Pandemia Covid-19, grande prova per farmacie: pronte per finanziamento di nuovi servizi
Mandelli (Fofi): La farmacia ha dato grande prova delle proprie potenzialità durante il Covid, non c'è più bisogno di continuare ad offrire servizi a livello di sperimentazione
La farmacia convenzionata ha dato grande prova delle proprie potenzialità durante il Covid, pertanto non c'è più bisogno di continuare ad offrire servizi a livello di sperimentazione, è ora di andare a regime. Lo afferma Andrea Mandelli vicepresidente del Senato e presidente Fofi ospite del convegno web "il valore delle farmacie nello scenario post-Covid 19 in Lombardia" organizzato da Federfarma Lombardia e The European House Ambrosetti. Un incontro dove si sono tratteggiati elementi della riforma regionale della medicina territoriale in discussione, riforma che oggi punta sulle farmacie convenzionate, ma dove si è anche registrata piena sintonia nel mondo delle farmacie sulla necessità di ampliare la distribuzione per conto nelle regioni anche nell'interesse dei conti dei sistemi sanitari.
Mandelli: doveroso ripartire da farmacia dei servizi con formazione e corsi
La relazione di Mandelli interessa anche il contributo che Recovery Plan potrà dare alla farmacia dei servizi e parte dalla drammatica constatazione che nel 2020 la pandemia ha interrotto le sperimentazioni sulla farmacia dei servizi e sul monitoraggio dell'aderenza dei pazienti cronici alle terapie, finanziato dal 2016 in base alla legge 69 di sette anni prima. «Abbiamo vissuto un'era Covid dove abbiamo fatto fronte a uno tsunami emergenziale, e ora viviamo una fase post-Covid peculiare, riscontriamo come i ricercatori dell'industria farmaceutica in 10 mesi abbiano fatto un miracolo in termini di sforzo economico e scientifico, arrivando ai vaccini. Anche nel nostro campo il futuro va approcciato in maniera diversa affrontando nodi ieri considerati tabu», dice Mandelli. «Il futuro si riprogetta a partire dalla grandiosa operatività messa in mostra dai farmacisti, dalle farmacie aperte anche a Pasqua 2020. Credo sia doveroso ripartire dalla farmacia dei servizi, la cui prima proposta è del 2005. La pandemia ha interrotto la sperimentazione finanziata sulla Fds: fosse stata a regime ora si troverebbe alle fasi conclusive. Va ripreso il filo interrotto, si deve puntare su formazione e corsi. Ma io credo che di continuare con le sperimentazioni ora che la farmacia territoriale ha mostrato il suo valore non ci sia più bisogno». Tra l'altro, Mandelli sottolinea come si sia universalmente affermata la necessità di introdurre strumenti di telemedicina e teleassistenza, campo dove la Farmacia dei servizi ora vuole "farsi sentire".
Farmaci in farmacia, casa naturale del farmaco
Altro tema, i farmaci sul territorio: «Durante il picco pandemico - dice Mandelli - la gente non voleva andare in ospedale a prendere i farmaci, rischiando il contagio. Il cittadino trovava inoltre complesso autocertificarsi in zona rossa per andare in auto a 50 km di distanza a prendere una medicina. Se un farmaco non è in monitoraggio intensivo o non ha bisogno controlli particolare, lo si distribuisca sul territorio». Che aggiunge come nella legge di bilancio e nel dl Sostegni si siano fatti passi avanti, abolendo limiti all'uso dei pungidito, aprendo alle vaccinazioni, come se il Parlamento avesse convenuto che in materia di farmacia devono cadere steccati burocratici per il bene del paese. Ora Mandelli chiede si riportino «i farmaci in farmacia, casa naturale del farmaco. Il cronico stabile va trattato sul territorio e non in ospedale. Purtroppo, il Recovery Plan, con la casa di comunità ancora non va verso una riforma territoriale che dia risposte concrete al futuro assistenziale dei cittadini». Quanto al Recovery Plan, il coinvolgimento delle farmacie rurali nell'erogare servizi specifici in aree marginali, andrebbe travasato dalla missione 5 "Inclusione e Coesione" non alla missione 6 ma alla 1 "Riforma delle reti". Ed è alle reti, all'abbattimento degli steccati tra professioni, che Mandelli punta nella chiosa sulla campagna vaccinale: alcune funzioni vanno delegate «in maniera forte anche ai farmacisti come insegna l'esperienza di altri paesi. Sono convinto che gli hub abbiano dato una sterzata eccezionale nella campagna vaccinale, ma assorbono lavoro del personale del servizio sanitario; si passi ad una routine vaccinale dove i cittadini trovano risposte sotto casa, sul territorio, non dico solo nelle farmacie, ma dove è più utile trovare la risposta, abbattendo steccati ed interessando i temi del titolo V della Costituzione».
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A cura di M. Elisabetta Gramolini
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