Crisi post-pandemia, Puglia modifica Titolo II: accesso per farmacie ad agevolazioni e credito
In Puglia anche le farmacie avranno maggiore accesso ad agevolazioni a fondo perduto e al credito, grazie alle modifiche del Titolo II
In Puglia le piccole e medie imprese, e ora anche le farmacie, avranno maggiore accesso ad agevolazioni a fondo perduto e al credito, grazie alle modifiche del Titolo II Capo 3, strumento finanziario messo a disposizione dalla Regione per la ripresa post-pandemica, pubblicate sul bollettino ufficiale della Regione Puglia e diventate operative.
Regione: farmacie importanti nel contrasto alla pandemia
A spiegare l'impatto delle modifiche è l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci: «Il Titolo II è uno strumento di agevolazione che ha avuto grande successo nel sistema imprenditoriale pugliese. Ad oggi abbiamo superato i 2 miliardi di investimenti con quasi 9mila domande. Nel contesto di crisi attuale, tali modifiche migliorative potrebbero stimolare nuovi investimenti, grazie anche alla massimizzazione dei contributi, che possono essere aumentati anche di 300-400mila euro, rispetto alle condizioni precedenti. Da oggi, inoltre, pure le farmacie, così importanti anche nel contrasto alla pandemia, potranno innovare avvalendosi del Titolo II Capo 3, allo stesso tempo spingiamo gli investimenti nel settore della distribuzione dei combustibili alternativi ed efficienti provenienti da fonti pulite. Infine, semplifichiamo le procedure: i confidi vigilati, da oggi potranno deliberare direttamente il mutuo e trasmettere telematicamente le domande».
Titolo II strumento di agevolazione a Pmi
Titolo II Capo 3, si rivolge ad imprese micro, piccole e medie con un contributo aggiuntivo in conto impianti (a fondo perduto) che sale al 30% dell'investimento ammesso in attrezzature e macchinari (prima era del 20%) e all'importo massimo di 1,2 milioni di euro per le medie imprese (rispetto agli 800mila euro previsti prima della modifica). Lo stesso contributo a fondo perduto sale al 35% dell'investimento e all'importo massimo di 700mila euro per le piccole imprese (prima erano rispettivamente il 20% e 400mila euro). Per le imprese che hanno conseguito il rating di legalità, l'importo massimo del contributo in conto impianti è elevato a 1,3 milioni di euro per le aziende di media dimensione e a 800mila euro per le piccole (contro i 900mila e 500mila euro di prima). Rende possibile anche l'acquisto di suoli, macchinari, impianti e attrezzature, la realizzazione di opere murarie, l'investimento per la prevenzione dei rischi, per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, le spese di progettazione ingegneristica, l'acquisto di programmi informatici e di brevetti e licenze. Agevola investimenti tra 30 mila e 4 milioni di euro per le medie imprese e tra 30mila e 2 milioni per le micro e piccole imprese. In aggiunta a queste modifiche, potranno avvalersi delle agevolazioni del Titolo II Capo 3 anche le farmacie e le imprese di commercio al dettaglio di carburante purché si tratti di combustibile alternativo quale gas naturale, biogas, idrogeno, elettrico, biocombustibile, combustibili sintetici. Stesse modifiche per il Titolo II Capo 6, che si rivolge a Pmi che operano nel settore turistico-alberghiero con la differenza che il contributo aggiuntivo a fondo perduto viene calcolato sull'intero investimento. Infine, cambia il ruolo dei Confidi vigilati dalla Banca d'Italia, che ora potranno provvedere a deliberare il mutuo.
Come funzionano gli strumenti
Le domande vengono presentate a un confidi o ad una banca accreditata. La banca e i confidi vigilati, fatte le proprie valutazioni sul merito creditizio, concedono il finanziamento ed in seguito inviano alla Regione e a Puglia Sviluppo la richiesta di ammissione alle agevolazioni regionali. Queste ultime consistono in un contributo in conto impianti determinato sul montante degli interessi del finanziamento bancario e in un contributo aggiuntivo per nuovi macchinari e attrezzature (Titolo II Capo 3) o per l'intero investimento (Titolo II Capo 6).
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A cura di Studio Legale Farmatutela
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