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Medicina

09 Gennaio 2024

Sindromi influenzali: più di 1 milione di malati, i bambini i più colpiti. I dati Iss

RespiVirNet dell’Iss mostra i dati di circolazione dei virus influenzali e para-influenzali: più di 1 milione di malati, soprattutto bambini sotto i cinque anni

di Redazione Farmacista33


Sindromi influenzali: più di 1 milione di malati, i bambini i più colpiti. I dati Iss

Nell’ultima settimana dell’anno, sono stati poco più di 1 milione gli italiani messi a letto da virus respiratori, più di un terzo da virus influenzali. Secondo il bollettino di sorveglianza RespiVirNet, dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), l'incidenza delle sindromi simil-influenzali è stata pari a 17,5 casi per mille abitanti. Sono però i bambini piccoli i più colpiti, in particolare nella fascia sotto i cinque anni. Covid, invece, sembra in discesa, con l’indice di trasmissibilità al 26 dicembre sottosoglia epidemica e sostanzialmente stabile; in leggera diminuzione i ricoveri nei reparti e in terapia intensiva.

Sindromi para-influenzali: incidenza in aumento nei bambini sotto i cinque anni
Più in dettaglio, il bollettino riporta che nella 52° settimana del 2023, l’incidenza delle sindromi para-influenzali era pari a 17,5 casi per mille assistiti (17,7 nella settimana precedente). A tale aumento concorrono diversi virus respiratori e non solo quelli dell’influenza. L’incidenza è, invece, in lieve aumento solo nei bambini al di sotto dei cinque anni ed è pari a 48,7 casi per mille assistiti (47,5 nella settimana precedente), è pari a 19,21 nella fascia 5-14 anni; 17,15 in quella 15-64 anni.

Mentre è stabile negli adulti e anziani, 10,28 negli over-65. Tutte le Regioni/PPAA, tra quelle che hanno attivato la sorveglianza, registrano un livello di incidenza sopra la soglia basale, tranne la PA di Bolzano. In Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Abruzzo, Campania è stata raggiunta la soglia di intensità “molto alta” dell’incidenza. Per quanto riguarda Valle d’Aosta e Calabria non è stata attivata la sorveglianza RespiVirNet.

Tra i virus influenzali prevale il tipo A
Sempre durante la settimana 52 del 2023, continua il bollettino, la percentuale dei campioni risultati positivi all’influenza sul totale dei campioni analizzati risulta 37,5%, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente (33,5%). Tra i virus influenzali, quelli di tipo A risultano largamente prevalenti (99%) rispetto ai virus di tipo B e appartengono per la maggior parte al sottotipo H1N1pdm09). Inoltre, tra i campioni analizzati dai laboratori afferenti alla rete RespirVirNet il 22% era positivo per SarsCoV2, l'11% per virus respiratorio sinciziale e i rimanenti sono risultati positivi per virus respiratori quali: Rhinovirus, Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, Adenovirus, virus Parainfluenzali, Metapneumovirus e Bocavirus.  

 "Al momento è difficile prevedere quando ci sarà il picco. È tuttavia probabile che nelle prossime settimane ci sarà ancora una circolazione sostenuta dei virus respiratori, specie con la riapertura delle scuole". Così Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. "La stagione influenzale appare particolarmente intensa e a oggi il virus influenzale è prevalente anche rispetto al Sars-Cov-2", nonostante questo resti in una quota rilevante, continua Palamara. E il bollettino di oggi, dice, "conferma che l'incidenza delle sindromi simil-influenzali è ancora alta, anche se si mantiene stabile rispetto alla scorsa settimana".

A fine 2023 i ricoveri da Covid in diminuzione

 L'indice di trasmissibilità per il Covid-19 basato sui casi con ricovero ospedaliero al 26 dicembre si conferma sottosoglia epidemica e sostanzialmente stabile con 0,75; in leggera diminuzione anche i ricoveri sia nei reparti che terapia intensiva. Anche l'incidenza di casi Covid-19 diagnosticati e segnalati nel periodo 28 dicembre 2023-3 gennaio 2024 è in lieve diminuzione pari a 66 casi per 100.000 abitanti rispetto ai 70 della settimana precedente. Il numero di nuovi contagi segnalati è 38.736 contro i 40.988 della settimana precedente e i 60.556 della settimana ancora prima. Questo quanto emerge dall'ultimo monitoraggio del ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità in cui viene spiegato che, per l'Rt, i valori potrebbero essere sottostimati "a causa di un ritardo di notifica dei ricoveri durante i giorni festivi" e per l'incidenza "in parte per una ridotta frequenza di diagnosi effettuate durante i giorni festivi".

 Per le ospedalizzazioni, al 3 gennaio l'occupazione dei posti letto in area medica risulta pari al 10,1% (6.320 ricoverati) rispetto all'11,0% rilevato al 27 dicembre 2023. In riduzione anche l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva, pari a 2,8% (246 ricoverati), rispetto alla settimana precedente (3,2% al 27 dicembre 2023). I tassi di ospedalizzazione e mortalità, viene rilevato nel monitoraggio, aumentano con l'età, presentando i valori più elevati nella fascia d'età 90+ anni; anche il tasso di ricovero in terapia intensiva aumenta con l'età. L'incidenza settimanale dei casi diagnosticati e segnalati risulta in diminuzione nella maggior parte delle Regioni e Province. L'incidenza più elevata è stata riportata nella Regione Lazio (128 casi per 100.000 abitanti) e la più bassa in Sicilia (6 casi per 100.000 abitanti). Le reinfezioni sono al 43% circa, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente.

Predomina la variante JN.1, discendente di BA.2.86
Per quanto riguarda le varianti, alla data della più recente indagine rapida condotta dall'11 al 17 dicembre 2023, JN.1 (discendente di BA.2.86) è predominante, con una prevalenza nazionale stimata pari a 38,1%. Si conferma, inoltre, con valori di prevalenza in diminuzione, la co-circolazione di ceppi virali ricombinanti riconducibili a XBB, ed in particolare alla variante d'interesse EG.5 (prevalenza nazionale stimata pari a 30,6%).

 Ha affermato il direttore generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute, Francesco Vaia: "L'andamento epidemiologico, pur risentendo di un inevitabile ritardo del conferimento dei dati da parte delle Regioni a causa del periodo festivo, si consolida come assolutamente poco impattante sui ricoveri ospedalieri, indicatore certamente oggi più affidabile e significativo, oltre che in un decremento degli indici di contagio e trasmissibilità".

 Per saperne di più:
https://respivirnet.iss.it/pagine/rapportoInflunet.aspx 

TAG: INFLUENZA, ISTITUTO SUPERIORE DI SANITà, COVID-19

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