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08 Aprile 2024

Funzioni cognitive post-ictus: integrazione con ginkgo biloba migliora il recupero

La combinazione di componenti biologicamente attivi del Ginkgo biloba porta ad un miglioramento del recupero cognitivo precoce in pazienti colpiti da ictus ischemico acuto. Il nuovo studio  

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Funzioni cognitive post-ictus: integrazione con ginkgo biloba migliora il recupero

Durante un ictus ischemico, la riduzione del flusso sanguigno al cervello provoca un'alterazione dell'ossigenazione e un'infiammazione che porta alla morte delle cellule nervose. Questo evento spesso si traduce in un deterioramento cognitivo, influenzando notevolmente la qualità di vita e l'indipendenza dei pazienti. Recentemente, una ricerca pionieristica pubblicata su Open Medicine, mostra che una ha mostrato il potenziale benefico del Ginkgo biloba nel migliorare la funzione cognitiva nei pazienti colpiti da questa patologia.

Lo studio ha incluso 3.452 pazienti con ictus ischemico acuto, provenienti da 100 centri cinesi, arruolati entro 48 ore dall'esordio. I soggetti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere iniezioni endovenose giornaliere di ginkgo diterpene lattone meglumina (una combinazione dei componenti biologicamente attivi del Ginkgo biloba ) alla dose di 25 mg per 14 giorni o iniezioni di placebo. La prestazione cognitiva è stata valutata prima del trattamento, a 14 giorni e a 90 giorni utilizzando il punteggio Montreal Cognitive Assessment.

Il potenziale del Ginkgo biloba
Al basale, prima di iniziare il trattamento, lo stato cognitivo della maggior parte dei pazienti era moderatamente compromesso, con un punteggio medio di 17 su 30. I risultati hanno mostrato che dopo soli 14 giorni di trattamento con il composto Ginkgo biloba, i pazienti hanno avuto un miglioramento significativo nei punteggi cognitivi rispetto a quelli che avevano ricevuto il placebo. In media, i pazienti nel gruppo Ginkgo biloba hanno ottenuto un aumento di 3,93 punti vs 3,62 punti del gruppo placebo. Tale miglioramento si è mantenuto nel tempo fino al novantesimo giorno, sottolineando che il trattamento non solo ha avuto un impatto positivo a breve termine, ma ha anche effetti duraturi.
Le analisi dettagliate dei diversi aspetti della funzione cognitiva hanno, inoltre, rivelato che i pazienti nel gruppo Ginkgo biloba hanno ottenuto punteggi significativamente più alti nei test di spazio visivo, esecuzione, linguaggio, attenzione e astrazione rispetto a quelli nel gruppo placebo, sia a 14 che a 90 giorni dopo l'inizio del trattamento. Tale risultati sono stati particolarmente incoraggianti, poiché dimostrano che il Ginkgo biloba non solo ha migliorato la funzione cognitiva complessiva, ma ha anche avuto un impatto positivo su diversi aspetti specifici della cognizione.

Meccanismo d’azione
Il Ginkgo Diterpene Lactone Meglumine agisce da un lato come antagonista del recettore PAF (Platelet-Activating Factor), inibendo l'aggregazione piastrinica e riducendo così il rischio di trombosi intravascolare, un importante fattore nell'eziologia dell'ictus ischemico acuto, dall’altro le sue proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti mitigano il danno causato dall'infiammazione e dallo stress ossidativo nel tessuto cerebrale ischemico. Inoltre, il ginkgo biloba protegge le membrane cellulari e riduce il rilascio di aminoacidi eccitatori, contribuendo così alla diminuzione dell'apoptosi neuronale e alla promozione della riparazione delle funzioni neuronali compromesse dopo l'ictus.

Conclusioni e prospettive future
Se confermati in ulteriori ricerche, le iniezioni di GDLM potrebbero offrire una nuova speranza nel migliorare la qualità di vita e la prognosi dei pazienti colpiti da ictus ischemico. È fondamentale che futuri studi siano condotti su un campione più ampio e diversificato al fine di confermare in modo più affidabile i risultati e garantire la generalizzabilità dei risultati stessi.

https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/med-2024-0908/html

TAG: ICTUS, DEFICIT COGNITIVO, INTEGRATORI

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