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01 Febbraio 2022

Covid, coronavirus rilevabile a lungo dopo quarantena. Il caso in studio


Uno studio pubblicato ha registrato la presenza del coronavirus in un paziente per circa 7 mesi dopo Covid con sintomi lievi

Uno studio pubblicato su Frontiers in Medicine, ha riscontrato che in un paziente di 38 anni che ha manifestato sintomi lievi di COVID-19 per 20 giorni, il coronavirus ha continuato a essere rilevabile e a subire mutazioni per 232 giorni. Questo caso atipico di infezione da SARS-CoV-2 faceva parte di uno studio che ha coinvolto 38 pazienti brasiliani seguiti settimanalmente tra aprile e novembre 2020, fino a quando non sono risultati negativi due o tre volte consecutive mediante PCR.

Trasmissione potenziale del virus per più di due mesi

«Dei 38 casi che abbiamo monitorato, due uomini e una donna erano pazienti atipici, nel senso che il virus è stato rilevato continuamente nel loro organismo per più di 70 giorni. Sulla base di questo risultato, possiamo affermare che circa l'8% delle persone infette da SARS-CoV-2 potrebbe essere in grado di trasmettere il virus per più di due mesi, senza necessariamente manifestare alcun sintomo durante la fase finale dell'infezione» afferma Marielton dos Passos Cunha, della piattaforma scientifica Pasteur-USP, primo autore dello studio. Il virus è rimasto rilevabile per 71 giorni nella donna e 81 giorni in uno dei due uomini. Nessuno di loro aveva comorbilità e tutti avevano sintomi lievi di COVID-19. L'altro uomo, che ha continuato a risultare positivo al coronavirus per 232 giorni, era positivo all'HIV dal 2018, ma non aveva una carica virale rilevabile grazie alla terapia antiretrovirale.
Secondo i ricercatori, tuttavia, il suo stato di sieropositivo non spiega la lunga durata della sua infezione da coronavirus.
Il paziente è stato infettato dal ceppo B.1.1.28, ed è stato sottoposto a test settimanali che hanno rilevato la persistenza dell'infezione e hanno permesso campionamenti regolari del virus che hanno dimostrato che non si trattava di un caso di reinfezione, e che il virus non solo continuava a replicarsi ma stava anche mutando. In una sorta di ciclo, la carica virale diminuiva quando erano presenti più anticorpi neutralizzanti, ma il virus poi aggirava le difese e risaliva di carica fino a una nuova riduzione con più anticorpi e così via.

TAG: RICERCA, COVID-19, QUARANTENA

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