La toxoplasmosi è un'infezione provocata dal protozoo Toxoplasma gondii.
Sintomi
In assenza di patologie del sistema immunitario, l'infezione da Toxoplasma gondii è perlopiù asintomatica e determina una risposta anticorpale permanente. In alcuni casi, o in presenza di una condizione di immunodeficienza, lo spettro di manifestazioni può variare da un ingrossamento dei linfonodi benigno fino alla comparsa di lesioni oculari e a carico del sistema nervoso centrale. Se acquisita durante la gravidanza, l'infezione rappresenta un rischio per il nascituro.
Trasmissione
La toxoplasmosi si contrae attraverso l'ingestione di sporocisti presenti nella carne cruda o poco cotta e sulla verdura e la frutta, contaminate da feci di gatto e lavate male. Il rischio dipende dalle abitudini alimentari e dal contatto con i felini. Durante la gravidanza la toxoplasmosi può essere trasmessa per via transplacentare e causare rallentamento della crescita del feto, ritardo mentale anche grave, difetti oculari fino alla cecità e morte intrauterina. I tassi di sieroconversione variano nel tempo e nei diversi Paesi del mondo, in media l'incidenza in Europa è compresa tra 2,4 e 16/1000. Da alcuni studi è emerso che il rischio di trasmissione aumenta con l'età gestazionale nel momento della sieroconversione materna, ma quello di sviluppare manifestazione cliniche per il neonato è massimo se l'infezione viene contratta precocemente nel corso della gravidanza.
Diagnosi
Il test per individuare il parassita si esegue con un'analisi del sangue, incluso quello fetale e sul liquido amniotico (da preferire per la minor incidenza di aborto associato alla procedura).
In uno studio è emerso che l'incidenza di lesioni ecograficamente evidenziabili è stata del 78% nei feti infetti la cui madre ha contratto la toxoplasmosi nel primo trimestre e del 20% quando il contatto si verificava nel secondo trimestre, mentre nessuno dei feti con toxoplasmosi accertata la cui madre aveva contratto l'infezione nel terzo trimestre mostrava alcuna anomalia ecografica.
Prevenzione
Nelle donne in gravidanza sieronegative è fondamentale prevenire l'infezione perché il trattamento non ha un'efficacia totale. La prevenzione fa perno sull'informazione riguardo le possibili fonti di contatto con il parassita. I consigli sono di evitare: il contatto con i gatti, l'ingestione di carne cruda o insufficientemente cotta e l'uso di attrezzi da cucina contaminati con carne cruda; lavare accuratamente frutta e verdura. Il congelamento diminuisce l'infettività ma non è accertato che tutti i toxoplasmi vengano uccisi.
Conseguenze
I bambini affetti da toxoplasmosi congenita non trattata possono sviluppare ritardo mentale e di crescita, convulsioni, spasticità, difetti visivi, cecità. La toxoplasmosi congenita può manifestarsi alla nascita sia in forma clinica sia in forma subclinica e, fino all'età di 20 anni, provocare deficit neurologici, cognitivi, motori e oftalmici.
Trattamento
L'infezione può essere trattata con farmaci antiprotozoari, tuttavia non è possibile stabilire in maniera definitiva se la terapia farmacologica impiegata per ridurre il rischio di trasmissione intra-uterina sia più utile o dannosa quando la sieroconversione avviene nel secondo e nel terzo trimestre di gestazione. In caso di infezione contratta nel terzo trimestre è possibile instaurare una terapia specifica (spiramicina che non oltrepassa la barriera feto-placentare e pirimetamina-sulfamidici) per ridurre al minimo il rischio di trasmissione al feto e di lesioni indotte dal toxoplasma nel neonato.
Domande essenziali
È entrata in contatto con gatti o altri felini?
Ha ingerito carne cruda?
Ha eseguito l'esame del sangue per la ricerca del parassita?
Bibliografia
Istituto superiore di sanità
AA.VV., Il manuale Merck di diagnosi e terapia. Quarta edizione italiana, Medicom
Ministero della salute. Clinical Evidence. Edizione italiana 2001
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A cura di Redazione Farmacista33

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