Regioni
24 Febbraio 2025L’Emilia-Romagna introdurrà i ticket anche per i farmaci da ricetta rossa per le fasce di reddito ritenute in grado di sostenere la spesa. L’ipotesi è di introdurre un ticket per i cittadini con un ISEE superiore a 35.000 euro

La Regione Emilia-Romagna ha deciso di introdurre un ticket sui farmaci prescritti con ricetta rossa per le fasce di reddito ritenute in grado di sostenere la spesa, si ragiona su una soglia di Isee da 35.000 euro. La misura dovrebbe entrare in vigore entro marzo e ha l'obiettivo di generare circa 70 milioni di euro per le casse regionali, ma “prima serve un confronto con sindacati e farmacie”. Sulle pagine della stampa locale il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha spiegato la decisione sottolineando la necessità di garantire un uso più responsabile dei farmaci e di introdurre un criterio di equità: “La totale gratuità del farmaco deresponsabilizza tutti anche dall’uso equilibrato” ha dichiarato al Corriere Bologna.
Attualmente, l'Emilia-Romagna, ha ricordato de Pascale, è l'unica Regione in cui anche i redditi più alti non pagano alcun ticket farmaceutico, mentre è previsto per le visite specialistiche anche per le fasce di reddito più basse. “Vogliamo introdurre un criterio d’equità, perché alla fine i redditi alti non pagano nemmeno un euro o due su una scatola di antibiotico su o altri farmaci, è un’ingiustizia” ha dichiarato.
Ma c’è anche un tema di consumi e appropriatezza. Secondo de Pascale, la totale gratuità dei farmaci può portare a sprechi, con scorte inutilizzate e scadute nelle case dei cittadini, un fenomeno che potrebbe essere ridotto con un minimo di compartecipazione alla spesa:
“Con la totale gratuità sembra che non paghi nessuno, ma quella scatoletta di antibiotico che scade l’abbiamo pagata, la pagano i cittadini con le loro tasse. Vanno richiamati tutti a una fruizione responsabile del farmaco, per questo per chi non ha un tema economico una piccola compartecipazione al farmaco è necessaria e si poteva anche prevedere prima”.
La manovra non è ancora definitiva e l’ipotesi a cui la Regione lavora con assessore alla Salute Massimo Fabi è di individuare negli Isee sopra i 35mila euro la soglia da cui iniziare a far pagare i ticket farmaceutici. Un’ipotesi abbastanza concreta al momento, ma su cui la Regione si riserva di decidere dopo il confronto con i sindacati parallelamente all’approvazione del Bilancio 2025, visto che quella sui ticket sanitari è una manovra che non rientra nel bilancio. La soglia dei 35.000 euro potrebbe essere rivista a seguito del confronto con i sindacati, lo stesso de Pascale aveva precisato che "prima serve un confronto con sindacati e farmacie”.
Cgil, Cisl e Uil hanno espresso preoccupazione, evidenziando il rischio che l'onere cada principalmente su lavoratori dipendenti e pensionati, categorie già gravate da un elevato carico fiscale. I sindacati hanno richiesto tavoli di confronto con la Regione per comprendere meglio l'impatto della misura e le modalità di applicazione.
Il provvedimento sui ticket farmaceutici si inserisce in una più ampia strategia economica regionale, che include anche l'aumento dell'addizionale Irpef e dell'Irap per le imprese. Nei giorni scorsi, in un’intervista al Resto del Carlino, de Pascale aveva spiegato che queste misure sono necessarie per evitare tagli alla sanità pubblica: “Nel 2025 abbiamo due strade: fare 250 milioni di tagli alla sanità o coprire quei 250 milioni. Non taglierò un euro alla sanità. Non voglio chiedere al sistema sanitario dell’Emilia-Romagna lo stesso livello di oggi, costando meno. Ma voglio migliorare le prestazioni costando uguale”.
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