Integratori alimentari
15 Settembre 2026Giacinto Tommasini di AssoIntegratori fa il punto sulle principali sfide del settore: frammentazione normativa, aumento dei costi, crescita dell’e-commerce e sicurezza dei prodotti, aggiornamento delle regole rispetto all’innovazione. Tra le priorità anche tracciabilità delle filiere e credibilità

importanza e la propria conoscenza scientifica, tecnologica, di sviluppo e di rete", oltre a creare occasioni di networking e confronto con imprese e istituzioni.
Proprio il quadro regolatorio europeo rappresenta, secondo Tommasini, una delle principali criticità. Il riferimento è anche alla gestione dell’articolo 8 del Regolamento 1925/2006 sulle sostanze vietate, limitate o sottoposte a controllo. Le differenze tra Paesi e le ricadute delle decisioni europee sui singoli mercati possono produrre un quadro frammentato e poco prevedibile per le imprese. "Quando le regole del gioco possono cambiare anche velocemente, le programmazioni delle aziende che si fondano evidentemente sui medi-lunghi periodi o investono su un certo tipo di prodotto possono risentirne".
A questa criticità si aggiunge l’aumento dei costi di approvvigionamento, dalle materie prime all’energia e alla produzione, aggravato dalla provenienza internazionale di molti ingredienti e dalle difficoltà delle catene di fornitura.
Un ulteriore fronte riguarda la crescita dell’e-commerce, canale sempre più utilizzato anche per gli integratori. Accanto alle opportunità, Tommasini segnala il rischio dell’ingresso sul mercato di prodotti provenienti soprattutto da produttori extraeuropei, non sempre allineati agli standard di qualità e sicurezza dell’Unione europea.
In questo scenario resta centrale il canale professionale: "La farmacia continua a rimanere il luogo di privilegio per l’acquisto degli integratori alimentari grazie alle consulenze o meglio alla vicinanza molto significativa di un professionista altamente qualificato quale il farmacista". Il tema, secondo il segretario generale, è quindi rafforzare controlli, procedure di notifica e vigilanza sui claim, per tutelare consumatori e imprese.
Il nodo più generale è la capacità della regolamentazione di seguire l’evoluzione della ricerca e del mercato. "Il quadro normativo talora non è allineato alla velocità e alle necessità del mercato", afferma Tommasini, precisando che è comunque il mercato a doversi adeguare alle norme e non il contrario.
Tra gli ambiti su cui intervenire indica i claim salutistici disciplinati dal Regolamento 1924/2006, ritenuti in alcuni casi troppo rigidi rispetto ai progressi scientifici, l’armonizzazione a livello europeo dei livelli massimi di vitamine, minerali e altri ingredienti e una maggiore snellezza delle procedure per i novel food. Le differenze tra i limiti applicati nei diversi Paesi possono infatti obbligare le aziende a predisporre linee differenti a seconda del mercato di destinazione.
Un possibile elemento di confronto arriva anche dagli Stati Uniti, dove la Fda ha aperto una consultazione sui botanical drug products, i farmaci a base vegetale. Pur sottolineando le differenze tra il sistema statunitense e quello europeo, Tommasini considera l’iniziativa "estremamente positiva" e ritiene che gli studi collegati alla consultazione possano offrire alle istituzioni europee elementi utili per riflettere sulla valutazione dei botanicals.
Guardando ai prossimi anni, le sfide individuate riguardano innanzitutto sostenibilità e tracciabilità della filiera, per rendere trasparente e rintracciabile il percorso di ingredienti e materie prime fino al prodotto finito. A queste si affianca la prospettiva di un’integrazione sempre più personalizzata, anche grazie all’intelligenza artificiale.
Resta infine centrale la credibilità scientifica: l’obiettivo, sottolinea Tommasini, è che "tutto quello che viene prodotto, dichiarato dalle aziende abbia un fondamento scientifico" e non sia orientato soltanto ad attirare l’interesse del consumatore. Un terreno sul quale AssoIntegratori intende continuare ad agire attraverso il confronto con le istituzioni nazionali ed europee e le proprie regole interne di condotta.
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