Covid, testimonianza di una farmacista inglese: contratto due volte. Mai abbassare la guardia
Una farmacista che ha contratto Sars-Cov-2 per due volte racconta in una lettera la sua esperienza: "oggi più che mai tenere alta l'attenzione"
Una farmacista inglese, Pauline Jablonski, che ha contratto il virus Sars-Cov-2 per due volte, racconta in una lettera, pubblicata su The Pharmaceutical Journal, un resoconto in cui afferma quanto, oggi più che mai, sia importante "continuare a tenere alta l'attenzione su un virus estremamente complesso, per le conseguenze che può avere sulla salute, anche una volta guariti". La maggior parte delle persone che hanno contratto il Covid-19 riesce a recuperare completamente entro due mesi mentre alcuni continuano a presentare disturbi e manifestazioni cliniche per più tempo. Questi strascichi a volte sono così severi da impedire alla persona di ritornare a condurre una vita normale. Il cosiddetto Long Covid indica, infatti, l'insieme dei disturbi e delle manifestazioni cliniche che persistono dopo l'infezione, rappresentando una sorta di continuazione della malattia con possibili conseguenze sanitarie.
Lunghe assenze dal lavoro
La farmacista racconta come ha contratto il virus la prima volta: "Al lavoro, venerdì 13 marzo 2020, mi sono sentita insolitamente stanca. Pensavo che un pasto, una buona notte di sonno e un fine settimana riposante mi avrebbero sistemato. Quanto mi sbagliavo. La mattina seguente mi sono svegliata con il petto stretto come in una morsa e non riuscivo a respirare molto bene e per tutto il fine settimana non sono riuscita ad alzarmi dal letto. Mi sono data malata lunedì e ho visto il mio medico di famiglia la mattina seguente, che ha riferito la probabilità di aver contratto l'infezione da Sars-Cov-2. A quel tempo, non c'erano test da eseguire al di fuori dagli ospedali, nessun distanziamento sociale e nessun isolamento. Seguirono quattro settimane difficili. Temevo di stare a casa da sola perché non sapevo come mi sarei sentita durante il giorno e in che condizioni mi sarei svegliata la mattina seguente. Avevo, però, vicino gli amici che mi hanno portato da mangiare, perché non avevo energia per cucinare e per adempiere alle normali attività giornaliere. Dopo essere tornata al lavoro, ho fatto solo tre turni e poi sono sopravvenuti forti dolori ai reni. Mi hanno dato antibiotici, e i test non hanno mostrato alcuna infezione. Nonostante tutto, la situazione ha portato a un periodo di assenza lavorativa di cinque settimane e mi sono dovuta trasferire dai miei genitori perché non potevo più badare a me stessa. Gli esami e le analisi sono continuati nei giorni successivi e tutti i risultati erano nella norma. Tutto questo ha messo in difficoltà il mio medico curante, perché non riusciva a trovare un trattamento adeguato. Sono tornata al lavoro a fine giugno 2020. Un'ora prima del mio secondo turno, sono svenuta andando in bagno. Arrivata a questo punto, ho contattato un medico specialista per vedere se poteva aiutarmi. Mi suggerì di prendermi tre mesi di pausa dal lavoro per recuperare le forze attraverso un graduale aumento dell'attività".
Long Covid: breath pattern disorder following COVID-19
E a luglio 2021, per la seconda volta si ammala di Covid: "A luglio di quest'anno, ho scoperto di aver contratto il virus per la seconda volta, nonostante fossi vaccinata con ciclo completo. Non è stato così terribile come la prima volta, avevo sintomi intestinali e simil influenzali, ma le due settimane successive la mia scoperta non sono state affatto facili. Ora sono tornata al lavoro, con orario ridotto. Sono molto più lenta di prima e non posso adempiere completamente ai miei doveri manageriali. Ho ancora dolori alla schiena, faccio fatica a formulare frasi e mi stanco molto velocemente. Alcuni giorni tornando dal lavoro devo dormire un'ora prima di poter continuare a lavorare da casa. Mi è stato diagnosticato un breath pattern disorder following COVID-19, una patologia che fa riferimento ai sintomi da long Covid e sto ricevendo un trattamento di fisioterapia respiratoria. Negli ultimi 18 mesi essere più severa con me stessa e gli altri riguardo le mie capacità. Sto ancora imparando i miei nuovi ritmi e le priorità del riposo. Ho anche intrapreso hobby più lenti, per evitare di indebolirmi troppo. Oggi c'è molto più supporto per questo tipo di patologia rispetto ad un anno fa, ma, nonostante tutto, non esiste ancora un percorso terapeutico uguale per ogni individuo, perché il 'long Covid' è una malattia complessa e variegata. Il mio datore di lavoro è stato molto comprensivo, ma non tutti sono così. Ritengo che il riposo sia fondamentale per il recupero e che i datori di lavoro debbano supportare i malati durante la loro convalescenza, con orari più flessibili. La strada per la ripresa è molto lunga, ma alla fine ci arriveremo tutti".
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A cura di Redazione Farmacista33
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