Cure palliative, necessaria la collaborazione tra professionisti sul territorio
Garantire continuità assistenziale anche per la sfera del dolore, in una logica di collaborazione multidisciplinare tra i vari attori della sanità. Il punto nell'evento Ecm sul tema
«Il tema dell'assistenza per la gestione del dolore cronico e del fine vita, durante l'emergenza pandemica è stato messo ancora al centro dell'attenzione mostrando che non può essere rinviato un ridisegno del modello di governance che ripensi la sanità del territorio, dove la farmacia con il farmacista svolga attività di supporto, come già avvenuto durante il lockdown» ha affermato sen. Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò, in occasione dell'evento Ecm, che si è tenuto il 23 Giugno nella sede del Nobile Collegio Chimico-Farmaceutico a Roma, dal titolo "Cure palliative e umanizzazione delle cure", organizzati da Edra. «Ora è necessario garantire continuità assistenziale anche per quanto attiene alla sfera del dolore, in una logica di collaborazione multidisciplinare tra i vari attori della sanità» ha aggiunto.
Promuovere la cultura del sollievo
L'evento è stato organizzato in occasione della ricorrenza, il 30 maggio 2021, della ventesima edizione della Giornata nazionale del Sollievo, con lo scopo di effettuare una ricognizione sullo stato di attuazione della Legge 38 sulle cure palliative e terapie del dolore ed evidenziare il ruolo strategico svolto dal farmacista con le altre professioni sanitarie nell'assicurare prestazioni assistenziali atte a garantire il valore della dignità umana e un agevole accesso alle terapie per il controllo del dolore. Il dolore «è stato troppo spesso considerato solo un sintomo, il dolore è invece un'esperienza sensitiva ed emotiva molto importante, che è accompagnata da un forte coinvolgimento psicologico, etico, filosofiche e sociologiche. Il dolore influisce sulla condotta, sui valori di riferimento, sulle relazioni affettive, sulla dignità. Quindi una buona legge non basta» ha concluso D'Ambrosio Lettieri. È necessario dunque promuovere e sensibilizzare la cultura del sollievo dalla sofferenza anche attraverso l'impegno professionale del farmacista che ha una solida vocazione al servizio scolpita nel proprio codice genetico quale mezzo per la tutela della salute, quale diritto fondamentale dell'individuo e interesse della comunità.
Legge 38/2010, criticità e punti di forza
«Oggi ancora tanto ancora c'è da fare, partendo proprio da una legge la 38/2010, che è stata una conquista improntate per il nostro Paese. Una legge che ha aperto un varco per una cura palliativa che non era neppure accettata, con una idea diffusa che il dolore fosse catarsi» ha spiegato l'on. Andrea Mandelli, presidente Fofi. Come è noto la Legge 38/2010 garantisce l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato nell'ambito dei Lea al fine di assicurare cure e assistenza nelle fasi finali della vita, nel rispetto della dignità e dell'autonomia della persona umana, dell'equità nell'accesso all'assistenza, della qualità delle cure e della loro appropriatezza in questa delicata fase dell'esistenza. «La pandemia ha accentuato la situazione già complicata, con la solitudine, l'impossibilità di ricevere un conforto morale, mettendo ancora più in evidenza il ruolo del farmacista di prossimità» ha affermato Mandelli. Sono intervenuti all'evento anche mon. S.E. Francesco Savino vescovo di Cassano dello Jonio, Giuseppe Perroni presidente del Nobile Collegio Chimico-Farmaceutico, l'on. Livia Turco già ministro della Salute, Leopoldo Mannucci tesoriere Ordine farmacisti di Roma, Giuseppe Guerrera segretario Fondazione Ghirotti, Guido Carpani direttore generale Fofi.
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A cura di Simona Zazzetta
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