Servizio sanitario, il modello lombardo tra pubblico e privato. Dalle farmacie supporto su vaccini e telemedicina
Le politiche di Regione Lombardia in ambito sanitario: offrire un servizio efficiente puntando sulla sinergia pubblico-privato. Un dibattito a Milano
La sanità in Lombardia è una, pubblica e privata, con l'obiettivo comune di offrire ai cittadini prestazioni sanitarie all'altezza. Lo ribadiscono Guido Bertolaso e Marco Alparone, rispettivamente assessore al Welfare e assessore al Bilancio della giunta Fontana, ospiti, a Milano, della rassegna "Salute direzione nord".
Alparone, farmacista iscritto all'Ordine di Milano, rimarca come la sinergia pubblico-privato sia il tratto distintivo, da anni, della politica sanitaria lombarda: «Una sana concorrenza tra soggetti pubblici e privati convenzionati fa migliorare il servizio ai cittadini ma le risorse impiegate, ricordiamolo, sono tutte pubbliche e vanno utilizzate con criterio. E da questo punto di vista il bilancio sanitario di Regione Lombardia è l'unico che non denuncia un disavanzo».
Le sfide future, valorizzare la medicina del territorio e fare sì che la regione si confermi attrattiva per gli investimenti privati, avvalendosi anche della sempre maggiore digitalizzazione in sanità. Da parte loro le aziende, sottolinea Jacopo Murzi, direttore generale di Moderna Italia, chiedono un confronto aperto e diretto con le istituzioni: «Rapidità e chiarezza, nei rapporti con l'interlocutore pubblico, sono fondamentali. La competizione è globale e richiede tali presupposti. Con Regione Lombardia questo tipo di rapporto esiste».
Sul ruolo delle farmacie lombarde a supporto della sanità pubblica, la presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca ricorda che esse, per molti versi, hanno anticipato la legislazione sui servizi: «Ora occorre estendere la tipologia di vaccinazioni somministrabili in farmacia, herpes zoster ma non solo, e puntare sulle grandi opportunità offerte dalla telemedicina».
Bertolaso: liste d'attesa, non è solo questione di soldi
Interrogato sulla questione liste d'attesa, emergenza regionale e nazionale insieme, Bertolaso è molto chiaro: «Non è questione di soldi, spesso la mancanza di risorse finanziarie è in Italia un alibi per coprire le inefficienze. E invece la Lombardia ha ricevuto due mesi fa 61 milioni di euro dallo Stato proprio per l'emergenza liste d'attesa. È soprattutto una questione di organizzazione, di valorizzazione del personale medico e infermieristico e di snellimento burocratico. Non solo, ma anche di efficientemente dei sistemi di prenotazione che spesso non comunicano tra di loro. Una promessa a questo proposito: entro fine anno i cittadini potranno disporre di strumenti di prenotazione più integrati e nei quali potranno operare direttamente senza passare necessariamente dagli operatori». Infine, una considerazione sulla riforma del Titolo V della Costituzione, che ha regionalizzato la sanità, e sul cosiddetto spoil system, che consente a ogni nuovo governo di sostituire i vertici della pubblica amministrazione: hanno impoverito la classe dirigente nazionale.
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A cura di Redazione Farmacista33
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