Durata Green Pass e validità tamponi antigenici in discussione. Ecco le ipotesi
Non c'è solo la terza dose di vaccino nella strategia contro il Covid-19. A fronte di una curva epidemiologica in crescita, sono allo studio aggiustamenti e tra le ipotesi circolate c'è anche un ritocco a green pass e tamponi
Non c'è solo la terza dose di vaccino nella strategia contro il Covid-19. A fronte di una curva epidemiologica in crescita, sono allo studio aggiustamenti e tra le ipotesi circolate c'è anche un ritocco a green pass e tamponi. Anche perché tra le priorità c'è quella di raggiungere chi ancora non ha fatto neanche una dose di vaccino.
Tra le proposte sul tavolo taglio alla durata del Green pass
La discussione tra ministri ed esperti è aperta. A fronte di studi che mostrano come la durata della efficacia vaccinale tenda a calare dopo sei mesi, tra le ipotesi formulate in questi giorni c'è quella di tagliare il periodo di validità del Green Pass. Difficilmente gestibile è la proposta di ridurlo a sei mesi - proposta che comunque, da quanto riferiscono le agenzie, non piace al ministro della Salute Roberto Speranza -, e la mediazione, se sarà necessaria, potrebbe essere sui nove mesi. «I 12 mesi del green pass scadono dopo la seconda dose, ma valuteremo se ridurre il tempo di validità in base alle evidenze» ha detto il Ministro intervenendo a Che tempo che fa. «Valuteremo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico». Il green pass resta «uno strumento che ci sta consentendo di gestire questa fase di recrudescenza dell'epidemia. Ma la nostra raccomandazione forte resta comunque quella di fare il richiamo vaccinale dopo sei mesi». C'è comunque anche un tema europeo al riguardo. «In Europa abbiamo fatto un'intesa che consente di circolare con il green pass. La scelta europea fu fatta nella direzione di tutelare la mobilità». In generale «se continuiamo a insistere sui richiami per i vaccini, sulle prime dosi e sui comportamenti corretti possiamo limitare il più possibile eventuali misure: dipende dai nostri comportamenti e dalla campagna di vaccinazione. È necessario, a fronte di contagi che crescono, alzare i livelli di attenzione, mantenere le regole esistenti - tra le quali l'utilizzo della mascherina, strumento fondamentale - e adeguare le misure all'andamento della curva epidemiologica. Ma oggi scegliamo di accelerare sui richiami».
In discussione i tamponi antigenici per ottenimento del Green Pass
Tra gli altri fronti aperti c'è poi la discussione che ha preso piede in questi giorni relativa al tampone antigenico, in particolare quello rapido, e settimana scorsa c'è chi ha proposto di non utilizzarlo più per il Green Pass. Alla base ci sarebbero alcuni studi che mettono in luce la presenza di più falsi negativi e falsi positivi rispetto al molecolare. Da quanto riferisce il Corriere di ieri, sul punto "Speranza invita alla cautela, visto che le farmacie ne fanno migliaia al giorno e così si rischierebbe di tagliarle fuori dal sistema di controllo dell'epidemia. L'alternativa allo studio è quella di ridurre la validità del test molecolare da 72 a 48 ore e di quello antigenico da 48 a 24 ore. La misura viene valutata con attenzione», anche per le ricadute su chi ne fa uso per potersi recare al lavoro, anche se «accorciare la durata del test rapido potrebbe servire per convincere i dubbiosi a iniziare il percorso di immunizzazione». Per costoro viene invocata in ogni caso la chiamata diretta da parte degli operatori sanitari dediti alla vaccinazione. Nel dibattito, è intervenuto anche Guido Rasi, consulente del commissario Francesco Figliuolo, che si è detto favorevole all'adozione di misure più drastiche, tra le quali l'obbligatorietà del vaccino e, appunto, l'esclusione della possibilità di ottenere il green pass attraverso il tampone. E proprio sull'obbligatorietà del vaccino, potrebbe ricevere l'ok questa settimana il decreto che obbliga alla terza dose il personale sanitario, come anche tutti i lavoratori esterni che accedono alle RSA. Mentre il consulente del ministero della Salute, Walter Ricciardi, arriva a ipotizzare lo stop al certificato verde a chi rifiuta la terza dose.
Al momento il Governo frena su ipotesi che non siano la spinta alla terza dose, mentre si riserva una valutazione sulla possibilità di introdurre interventi restrittivi all'inizio di dicembre, con in mano i dati aggiornati su curva dei contagi ed andamento dei ricoveri.
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A cura di Redazione Farmacista33
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