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12 Maggio 2025A partire dal 12 maggio le farmacie liguri possono effettuare prenotazioni sanitarie anche al di fuori della propria ASL di riferimento. Prenotare o disdire una visita specialistica o un esame tramite le farmacie costerà due euro a prestazione

Il nuovo accordo tra Regione Liguria e Federfarma Liguria che confermato fino al 31 dicembre 2025 il servizio Cup nelle farmacie, con la possibilità di prenotare in tutte le Asl della Regione, ha fissato a 2 euro il costo per i cittadini prenotare o disdire una visita specialistica o un esame tramite le farmacie liguri. Il nuovo accordo è operativo a partire da lunedì 12 maggio. La misura, introdotta da una delibera della giunta regionale del 17 aprile 2025, è frutto di un accordo siglato tra Regione Liguria e Federfarma Liguria. La novità che ha già acceso il dibattito politico, sollevando reazioni contrastanti tra maggioranza e opposizione.
Come riportato dalla stampa locale, la nuova tariffa – comunicata ufficialmente da Federfarma alle farmacie con una circolare – sarà a carico del cittadino e si aggiungerà al ticket eventualmente dovuto per la prestazione sanitaria. Finora, infatti, era la Regione a sostenere il costo per il servizio CUP erogato nelle farmacie. Ora, invece, i due euro saranno versati direttamente dall’utente, IVA inclusa.
“È un accordo preso da Federfarma – ha spiegato Giovanni Zorgno, presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Savona – e ci è stata comunicata la circolare. Non è una situazione piacevole. Quando si prenota online tramite PagoPA ci sono già dei costi. Da parte nostra, però, è spiacevole dover chiedere al cliente un contributo per un servizio che prima veniva coperto dalla Regione”.
La proroga del servizio CUP in farmacia è stata confermata fino al 31 dicembre 2025. Le operazioni continueranno a essere gestite attraverso le piattaforme “Prenoto Salute Farmacie” e “ISES CUP-WEB”, e ogni farmacia potrà prenotare prestazioni anche al di fuori della propria ASL di riferimento. Tuttavia, questa estensione del raggio d’azione non comporterà compensi aggiuntivi per le farmacie.
Intanto, per i farmacisti liguri, il compenso sarà aggiornato a partire dal 12 maggio: 3,15 euro (+ IVA) per ogni prenotazione, mentre la riscossione del ticket passerà dai 2 euro (+ IVA, finora coperti dalla Regione) ai 2 euro IVA inclusa a carico del cittadino.
La misura si inserisce in un contesto più ampio di razionalizzazione della spesa sanitaria e riorganizzazione dei servizi di prossimità. Ma la sua applicazione rischia di diventare terreno di scontro politico nei prossimi mesi, con la tenuta del sistema CUP sotto osservazione.
I chiarimenti di Federfarma Liguria: servizio resta gratuito, il costo è sul pagamento del ticket
Sul piano politico, la novità ha scatenato la dura reazione dell’opposizione. Secondo il consigliere regionale del PD Davide Natale, la decisione della giunta rappresenta “una nuova tassa” per “un servizio che fino a ieri era rimborsato dalla Regione e che oggi viene scaricato sulle tasche dei liguri, con il rischio che i cittadini si riversino sui CUP già in sofferenza. Inoltre, si depotenzierebbe un servizio di prossimità pensato per avvicinare i cittadini al sistema sanitario”.
Critiche a cui ha replicato con fermezza l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò. “Quello che il consigliere Natale definisce impropriamente ‘nuova tassa’ è, in realtà, un modesto contributo per un servizio aggiuntivo, comodo e capillare, offerto dalle farmacie – ha puntualizzato Nicolò –. Si tratta di una prassi consolidata in molte altre regioni italiane, anche a guida PD, come l’Emilia-Romagna, dove, tra l’altro, i cittadini hanno visto aumentare l’Irpef”.
L’assessore ha inoltre chiarito che il contributo non è obbligatorio: “Esistono alternative totalmente gratuite per ogni cittadino: dagli sportelli CUP al call center, fino ai servizi online che stiamo potenziando con i portali Prenoto Salute e Salute Simplex di Liguria Digitale. La scelta della farmacia è una scelta di comodità, non una necessità”.
Preoccupazioni sono state espresse anche dai sindacati. Massimo Scaletta, della Funzione Pubblica Cgil, ha sottolineato che il personale dei CUP potrebbe trovarsi in difficoltà nel gestire un eventuale aumento dell’utenza. “Non sappiamo ancora quante persone sceglieranno questa strada – ha affermato – ma il personale è già sotto pressione e rischia di diventare bersaglio della frustrazione dei cittadini”.
Nella nota del 30 aprile, la Regione ha ribadito che il sistema di prenotazione unico regionale offre al cittadino la prima disponibilità sull’intero territorio, nel rispetto della priorità indicata dal medico. “Se un paziente rifiuta una proposta perché lontana – ha chiarito Nicolò – quello slot torna disponibile per altri. Non è un inganno, ma un’efficiente gestione delle risorse. Il nostro impegno è aumentare l’offerta in ogni ASL, senza ridurre le possibilità di cura”.
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