Covid-19. Mortalità più alta in immunocompromessi ricoverati
Soggetti con sistema immunitario indebolito hanno una probabilità del 44% più alta di morire se ricoverati con Covid. Lo conferma uno studio nel Regno Unito
Le persone che hanno un sistema immunitario indebolito hanno una probabilità del 44% più alta di morire se sono ricoverati con COVID-19 rispetto alle persone con un sistema immunitario normale. A mostrarlo è uno studio pubblicato su PLOS Medicine condotto su un ampio numero di casi raccolti nel Regno Unito. La ricerca è stata coordinata da Lance Turtle e Mathew Thorpe, dell'Università di Liverpool.
Rischio cambiato nel corso della pandemia
Studi precedenti avevano confrontato la mortalità in ospedale tra pazienti immunocompromessi con altri gruppi di pazienti con COVID-19, ma i risultati ottenuti sono stati contrastanti. Alcuni risultati, infatti, hanno riferito un aumento della mortalità tra i pazienti con sistema immunitario compromesso, mentre altri non hanno trovato differenze tra i gruppi.
Usando i dati dal più ampio database di pazienti ricoverati con COVID-19, il team britannico ha cercato di capire se i pazienti immunocompromessi sono a maggior rischio di morte quando sono ricoverati per COVID-19 e in che modo questo rischio è cambiato nel corso della pandemia.
Tassi di mortalità elevati tra ricoverati
Lo studio ha analizzato dati da più di 150mila adulti inglesi reclutati dallo studio di coorte prospettico ISARIC WHO Clinical Characterisation Protocol UK, tra gennaio 2020 e febbraio 2022. Per identificare i soggetti immunocompromessi, i ricercatori hanno preso in considerazione fattori quali l'uso di farmaci immunosoppressori, l'assunzione di terapie oncologiche, essersi sottoposti a trapianto d'organo, essere positivi all'HIV o avere immunodeficienze congenite. Dei 156.552 pazienti compresi nell'analisi, 21.954 erano immunocompromessi, pari al 14% del campione. Di questi, circa il 29% dei pazienti immunocompromessi e il 21% degli immunocompetenti sono morti in ospedale.
I risultati dell'indagine hanno mostrato che i tassi di mortalità in regime di ricovero erano elevati per i pazienti immunocompromessi (OR aggiustato 1,44; IC 95%, 1,39 - 1,50; p <0,001). Tuttavia, non tutte le malattie con immunocompromissione portavano allo stesso rischio. Per esempio, i pazienti in terapia antitumorale attiva avevano una minore probabilità di finire in terapia intensiva o in ventilazione, anche se proprio i pazienti con tumore avevano, nel complesso, una maggiore probabilità di morire.
L'analisi ha consentito, così, di osservare che i pazienti immunocompromessi hanno, in generale, un rischio del 44% più alto di morire in ospedale se ricoverati per COVID-19 rispetto ai pazienti non immunocompromessi; una differenza che è rimasta alta anche quando i ricercatori hanno preso in considerazione fattori quali età, sesso e la presenza di altre condizioni croniche.
Infine, man mano che la pandemia è progredita, la mortalità in ospedale si è ridotta più lentamente per i pazienti immunocompromessi rispetto agli immunocompetenti, un dato particolarmente evidente con l'aumentare dell'età.
Sabina Mastrangelo
Fonte
Turtle L. et al. PLOS Medicine (2023); doi: 10.1371/journal.pmed.1004086
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A cura di Simona Zazzetta
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