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07 Marzo 2025Anaao Assomed sindacato di medici e dirigenti sanitari italiani. esprime forte preoccupazione per l’intesa Stato Regioni sul rinnovo della convenzione che disciplina dei rapporti con le farmacie

L’intesa Stato-Regioni sul rinnovo della Convenzione delle farmacie che norma l’erogazione dei servizi in farmacia compromette l'attendibilità dei servizi resi agli utenti, determina una “palese invasione di competenze di medici e altri professionisti sanitari”, incrementa la spesa e affida al farmacista la refertazione di esami su sangue capillare senza prevedere il rispetto di tutti i requisiti previsti per i laboratori accreditati. Sono le motivazioni con cui Anaao Assomed, sindacato di medici e dirigenti sanitari italiani, esprime “forte preoccupazione” su quanto previsto dalla convenzione che prevede nuovi servizi come le somministrazioni vaccinali, test diagnostici, telemedicina e prestazioni di varia tipologia.
“Riteniamo – dichiara Pierino Di Silverio Segretario Nazionale Anaao Assomed – che l’accordo comprometta la tutela della qualità e l’attendibilità dei servizi resi agli utenti, cui si aggiungono la grave e palese invasione di competenze di medici e altri professionisti sanitari e le inaccettabili ricadute anche in termini di incremento della spesa sanitaria in una fase di grave e perdurante carenza di risorse che sta pregiudicando l’erogazione dei servizi essenziali”.
“Non possiamo accettare – prosegue Di Silverio - che la refertazione degli esami di laboratorio venga delegata al farmacista per gli esami eseguiti in farmacia su sangue capillare senza prevedere il rispetto di tutti i requisiti strutturali, organizzativi, tecnologici e professionali previsti per i servizi di medicina di laboratorio accreditati”.
“Né la prevista emanazione di Linee Guida standardizzate può in qualche modo risolvere gli anomali presupposti di questo tipo di attività diagnostica in cui, come è noto, gli elementi di stretta correlazione con la clinica sono prevalenti ed essenziali e fondati altresì sull’adeguata competenza professionale dei professionisti abilitati in tali discipline. L’intesa Stato-Regioni è inoltre in netta contraddizione con la normativa in vigore che non prevede queste competenze per il farmacista”.
“Altro aspetto non secondario – sottolinea Di Silverio - sono le rilevanti ricadute medico legali che caratterizzano i procedimenti diagnostici se essi non vengono inquadrati e ricondotti all’interno dei protocolli clinici. Inaccettabile è anche il presupposto che gli esami eseguiti con apparecchiature semplificate, non controllate direttamente dal laboratorio clinico, siano in grado di garantire il minimo obbligatorio livello di qualità che è invece ovviamente garantito dalle strutture di laboratorio”.
“Queste misure – conclude Di Silverio – non rappresentano in alcun modo un antidoto alle liste d’attesa, fenomeno che non riguarda la diagnostica di laboratorio dove l’offerta è assolutamente adeguata ai bisogni, distribuita sul territorio, ed erogata ai massimi livelli di qualità dai professionisti abilitati della medicina di laboratorio”.
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