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14 Luglio 2026Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha chiesto al ministero della Salute un decreto che consenta ai cittadini di esprimere il consenso alla donazione di organi e tessuti anche nelle farmacie, come avviene oggi negli uffici anagrafici.

Anche le farmacie potrebbero essere un luogo per consentire ai cittadini di esprimere il consenso alla donazione di organi e tessuti, come già avviene negli uffici anagrafici al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità elettronica. La proposta è stata avanzata dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, durante la presentazione della campagna regionale di comunicazione “Solo un Sì”, dedicata alla sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti.
Nel corso della presentazione Rocca ha lanciato un appello al ministero della Salute affinché venga predisposto un decreto per autorizzare le farmacie a diventare un luogo in cui i cittadini possano aderire alla donazione di organi e tessuti, come avviene negli sportelli anagrafici. “So che è un’ipotesi vista con favore dall’ordine dei farmacisti e da Federfarma”, ha spiegato il presidente della Regione Lazio.
La campagna invita i cittadini a esprimere il proprio consenso alla donazione di organi e tessuti quando richiedono o rinnovano la carta d’identità elettronica. Il messaggio scelto, “Solo un Sì”, punta a promuovere una scelta libera, personale e informata, valorizzando il significato della solidarietà e della donazione. “È una campagna per dire sì alla vita e sì al dono. Come Regione Lazio vogliamo far sì che la cultura della donazione degli organi e dei tessuti diventi un patrimonio di tutta la nazione”, ha affermato Rocca.
Il presidente della Regione Lazio ha sottolineato anche la complessità del percorso di sensibilizzazione dei cittadini. “La questione è molto difficile. I numeri sono in crescita ma in questo caso la difficoltà nella donazione, diversamente dalle raccolte fondi che facciamo negli altri ambiti, si misura con un problema grande come la paura della morte e le considerazioni sulla sacralità del corpo”.
Per promuovere la cultura della donazione, secondo Rocca, è necessario valorizzare anche l’esperienza delle famiglie dei donatori. Occorre puntare non soltanto sul racconto di chi ha ricevuto un trapianto, ma su quello, “molto più potente”, della famiglia del donatore “e sul racconto di quanto restituisce loro quel gesto d’amore che scelgono di fare in un momento di estremo dolore”.
Nel primo semestre del 2026, secondo i dati riportati durante la presentazione della campagna, nel Lazio i potenziali donatori sono aumentati del 26%. I donatori utilizzati sono cresciuti del 45%, mentre il numero dei trapianti realizzati ha registrato un incremento del 38%.
La campagna sarà diffusa attraverso affissioni sui mezzi del trasporto pubblico, sui bus Cotral e nelle metropolitane, oltre che sui mezzi di informazione. “Solo un Sì” sarà inoltre promossa in 120 sale cinematografiche del Lazio.
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