiamo di una rete di 150 magazzini in Italia, da cui ogni giorno parte la fornitura dei farmaci negli ospedali, nelle farmacie, nelle parafarmacie. Possediamo esperienza consolidata e mi chiedo cosa c'entri Amazon e per quale motivo dovrebbe entrare in questo meccanismo di distribuzione un player che non è esperto di distribuzione di farmaci, che hanno bisogno di particolari condizioni di trasporto». Per esempio, «la piena tracciabilità a monte e a valle dei prodotti con particolari codici, su controllo del ministero della Sanità. Il vaccino anti-Covid è termolabile e termosensibile e le particolarità tecnico-scientifiche dei farmaci possono essere gestite da chi ha conoscenza consolidata di questi particolari prodotti. Non si tratta certo di telefonini».
Petrone (Assoram): delegittimazione della nostra filiera
Ma al di là dell'uscita un po' estemporanea di Crisanti, il vero timore del presidente di Assoram è che la logistica dei vaccini anti Covid-19 rappresenti un effettivo «segnale di deregolamentazione e delegittimazione della nostra filiera, che è consolidata e sperimentata nella sua efficienza». In sostanza sta prevalendo l'idea di affidarsi a operatori "generalisti", tagliando fuori quelli specializzati nella distribuzione del farmaco: «Nel sistema di distribuzione farma e salute si è in questo periodo provato a coinvolgere sistemi alternativi come Poste italiane che, di fatto, sta gestendo con il corriere Sda il trasporto delle dosi di vaccino Moderna e si candida a diventare riferimento della logistica del vaccino in Italia». Quando invece Assoram è stata in grado «di distribuire dosi massicce di vaccini antinfluenzali in maniera diffusa, su una rete che comprendeva anche le farmacie. Sono del parere che anche per i vaccini anti Covid un coinvolgimento delle farmacie possa essere preso in considerazione e noi saremmo pronti».
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A cura di Simona Zazzetta
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