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08 Giugno 2026A otto mesi dall'introduzione del ticket farmaceutico, la Regione registra una riduzione di quasi 20 milioni di euro della spesa convenzionata e un calo dell'11% dei consumi di antibiotici e inibitori della pompa protonica. I farmacisti confermano la riduzione dei consumi ma segnalano l'impatto della compartecipazione sui pazienti più fragili.

A otto mesi dall'introduzione del ticket farmaceutico, l'Emilia-Romagna registra quasi 20 milioni di euro di riduzione della spesa farmaceutica convenzionata, accompagnata da un calo dell'11% del consumo di antibiotici e del 6% degli inibitori della pompa protonica, categorie considerate a maggior rischio di inappropriatezza prescrittiva. Nello stesso periodo sono aumentate del 22% le ricette con esenzione. Secondo la Regione il provvedimento ha favorito una maggiore appropriatezza prescrittiva. I farmacisti confermano il calo dei consumi ma ricordano l'impatto della compartecipazione sulla spesa dei pazienti più fragili. A fare il bilancio è una nota ufficiale della Regione sulla scorta dei dati di monitoraggio della spesa farmaceutica del 2025.
L’Emilia-Romagna ha introdotto la misura dei ticket farmaceutici a maggio 2025 e prevede per i cittadini non esenti una compartecipazione di 2,20 euro a confezione di medicinale, fino a un massimo di 4 euro a ricetta. I cittadini esentati dal pagamento sono 1 milione e 650mila, circa 1 su 3, tra cui i pazienti oncologici, con patologie croniche o rare, invalidi, disoccupati e persone in situazioni di disagio economico.
Una “scelta sofferta ma inevitabile” sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, l’alternativa sarebbe stato “un ulteriore definanziamento del sistema sanitario”
tra maggio e dicembre 2025 il gettito derivante dai ticket farmaceutici è stato pari a 32,7 milioni di euro e ha riguardato circa 16 milioni di confezioni di medicinali, corrispondenti a un terzo di quelle complessivamente erogate. Le confezioni dispensate in esenzione sono state invece oltre 31 milioni.
Parallelamente, la Regione evidenzia una riduzione del disavanzo sanitario, passato da un fabbisogno di 194 milioni di euro nel 2024 a 54 milioni nel 2025, con l'obiettivo dichiarato di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2026. Nel comunicato viene inoltre sottolineato come il Fondo sanitario nazionale sia aumentato nel 2025 dell'1,8%, a fronte di una crescita della spesa sanitaria del 3,4%, sostenendo che il ticket non sia stato introdotto per coprire il disavanzo, ma nell'ambito di una più ampia strategia di sostenibilità del sistema sanitario regionale.
Per la Regione, i primi otto mesi di applicazione del ticket non hanno determinato una riduzione dell'accesso alle cure, ma una maggiore appropriatezza prescrittiva. Nel periodo maggio-dicembre 2025 il numero complessivo delle ricette è diminuito del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a quasi 1,5 milioni di prescrizioni in meno e a una riduzione della spesa farmaceutica di quasi 20 milioni di euro.
L'andamento è però differente tra assistiti esenti e non esenti. Le ricette prive di codice di esenzione sono diminuite del 24%, mentre quelle con esenzione sono aumentate del 22%.
In particolare, si è registrato un calo dell’11% di confezione di antibiotici, un dato importante per contrastare l’antibioticoresistenza. E fra le categorie terapeutiche per cui si è osservata maggiormente una riduzione del consumo, spiccano alcune tra quelle a maggior rischio di inappropriatezza a partire dagli inibitori della pompa acida (-11%), degli omega3 e della vitamina D, dei quali risultata un utilizzo non interamente giustificato.
Per verificare che il calo delle prescrizioni non si fosse tradotto in un trasferimento degli acquisti verso la spesa privata dei cittadini, la Regione ha analizzato anche il flusso della tracciabilità del farmaco, che registra le consegne effettuate da aziende produttrici e distributori alle farmacie convenzionate. L'analisi avrebbe confermato un effettivo minor ricorso agli antibiotici e non uno spostamento dell'erogazione dal Servizio sanitario alla spesa privata.
Una tendenza confermata anche dai farmacisti. "C'è una riduzione piuttosto forte dei consumi, confermata anche dai dati di inizio 2026", ha dichiarato a Repubblica Achille Gallina Toschi, presidente di Federfarma Emilia-Romagna. Secondo Gallina Toschi, tuttavia, il ticket continua a pesare sulle famiglie, in particolare sui pazienti cronici, sugli anziani e sulle persone che vivono sole. Il calo degli antibiotici rappresenta invece "una tendenza virtuosa" sulla quale, ha aggiunto, "stiamo collaborando anche noi farmacisti".
Fonte:
ph.cr.magnific
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