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20 Febbraio 2026Dopo i richiami su larga scala il rischio di esposizione è ritenuto basso e i casi segnalati hanno mostrato per lo più sintomi lievi, ma resta l’indicazione di non utilizzare i prodotti richiamati, soprattutto nei neonati sotto i sei mesi più vulnerabili alla disidratazione

In sette Paesi europei sono stati segnalati casi di neonati con sintomi gastrointestinali dopo il consumo di latte in polvere contaminato da cereulide. Grazie ai richiami su larga scala la probabilità di esposizione è oggi considerata bassa e le conseguenze cliniche risultano per lo più lievi o moderate, ma resta la raccomandazione di non utilizzare i prodotti richiamati, soprattutto nei neonati sotto i sei mesi, più vulnerabili per il rischio di disidratazione. L’Efsa e l’Ecdc aggiornano sulla gestione dei richiami di diversi prodotti per l'infanzia dopo il rinvenimento di cereulide, una tossina prodotta da alcuni ceppi del batterio Bacillus cereus.
Secondo le rilevazioni aggiornate al 13 febbraio 2026, sette Paesi (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Spagna e Regno Unito) avevano segnalato casi di neonati, ora sottoposti a indagine, che presentavano sintomi gastrointestinali dopo il consumo di prodotti a base di formula per lattanti. La valutazione Efsa-Ecdc riferisce che la maggior parte dei casi segnalati presentava sintomi lievi ma sono stati segnalati anche ricoveri per disidratazione. Sono in corso indagini per individuare ulteriori casi e valutare se i lotti richiamati o altri lotti di formula per lattanti possano essere stati la causa. Gli esperti fanno notare che l'individuazione e la conferma dei casi può essere problematica perché i sintomi possono assomigliare a comuni infezioni gastrointestinali virali e in parecchie strutture il test per la cereulide nei campioni clinici non è disponibile di routine.
Ai consumatori si raccomanda di non somministrare a neonati o bambini piccoli i prodotti richiamati e di restituirli al punto vendita. Si consiglia inoltre di seguire le istruzioni e le indicazioni fornite dalle autorità nazionali di sicurezza alimentare.
È importante prestare continua attenzione a sintomi come vomito e diarrea nei neonati e nei bambini piccoli, indipendentemente dalla causa scatenante. La raccomandazione in genere è quella di rivolgersi a un medico se i neonati o i bambini piccoli sviluppano sintomi gastrointestinali persistenti o gravi.
In termini di impatto sulla salute la valutazione Efsa-Ecdc ha rilevato che, anche se l'intossicazione da cereulide si presenta normalmente con sintomi relativamente lievi, i neonati sotto i sei mesi possono essere più vulnerabili perché più sensibili alla disidratazione e agli squilibri elettrolitici, quindi l'impatto dell'esposizione alla tossina è basso-moderato varia a seconda dell'età del bambino.
I richiami sono iniziati nel dicembre 2025 da parte di aziende alimentari di diversi Paesi dopo che era stata rilevata la presenza di cereulide in lotti di formula contenenti olio di acido arachidonico (ARA) forniti da un produttore cinese.
A febbraio 2026 i richiami sono stati incrementati in seguito alla pubblicazione della valutazione dell'EFSA contenente la stima dei livelli di sicurezza della cereulide nei prodotti a base di formula per lattanti.
Grazie alle misure di controllo attuate su larga scala nell'UE, la probabilità di esposizione a prodotti contaminati è diminuita ed è ritenuta al momento bassa. Tuttavia potrebbero verificarsi altri casi se i prodotti richiamati, invece di essere restituiti, restano nelle case private.
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