obesità
12 Ottobre 2026L’Oms pubblica le linee guida per la gestione dell’obesità tin adolescenti. I farmaci sono suggeriti in presenza di complicanze, dopo almeno sei mesi di interventi strutturati sugli stili di vita che non abbiano raggiunto gli obiettivi, con prescrizione specialistica e monitoraggio nel tempo.

L’obesità negli adolescenti richiede un percorso di cura personalizzato che combini alimentazione, attività fisica, sostegno al cambiamento dei comportamenti, coinvolgendo anche le famiglie. Le nuove linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dedicate alla gestione integrata dell’obesità tra 10 e 19 anni, collocano i farmaci all’interno di questo percorso: il loro impiego è suggerito in presenza di complicanze e solo dopo che un programma strutturato e supervisionato sugli stili di vita, della durata di almeno sei mesi, non abbia consentito di raggiungere gli obiettivi.
L’Oms raccomanda un intervento strutturato che associ componenti alimentari, motorie e comportamentali, erogato e supervisionato da professionisti con competenze nei rispettivi ambiti. Il programma deve considerare età, condizioni di salute, preferenze alimentari, capacità fisiche, contesto culturale e interessi dell’adolescente, insieme alle risorse e al sostegno disponibili nella famiglia.
La gestione comprende anche attenzione al sonno e alla sedentarietà, mentre le tecnologie digitali possono affiancare gli interventi. Il coinvolgimento può estendersi a caregiver, amici e scuole, per sostenere il percorso e facilitare l’accesso alle cure. Il documento richiama inoltre la necessità di un’assistenza rispettosa, con linguaggio e atteggiamenti che evitino lo stigma.
Gli obiettivi del trattamento comprendono la perdita di peso, il contenimento dell’aumento ponderale e il miglioramento delle complicanze. Le raccomandazioni su alimentazione, attività fisica, cambiamento dei comportamenti e interventi combinati sono forti, pur in presenza di evidenze di qualità molto bassa: il gruppo di esperti ha valutato favorevolmente il rapporto tra benefici e rischi.
La raccomandazione sui farmaci riguarda gli adolescenti con obesità e complicanze correlate all’obesità. Tra gli esempi riportati figurano diabete di tipo 2, iperinsulinemia, resistenza all’insulina, ipertensione non controllata, alterazioni del metabolismo lipidico e problemi di salute mentale. L’Oms suggerisce il ricorso alla terapia farmacologica solo dopo che un programma personalizzato di interventi comportamentali, alimentari e di attività fisica, strutturato e supervisionato per almeno sei mesi, non sia riuscito a ottenere una perdita di peso, limitare l’aumento ponderale o migliorare le complicanze. I farmaci devono essere utilizzati come parte del percorso integrato, mantenendo gli interventi sugli stili di vita.
La prescrizione deve avvenire in un contesto specialistico multidisciplinare, dopo un’attenta valutazione dello sviluppo fisico e puberale, della statura adulta finale, della stabilità psicologica e dell’aderenza alle abitudini alimentari e motorie. Sono richiesti un monitoraggio degli eventi avversi e un follow-up strutturato a lungo termine. La scelta del trattamento deve tenere conto delle condizioni associate e rispettare le indicazioni del medicinale.
Adolescenti e familiari devono ricevere informazioni continuative sui potenziali benefici e sugli effetti indesiderati ed essere coinvolti nelle decisioni di avvio e interruzione della terapia, anche in relazione alla risposta al trattamento o alla comparsa di eventi avversi. Per la somministrazione dei medicinali iniettabili può essere necessaria una formazione specifica.
La revisione sistematica alla base della raccomandazione comprende 37 studi randomizzati, di cui 25 condotti esclusivamente su adolescenti. Tra i trattamenti valutati figurano gli agonisti del recettore del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1), come semaglutide, liraglutide ed exenatide, oltre a metformina, orlistat e altri medicinali. La loro presenza negli studi esaminati non equivale a una raccomandazione al relativo impiego: “La scelta dell’intervento farmacologico appropriato dipende dal profilo delle condizioni coesistenti e il suo impiego deve essere conforme alle indicazioni del medicinale” precisa l’Oms
Il gruppo di esperti descrive benefici complessivamente piccoli o moderati, ma sottolinea le incertezze sugli effetti indesiderati e sugli esiti a lungo termine. Gli studi avevano una durata di 3–16 mesi e un follow-up di 6–31 mesi, con una mediana di 11 mesi. La durata limitata delle osservazioni e la qualità bassa delle evidenze contribuiscono a spiegare il carattere condizionale della raccomandazione. Il documento evidenzia quindi la necessità di ulteriori ricerche su efficacia, sicurezza, durata del trattamento e benefici e rischi nel tempo.
Le linee guida richiamano anche gli ostacoli che possono compromettere l’accesso e la continuità della terapia farmacologica: costi, mancata copertura sanitaria, trasporti e necessità di conservazione refrigerata di alcuni medicinali. Nella valutazione del percorso vanno considerate inoltre le difficoltà a partecipare ai controlli, il sostegno familiare e gli altri fattori che possono incidere sull’aderenza.
L’Oms segnala che un accesso diseguale a trattamenti continuativi e di qualità può aumentare le disuguaglianze di salute e richiama la necessità di politiche che assicurino una disponibilità stabile, accessibile e sicura dei medicinali quando necessari.
Per gli adolescenti con obesità grave, il documento suggerisce anche la possibilità della chirurgia bariatrica, dopo che un programma strutturato e supervisionato sugli stili di vita di almeno sei mesi non abbia raggiunto gli obiettivi. Anche in questo caso la raccomandazione è condizionale. La valutazione e l’intervento devono avvenire in un contesto specialistico multidisciplinare, con attenzione allo sviluppo fisico e alla stabilità psicologica, monitoraggio degli eventi avversi e follow-up a lungo termine.
Fonte
https://www.who.int/publications/i/item/9789240123878
ph.cr.magnific
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