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06 Marzo 2025Secondo i dati elaborati da First Cisl gli sportelli bancari in Italia sono scesi sotto la soglia dei 20.000, fermandosi a 19.656, con un calo di 508 unità rispetto all'anno precedente. In parallelo, il numero delle farmacie ha superato le 20.100

Il tessuto economico e sociale italiano sta cambiando: il numero delle farmacie ha superato quello degli sportelli bancari. Una tendenza che oggi trova conferma nei dati elaborati da First Cisl. Ne parla Marco Alessandrini, responsabile della divisione Health e Pharma della Banca del Fucino, in un articolo a sua firma sul sole24ore dove a dicembre del 2023 aveva trattato il tema in termini prospettici
Secondo questi dati citati da Alssandrini, al 31 dicembre 2024, gli sportelli bancari in Italia sono scesi sotto la soglia dei 20.000, fermandosi a 19.656, con un calo di 508 unità rispetto all'anno precedente. In parallelo, il numero delle farmacie ha superato le 20.100, con ulteriori aperture legate agli effetti del "Decreto Monti". Un cambiamento che, come sottolinea Alessandrini, riflette una profonda trasformazione nei punti di riferimento territoriali: "Di fronte alla progressiva razionalizzazione bancaria alimentata dallo sviluppo dei canali digitali, il presidio della farmacia intercetta una crescente domanda di salute e benessere che altrimenti rimarrebbe inevasa".
Due fattori suggeriscono che il processo di riduzione degli sportelli bancari non si fermerà qui. Il primo riguarda il fatto che l’85% delle chiusure del 2024 si è concentrato nel quarto trimestre, segnale di un’accelerazione delle dinamiche di razionalizzazione. Il secondo è legato alle rimodulazioni societarie dei grandi gruppi bancari, che potrebbero portare a ulteriori chiusure per evitare duplicazioni.
Alessandrini avverte, però, che il problema dello spopolamento dei territori e della riduzione dei servizi non riguarda solo le banche: "Basti pensare alla chiusura di uffici postali, strutture sociali, distributori di carburante. La territorialità costa".
Un dato significativo riguarda i comuni italiani: oggi il 42,8% di essi non dispone di uno sportello bancario, privando di servizi essenziali 11 milioni di cittadini e oltre 280.000 imprese. Nonostante la digitalizzazione dei servizi finanziari, l’Italia sconta un ritardo rispetto alla media europea: solo il 33% degli over 65 utilizza l’Internet banking.
Di fronte a questo scenario, la farmacia si conferma un punto di riferimento capillare per il territorio, soprattutto nelle aree meno urbanizzate. Oltre 7.200 farmacie operano in comuni con meno di 5.000 abitanti, di cui oltre 2.000 in comuni con meno di 1.500 abitanti. "Ogni giorno in Italia entrano in farmacia 4 milioni di persone, per la maggior parte delle quali si tratta del primo presidio sanitario di prossimità", sottolinea Alessandrini.
Lo sviluppo della farmacia dei servizi, del teleconsulto e della telemedicina rappresentano strumenti fondamentali per garantire equità nell’accesso alla salute e per ridurre le disuguaglianze territoriali. Un esempio emblematico è quello di Monteferrante, in provincia di Chieti: un comune con appena 111 abitanti che ha comunque una farmacia attiva, a dimostrazione della sua funzione insostituibile nel garantire assistenza e medicinali anche nelle aree più remote.
Guardando al futuro, la sfida sarà quella di ripensare il modello di presidio territoriale attraverso nuove sinergie. Alessandrini suggerisce un cambio di paradigma, immaginando farmacie sempre più integrate con altri servizi, tra cui quelli bancari: "Non dovrà scandalizzare che una farmacia possa avere al proprio interno non solo un bancomat evoluto assistito con una piattaforma di consulenza a distanza, ma anche altri prodotti oggi culturalmente distanti dalla farmacia, come avviene in tanti altri paesi del mondo".
Le previsioni demografiche dell’ISTAT indicano che nel 2080 la popolazione italiana potrebbe ridursi a 46 milioni di abitanti, portando il bacino medio per farmacia dagli attuali 2.900 abitanti a circa 2.200. Questo significa che sarà necessario ripensare l’offerta dei servizi sul territorio, passando da un modello verticale a uno trasversale, in grado di garantire continuità e accessibilità.
“In maniera pragmatica - conclude Alessandrini - dobbiamo prepararci al progressivo ridimensionamento tradizionale dell’offerta verticale dei servizi sul territorio, ma al mantenimento degli stessi attraverso una rimodulazione trasversale per la quale il modello di farmacia nel futuro non sarà né tantomeno dal punto di vista regolamentare, ma che sarà la soluzione per mantenere inalterata la fruibilità dei servizi da parte dei cittadini”.
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