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Industria farmaceutica

14 Novembre 2024

Manovra 2025, Farmindustria: cancellare articolo 57 dalla bozza, è una sconfitta per imprese e cittadini

"Chiediamo che la manovra venga profondamente modificata, con l’incremento del tetto di spesa farmaceutica per gli acquisti diretti e abrogazione dell'art. 57". Le richieste di Farmindustria

di Redazione Farmacista33


Manovra 2025, Farmindustria: cancellare articolo 57 dalla bozza, è una sconfitta per imprese e cittadini

Il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, ha espresso una forte critica alla bozza della Legge di Manovra Finanziaria per il 2024, in particolare all’articolo 57. Secondo Cattani, l’approccio previsto nella manovra rappresenta un grave rischio per le imprese farmaceutiche che, nonostante costi produttivi aumentati del 30% dal 2021, continuano a investire in ricerca, innovazione e produzione di farmaci essenziali per la popolazione. Nella sua dichiarazione, il presidente di Farmindustria, evidenzia le ripercussioni negative che le attuali disposizioni sulla spesa farmaceutica e sul payback potrebbero avere sull’intera industria farmaceutica italiana: "Chi genera valore e innovazione non dovrebbe essere penalizzato, eppure incredibilmente sta accadendo con un finanziamento della spesa farmaceutica sottostimato e di conseguenza con l’aumento del payback a carico delle aziende", afferma Cattani.

Le richieste di Farmindustria

“Chiediamo – scrive Cattani - che la manovra venga profondamente modificata, con l’incremento del tetto di spesa farmaceutica per gli acquisti diretti, aumentandolo dello 0,55% per stabilizzare un payback diventato insostenibile. Continuare ad imporre l’onere dei payback, pari a 2,4 miliardi nel 2025 tra ripiano sugli acquisti diretti e 1,83% sulla convenzionata, che equivale ad una vera e propria tassa aggiuntiva, è la strada “giusta” per affossare l’industria farmaceutica. Un settore strategico per l’Italia come per tanti altri Paesi.

Inoltre, l’abrogazione dell’articolo 57 assume un valore altrettanto prioritario. Nella manovra infatti si sottraggono - per meri interessi corporativi - risorse ad un’industria che, nonostante costi aumentati del 30% dal 2021, offre ricerca e cure, crea occupazione qualificata, contribuisce al Pil per circa il 2% e ha un saldo estero da record, come secondo settore manifatturiero. 

Questa scelta di favorire i servizi a scapito delle imprese risulta incomprensibile e inaccettabile per il sistema industriale, andando a deprimere le prospettive di crescita economica e sociale che l’industria farmaceutica offre all’Italia, all’Europa e al mondo. Esponendoci ancora di più a rischi di carenze di farmaci.

Non disturbare chi vuole lavorare e produrre ricchezza”, ha ricordato all’inizio del suo mandato il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. È un concetto che è nel nostro Dna e che il governo deve dimostrare nei fatti. 

Chiediamo di fare la nostra parte senza ulteriori oneri derivanti dall’incremento del payback e dagli effetti dell’articolo 57 che rappresenterebbero solo una sconfitta per la Nazione, per le nostre imprese e per i cittadini”.

TAG: MANOVRA FINANZIARIA, FARMINDUSTRIA, PAYBACK

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