Covid, durata isolamento positivi: novità in arrivo. Il parere del Css
La durata dell'isolamento dei soggetti positivi a Covid si riduce da 7 a 5 giorni con test negativo e la durata massima passa da 21 a 15 giorni
La durata dell'isolamento dei soggetti positivi a Covid si riduce da 7 a 5 giorni con test negativo e la durata massima passa da 21 a 15 giorni. È quanto emerso dal Consiglio superiore di sanità (Css) in un parere richiesto dal ministero della Salute a luglio che è al vaglio dei tecnici. In base anche ad altre valutazioni, per esempio di tipo epidemiologico, si deciderà se e quando emettere una circolare ministeriale con le novità.
Riduzione della quarantena, ecco le novità in arrivo
L'orientamento che le autorità sanitarie starebbero valutando anche sulla base dell'andamento della curva dei contagi Covid in Italia è di una versione "leggera" della quarantena sulla scorta di quanto emerso dalla riunione di ieri del Consiglio Superiore di Sanità. In seguito alla valutazione degli esperti e sulla scia di quanto già deciso in altri Paes il ministero dovrebbe ridefinire i criteri: ci dovrebbe essere una riduzione dell'isolamento a 5 giorni (dai 7 attuali) se si risulta senza sintomi da almeno 48 ore e se si ha un test negativo già al quinto giorno. Per i casi di positività "lunga" invece si punterebbe a concludere l'isolamento al massimo dopo 15 giorni dai 21 attuali, in considerazione della minore infettività dopo due settimane.
Speranza: isolamento positivi resta un punto fermo
"Se una persona è positiva a Covid deve restare a casa, questa è un'indicazione molto netta e chiara - puntualizza il detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un'intervista a Radio Capital. - Su quanti giorni c'è una valutazione del Consiglio superiore di sanità: appena sarà formalizzato faremo le opportune valutazioni. Secondo le indicazioni del Css - afferma - se una persona è positiva lo è, sintomi o non sintomi, e se lo è deve stare in isolamento per evitare il diffondersi del contagio". Secondo il ministro bisogna "mantenere un elemento di prudenza e precauzione. Abbiamo una fase diversa - aggiunge. - Quella più difficile, drammatica, delle chiusure dure, delle esperienze che ciascuno di noi ha vissuto sulla propria pelle è alle spalle grazie soprattutto a una campagna di vaccinazione straordinaria. Questo non significa - ha aggiunto - far finta che il Covid non c'è più. Sarebbe un atteggiamento sbagliato".
E sulle scadenze più imminenti come scuola e voto politico, il ministro spiega: "Per le elezioni c'è la possibilità del voto domiciliare e si può utilizzare anche in questo caso come avviene per le persone che per ragioni di infermità non possono votare". "Abbiamo lavorato lungamente perché la scuola possa essere in presenza e in sicurezza. Questo è l'obiettivo che ci siamo dati e crediamo che ci siano queste condizioni". Le mascherine in classe, ricorda il ministro, "non sono obbligatorie. L'Istituto superiore di sanità, con i due ministeri competenti e le Regioni, ha messo in campo delle linee guida che non prevedono l'obbligo di mascherina, se non per categorie particolarmente fragili".
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A cura di Simona Zazzetta
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