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gastroeneterologia

06 Agosto 2026

Intestino irritabile: integratori di Gaba e Melissa migliorano i sintomi

Uno studio italiano mostra che quattro settimane di supplementazione con GABA e Melissa officinalis riducono la gravità dei sintomi della sindrome dell'intestino irritabile con diarrea, con benefici anche sul benessere emotivo e su un marker dell'infiammazione di basso grado.

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Intestino irritabile: integratori di Gaba e Melissa migliorano i sintomi

Circa due pazienti su tre con sindrome dell'intestino irritabile con diarrea (IBS-D) hanno ottenuto un miglioramento clinicamente rilevante dei sintomi dopo quattro settimane di supplementazione con acido γ-amminobutirrico (GABA) e Melissa officinalis. È quanto emerge da uno studio italiano che, oltre a evidenziare una riduzione della gravità della sintomatologia rispetto al placebo, segnala effetti favorevoli su alcuni aspetti del benessere emotivo e su un marker dell'infiammazione di basso grado coinvolto nella patologia.

Gravità dei sintomi modificata in quattro settimane

Dopo quattro settimane di trattamento, i pazienti che avevano assunto GABA e Melissa officinalis hanno registrato un miglioramento significativo della sintomatologia rispetto al placebo, con una riduzione di almeno 50 punti dell'IBS Symptom Severity Score (IBS-SSS). I benefici sono emersi soprattutto nella percezione complessiva della malattia e nella soddisfazione nei confronti delle proprie abitudini intestinali, due aspetti che influenzano profondamente la qualità di vita delle persone che convivono con questa condizione. Non sono invece emerse differenze significative nella frequenza delle evacuazioni o nella consistenza delle feci, suggerendo che l'effetto dell'intervento sia legato soprattutto alla riduzione del peso dei sintomi e del disagio associato, più che a una modifica diretta delle caratteristiche dell'alvo.

Benefici anche sul benessere emotivo

La riduzione del carico sintomatologico sembra riflettersi anche sulla sfera emotiva. Pur in assenza di miglioramenti significativi nei punteggi globali di qualità di vita, i pazienti hanno infatti riferito una minore interferenza dei sintomi sulle attività quotidiane e sul benessere psicologico, con una riduzione delle limitazioni attribuite agli aspetti emotivi della malattia. Un aspetto coerente con le attuali conoscenze sull'asse intestino-cervello, secondo cui la componente emotiva non è soltanto una conseguenza dell'IBS, ma contribuisce direttamente alla sua espressione clinica e al modo in cui i sintomi vengono percepiti dai pazienti.

Oltre al miglioramento clinico, la supplementazione ha portato ad una riduzione dei livelli plasmatici di interleuchina-1β (IL-1β), una citochina coinvolta nei processi infiammatori di basso grado che caratterizzano una parte dei pazienti con IBS-D, suggerendo un possibile effetto anche su alcuni dei meccanismi biologici coinvolti nella patologia.

Un'opzione complementare nella gestione dell'IBS-D

Gli autori sottolineano la necessità di confermare questi risultati attraverso studi di più ampia dimensione e con periodi di osservazione più lunghi. Tuttavia, le evidenze disponibili suggeriscono che questo approccio possa rappresentare un valido supporto complementare nell'ambito della gestione integrata dell'IBS-D, in particolare nei pazienti che continuano a manifestare sintomi nonostante l'adozione delle misure dietetiche e comportamentali raccomandate. In questo contesto il farmacista può svolgere un ruolo importante nell'orientare il paziente verso un utilizzo appropriato degli integratori e nel supportare una gestione più consapevole e integrata del disturbo.

Fonte:

https://www.mdpi.com/2072-6643/18/10/1569

ph.cr.magnific

TAG: SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE, INTEGRATORI ALIMENTARI

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