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24 Maggio 2024Secondo uno studio recente, pubblicato su British Medical Journal Open Ophtamology, l’integrazione di zafferano per un periodo prolungato può aiutare a ridurre la progressione della degenerazione maculare legata all’età

La degenerazione maculare legata all'età (AMD) rappresenta una delle principali cause di perdita della vista nel mondo occidentale, con un impatto significativo sulla qualità della vita. Sebbene le terapie per l'AMD avanzata abbiano fatto notevoli progressi, la gestione delle fasi iniziali e intermedie rimane difficile. Tuttavia, una ricerca recente ha evidenziato il potenziale dello zafferano come alternativa terapeutica promettente.
Studi precedenti hanno dimostrato che l’integrazione, a breve termine, dello zafferano può aiutare a proteggere i fotorecettori retinici e a preservare la funzione visiva nelle fasi iniziali della malattia. La mancanza però di dati a lungo termine sull'efficacia dell’integrazione ha spinto i ricercatori australiani a condurre un nuovo studio di 12 mesi su 93 soggetti con AMD lieve/moderata. Durante il periodo di studio, sono stati effettuati esami oculistici mensili e sono stati valutati cambiamenti nell'acuità visiva, nella densità e nella latenza attraverso elettroretinogramma multifocale (mfERG)
Lo zafferano preserva la visione centrale
I risultati dello studio hanno indicato che lo zafferano, sebbene non sia in grado di invertire i danni esistenti, preserva la perdita di densità dei fotorecettori della macula, posta al centro della retina e responsabile della visione centrale, grazie all’azione antiossidante e antiinfiammatoria. Inoltre, rispetto agli studi precedenti di breve durata, è emerso che l'integrazione dello zafferano ha avuto un impatto più marcato sulla densità di risposta (ovvero sulla sopravvivenza dei fotorecettori) che sulla latenza (un indicatore dello stress dei fotorecettori). Questo suggerisce che lo zafferano potrebbe stabilizzare i fotorecettori 'a rischio' nell'AMD, portando alla loro sopravvivenza per un periodo più lungo.
Gli autori concludono che lo zafferano potrebbe rappresentare un'importante aggiunta alle opzioni terapeutiche disponibili dell'AMD lieve/moderato ma che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno i meccanismi coinvolti e confermare l'efficacia nel trattamento di questa condizione oftalmica debilitante.
https://bmjophth.bmj.com/content/9/1/e001399
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