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19 Dicembre 2024Il governatore della Toscana Eugenio Giani ha annunciato la marcia indietro sulla norma che avrebbe limitato la distribuzione di alcuni farmaci alle sole farmacie ospedaliere a seguito delle polemiche suscitate dal provvedimento
La Regione Toscana ha fatto marcia indietro sulla norma che avrebbe limitato la distribuzione di alcuni farmaci alle sole farmacie ospedaliere e ai punti di comunità. Lo ha annunciato ieri in Consiglio regionale il governatore Eugenio Giani, a seguito delle polemiche suscitate dal provvedimento. La norma, già approvata dalla giunta, prevedeva che i farmaci di classe A non presenti nel prontuario della continuità ospedale-territorio e con un differenziale di costo superiore al 30% rispetto all’erogazione tramite le farmacie convenzionate fossero distribuiti esclusivamente in strutture pubbliche. Una misura che, se fosse stata confermata, avrebbe privato le farmacie territoriali di una parte significativa della loro attività, con un impatto stimato di circa 5 milioni di euro.
La proposta aveva scatenato forti reazioni, con i presidenti di Federfarma Toscana, Andrea Giacomelli, e di Confservizi Cispel Toscana, Nicola Perini, che avevano paventato il rischio di un blocco del nuovo accordo per la distribuzione di dispositivi medici e altri prodotti in convenzione.
La cronaca locale sottolinea che “a seguito delle proteste”, la Regione ha deciso di abrogare l’articolo 34 e di avviare un tavolo di confronto con i farmacisti per individuare modalità alternative di risparmio.
“Da giorni chiedevamo che questa norma venisse abrogata” - ha dichiarato Diego Petrucci (Fratelli d’Italia) sulla stampa locale. Tuttavia, le preoccupazioni non sono del tutto svanite: “Il pericolo non è scongiurato - ha commentato Giovanni Galli (Lega), sottolineando che il passo indietro è stato motivato dalla necessità di evitare che le farmacie comunali interrompessero la distribuzione per conto delle ASL dal 1° gennaio.
Il tavolo di confronto si concentrerà ora sull’obiettivo di contenere la spesa sanitaria senza compromettere il ruolo delle farmacie territoriali, valorizzandole come pilastro della sanità di prossimità.
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