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04 Gennaio 2024

Conferenza stampa Meloni: patto di stabilità europeo non soddisfacente, ma compromesso necessario

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni affronta la conferenza stampa rinviata due volte a fine anno: il Patto di stabilità è stato un compromesso tra i vari interessi nazionali, mancata approvazione del Mes non causerà danni all’Italia. Sparo a Capodanno: Pozzolo deferito ai probiviri del partito

di Giuseppe Tandoi


Conferenza stampa Meloni: patto di stabilità europeo non soddisfacente, ma compromesso necessario

«Non so ancora se mi candiderò per le prossime elezioni europee, lo decideremo con le altre forze della maggioranza. Io lavoro per una maggioranza alternativa, come ho già detto, a livello europeo, che può anche esistere su green, emigrazione… Non faccio maggioranze con la sinistra, né in Italia né in Europa. Quanto al patto di stabilità europeo, non è quello che volevo io ma in Europa ci sono interessi nazionali diversi e si deve cercare per forza una sintesi».

Sul Mes bocciato in Parlamento: «Non c’è mai stata una maggioranza parlamentare per approvarlo. Non capisco perché il governo Conte 2 lo abbia approvato, per me è obsoleto e i mercati paiono condividere il mio parere, visto l’andamento post voto contrario. Isolamento italiano? La nuova costituzione europea bocciata anni fa da Chirac con un referendum popolare non fu un dramma e nessun pensò di farla pagare alla Francia. Non abbiamo minori diritti di altre nazioni. Mario Draghi candidato alla presidenza della Commissione? Oggi non si possono fare previsioni, il totonomi è prematuro. In ogni caso Fratelli d'Italia era all'opposizione del suo governo, sebbene in sintonia in politica estera».

La conferenza stampa del presidente del Consiglio Giorgia Meloni arriva ai primi giorni dell’anno dopo i due rinvii, per malattia, di fine 2023. Il bilancio dell’anno di governo è positivo: «Abbiamo varato una riforma fiscale attesa da cinquant’anni, abbiamo fatto molte cose in questo anno e i rapporti con i partner di governo sono ottimi. Per l’anno appena iniziato la riforma della giustizia è una priorità, compresa la separazione delle carriere. Un altro obiettivo è la messa a terra del nuovo Pnrr e poi vorrei avviare un programma di borse di studio per gli studenti meno abbienti meritevoli».

Timori per le previsioni di crescita ridotta nel 2024? «È presto per pronunciarsi, vediamo come sarà l’evoluzione di quest’anno, vediamo di quali risorse potremmo giovarci, magari con il calo dei tassi di interesse sul debito pubblico ne avremo di più. In ogni caso non vogliamo aumentare le tasse, ma agire sui tagli di spesa, come fatto in questa Finanziaria». Ripartire dalle periferie per il rilancio del Paese: «Stop alle zone franche, dove lo Stato negli anni ha indietreggiato sempre più: a Caivano stiamo monitorando la situazione giorno per giorno».  


Questione morale e immigrazione

«Non esiste per me una questione morale in questo governo: secondo alcuni dovrei fare dimettere alcune persone che ne fanno parte anche se non sono raggiunte da avviso di garanzia, io non ci sto. In passato con altri partiti non è stato così. Non prendo lezioni di morale dalla sinistra, che è garantista con i propri e giustizialista con gli altri. I casi vanno valutati uno a uno». Sollecitata a più riprese sui temi di attualità Meloni non si fa pregare. Sul colpo di pistola partito a Capodanno dalla pistola del deputato di Fratelli d’Italia Pozzolo: «Chiunque detenga un’arma deve custodirla con responsabilità e serietà, quindi quello che è accaduto è grave, chi la possedeva non è stato responsabile, ho chiesto che Pozzolo venga deferito ai probiviri del partito e sospeso». Sull’inchiesta appalti Anas: «Vedo su alcuni quotidiani virgolettati di frasi che non ho mai pronunciato. Sui fatti in questione non ho niente da dire perché non ho gli elementi, attendiamo il lavoro della magistratura, ricordo però le intercettazioni fanno riferimento al precedente governo. Non ritengo che Salvini debba riferire in aula sulla questione, perché non è stato chiamato in causa. Di certo con questo governo lobbisti e compagnia cantante non passano bei momenti».

