Dipendenza da fumo. Il counseling del farmacista: interazioni con farmaci leva per motivare
Il farmacista può dare supporto a chi vuole smettere di fumare fornendo un supporto continuo facendo leva su temi specifici come l'interazione con i farmaci, i costi e i molti metodi per smettere
Spiegare le interazioni tra fumo e i diversi medicinali, evidenziare l'alto costo delle sigarette e aiutare a individuare il metodo più opportuno per ciascuno sono alcune delle strategie che il farmacista può usare per motivare chi vuole smettere e offrire un servizio di counseling efficace. Smettere di fumare può essere difficile e i tentativi spesso falliscono, con i tassi di astinenza che si aggirano intorno al 25% a un anno, anche con l'aiuto di un trattamento farmacologico. Il farmacista, però, può dare supporto a chi vuole smettere, cercando l'approccio migliore e fornendo un supporto continuo, e secondo un articolo pubblicato su Pharmacy Times ci sono diversi gli aspetti su cui puntare per motivare.
Porre attenzione alla tipologia di persona e puntare sull'aspetto economico
Tra le cose da prendere in considerazione c'è il fatto che il farmacista deve tener presente che molto spesso si comincia a fumare in adolescenza. I fumatori più anziani, dunque, hanno iniziato a fumare prima di essere pienamente consapevoli del rischio associato al fumo e possono avere una dipendenza più forte, una maggiore propensione ad accusare problemi di salute correlati al fumo ed a credere che gli effetti del fumo siano reversibili. Il fumo, poi, è costoso e il farmacista potrebbe tentare di fare leva sull'aspetto economico e molti fumatori, inoltre, non sanno che la nicotina non è l'unico composto dannoso nelle sigarette. Le sigarette possono contenere diverse sostanze che generano radicali liberi, dall'arsenico al monossido di carbonio, dalla formaldeide all'acido cianidrico fino agli idrocarburi policiclici aromatici e ai tiosolfati. La nicotina, però, aumenta i livelli di noradrenalina, che induce l'effetto calmante. Entro pochi secondi da quando si accede la sigaretta, i fumatori, infatti, si sentono più calmi e meno ansiosi, ma il fumatore ha bisogno di venti sigarette o più per mantenere questo effetto.
Spiegare le interazioni tra fumo e farmaci e trovare la strategia migliore per ciascuno
Cira il 70% dei fumatori è interessato a smettere, ma crede che sia troppo difficile o troppo tardi. Chiedere semplicemente alle persone se vogliono parlare della possibilità di smettere potrebbe non portare a un effetto immediato, ma potrebbe convincerli a tornare a rivolgersi al farmacista più in là. Inoltre, le persone che smettono di fumare hanno meno problemi con le loro terapie farmacologiche. Il fumo, infatti, interagendo con il citocromo CYP1A2, ha un impatto sul metabolismo di molti medicinali, dal warfarin agli antidepressivi triciclici, fino ai beta-bloccanti e all'insulina. Infine, deve essere chiaro che non c'è un metodo universalmente giusto per smettere, né ci sono metodi sbagliati. Molto dipende da ciascun fumatore che sceglierà la strategia più opportuna in base a comorbidità, convenienza, costo e il livello di dipendenza. Alcuni fumatori, poi, possono aver bisogno di ricorrere a due metodi o prodotti insieme, per avere il miglior risultato. E per quel che riguarda chewing gum, pasticche o cerotti è bene tener presente che le persone che hanno carie o portano dentiere possono avere difficoltà a masticare, mentre per i cerotti è possibile che ci siano reazioni al sito di applicazione e questo metodo non aiuta in casi di un bisogno immediato di nicotina e che la riduzione della dipendenza sarà graduale.
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A cura di Simona Zazzetta
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