Rischio cardiovascolare. Nutrizione positiva: gli alimenti da consumare
La nutrizione positiva comprende alimenti che contribuiscono favorevolmente alla riduzione del rischio cardiovascolare. Poli (Nfi): ecco quali sono e perché
L'alimentazione appropriata nella prevenzione delle malattie cardiovascolari assume un ruolo sempre più centrale. È quanto emerge dalle parole di Andrea Poli, Presidente e Direttore Scientifico di Nutrition Foundation of Italy (NFI), nel corso di un'intervista a Doctor33. I dati più recenti sottolineano il concetto di quella che Poli definisce come «nutrizione positiva».
«Nel tempo ci siamo occupati troppo degli alimenti e nutrienti che non dovremmo consumare, la cosiddetta nutrizione negativa, e meno invece di quelli che contribuiscono favorevolmente alla riduzione del rischio cardiovascolare». Poli riporta i dati di uno studio del 2019, pubblicato su The Lancet, da parte del Global Burden of Diseases, Injuries and Risk Factors. «La ricerca ha fatto una stima quantitativa di quanto i vari interventi di natura nutrizionale potrebbero contribuire a ridurre il peso delle malattie cardiovascolari fatali. In Europa sono ben 2 milioni i decessi attribuibili alla nutrizione», dichiara Poli.
Insufficiente consumo di cereali integrali, frutta secca di semi e frutta
La novità che emerge dallo studio è che: «Mettendo in fila gli interventi che potrebbero ridurre questo carico pesantissimo, il Global Burden ha scoperto che in Europa pesa tantissimo l'insufficiente consumo di cereali integrali, frutta secca di semi e frutta. Questi tre elementi spiegherebbero il 50% dell'eccesso di mortalità. Dei 2 milioni di decessi prevenuti, quindi, 1 milione potrebbe essere prevenuto tramite il consumo di questi tre gruppi di alimenti», spiega Poli. «Le bevande zuccherate, gli acidi grassi trans e le carni processate contribuiscono, invece, al 2,5% dei decessi». Ecco perché Poli suggerisce una «modifica dell'atteggiamento verso una nutrizione positiva perché può aumentare l'adesione dei pazienti alle proposte terapeutiche di tipo dietetico». «Una nutrizione di tipo positivo che sottolinei di più le cose che i pazienti debbano consumare, piuttosto che quelle che debbono essere abolite potrebbe essere più attrattivo».
Falsi miti su caffè, cioccolato e tè
Poli sfata, poi, dei falsi miti. «Ci sono alcuni alimenti che potrebbero essere consumati sicuramente di più e che hanno invece una specie di alone non favorevole, come il caffè, il cioccolato e il tè». Secondo alcune analisi, «un consumo anche elevato di queste bevande e alimenti ha un effetto sulla salute tendenzialmente positivo». Così come anche «la frutta, nonostante contenga il fruttosio, è tra i principali alimenti che dovrebbero essere introdotti in una corretta alimentazione». In conclusione, Poli si sofferma sulla «nutrizione personalizzata». «Le linee guida, per motivi pratici, devono fornire dei messaggi generalizzati. Ma, secondo dati molto recenti, viene fuori che alcuni alimenti possono far bene a qualcuno, male ad altri e non avere alcun effetto su un terzo gruppo di persone. Dare, quindi, un'indicazione generalizzata che dovrebbe andar bene a tutti, finisce per non servire a nessuno».
Le esigenze nutrizionali della donna cambiano nelle diverse fasi della vita, ma non esiste una dieta universale. Nell’intervista a Rachele Aspesi, farmacista esperta in nutrizione e formatrice, le...
Uno studio statunitense condotto su oltre 1.300 coppie madre/bambino ha individuato un'associazione tra l'alimentazione materna durante la gravidanza e la comparsa di coliche ed eczema nei neonati....
L’Oms pubblica le linee guida per la gestione dell’obesità tin adolescenti. I farmaci sono suggeriti in presenza di complicanze, dopo almeno sei mesi di interventi strutturati sugli stili di...
La vitamina D può contribuire alla salute muscolare nelle donne dopo la menopausa. Una revisione analizza il suo impiego insieme ad alimentazione ed esercizio di resistenza, evidenziando potenziali...
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Il corso dell’Università di Camerino integra fitoterapia clinica e preparazione fitogalenica, con lezioni online e attività di laboratorio in presenza. Il percorso dura sei mesi, attribuisce 30 Cfu e prevede...
Master di II livello dell’Università di Bologna, aperto anche ai laureati in Farmacia, offre una formazione specialistica nelle analisi chimico-tossicologiche forensi. Domande entro il 4 novembre 2026; Open Day online il...
La distinzione tra immunostimolanti e immunomodulanti, le informazioni da raccogliere al banco e gli approcci della medicina integrata: dalla fitoterapia alla micoterapia, fino all’omeopatia e ai...