Il tema immigrazione: «Cutro è stato per me il momento più difficile dell’anno, con i 94 morti e le accuse di responsabilità rivolte al governo. Non sono contenta dei risultati raggiunti rispetto alla mole di lavoro fatta e tuttavia il patto immigrazione-asilo prevede regole migliori delle precedenti, è un meccanismo serio che impegna anche altri Paesi e fare un lavoro di redistribuzione dei migranti. Ma questa non è la soluzione. Quanto al piano Mattei, non si può fare da soli: l’approccio paternalistico se non predatorio verso l’Africa non ha funzionato, occorrono patti strategici con i Paesi africani. Per esempio, sul fronte dell’energia, più produzione proveniente dal continente africano gioverebbe a tutta l’Europa, ma poi bisogna lavorare anche sulla formazione». I flussi legali previsti dai decreti governativi procedono a rilento? «È vero, le richieste del 2023 da evadere si accavallano con quelle del 2024, dobbiamo pensare a procedure di snellimento e rafforzare il personale dedicato»  


Sburocratizzazione, privatizzazioni e banche

Intel ha deciso di non investire più in Italia: «Per rendere l’Italia più attrattiva per gli investimenti stranieri bisogna ridurre gli eccessi di burocrazia e porre rimedio ai tempi lunghi. Queste sono riforme necessarie e il tema dei semiconduttori è certo importante». Quanto alle privatizzazioni, che secondo il  governo dovrebbero garantire venti miliardi di incasso nel triennio 2024-26, un punto di Pil, si vuole agire diversamente che in passato: «Non vogliamo fare regali miliardari a fortunati imprenditori ben inseriti e in ogni caso non vogliamo ridurre il controllo pubblico su gruppi, per esempio, come  Poste Italiane». Marcia indietro sulla tassazione degli extraprofitti delle banche? «Non è vero, volevamo tassare i margini ingiusti al 40%, è stata solo aggiunta l’alternativa per le banche di accantonare due volte e mezza quella quota. In questo modo aumenta per gli istituti anche la possibilità di elargire crediti a imprese e cittadini».  


Riforme costituzionali e balneari

«Con il nostro progetto di riforma, che prevede l’elezione diretta del presidente del consiglio, non tocchiamo i poteri del presidente della Repubblica, che in Italia è una figura di assoluta garanzia. Si rafforza invece la stabilità dei governi, in passato abbiamo pagato pesantemente la nostra instabilità. L’autonomia differenziata si concilia benissimo con il premierato, a uno Stato forte devono corrispondere autonomie forti. Non ci saranno sperequazioni, se una Regione è gestita bene lo Stato gli darà maggiori competenze».

Molto attesa la risposta sulla questione balneari, dopo la lettera di Mattarella a governo e parlamento: «Ho letto con attenzione la lettera. Intanto il governo ha indetto, cosa mai fatta dai nostri predecessori, la mappatura delle coste, fondamentale per verificare la scarsità del bene prevista dalla direttiva Bolkestein. Avvieremo un confronto con la Commissione europea per evitare sanzioni e garantire al contempo il futuro dei nostri operatori».  


Intelligenza artificiale

La grande empatia con Elon Musk alla convention di Atreju, nonostante si sia giovato, per un figlio, della maternità surrogata: «Rimango contraria a questa pratica ma ad Atreju si accolgono bene tutti gli ospiti. Musk è uno dei massimi esperti quando si parla di intelligenza artificiale, un tema per me fondamentale, in grado di avere grandi ripercussioni sul mondo del lavoro, giornalismo compreso. Condivido, da questo punto di vista, l’istanza della Fnsi, che chiede una riforma della professione giornalistica».

TAG: UNIONE EUROPEA, GOVERNO, GIORGIA MELONI, PARLAMENTO

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