farmacie rurali
05 Giugno 2025Si è svolto presso il Ministero della Salute tra il Sottosegretario alla Salute, on. Marcello Gemmato, e il Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, sen. Guido Castelli. Hanno partecipato anche i Presidenti delle Unioni Regionali di Federfarma di Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria

Nelle zone del Centro Italia colpite dal sisma del 2016 le circa 200 farmacie molte delle quali hanno riportato danni strutturali di varia entità restano presidi di salute e strumenti contro lo spopolamento di quelle aree: valorizzare il ruolo della farmacia dei servizi significa non solo rafforzare l’assistenza territoriale, ma anche sostenere le comunità locali. Questi i temi toccati durante l’incontro svoltosi oggi presso il Ministero della Salute tra il Sottosegretario alla Salute, on. Marcello Gemmato, e il Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, sen. Guido Castelli a cui hanno partecipato anche i Presidenti delle Unioni Regionali di Federfarma di Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria, le regioni maggiormente colpite dal terremoto.
“Come evidenziato anche nel Piano strategico per lo sviluppo delle aree interne (PSNAI), la farmacia rappresenta uno degli strumenti fondamentali per rafforzare l’assistenza territoriale nelle zone fragili del Paese – ha dichiarato il Sottosegretario Gemmato. – Le farmacie rurali, con la loro capillarità e radicamento, costituiscono veri e propri presìdi sanitari di prossimità, fondamentali soprattutto per i cittadini anziani e fragili. Questo è ancor più vero nelle aree colpite dal sisma del 2016, dove le difficoltà e i bisogni delle comunità locali sono comuni e urgenti”.
Nel quadro della ricostruzione post-sisma, risulta sempre più strategico investire nei presìdi in grado di favorire la permanenza della popolazione e garantire servizi essenziali. La farmacia, nella sua nuova configurazione di erogatore di servizi sanitari, può rappresentare un punto di riferimento concreto, attivando un progetto operativo di sanità di prossimità, che promuova la cooperazione tra professionisti sanitari: medici di medicina generale, pediatri, infermieri, operatori del terzo settore, solo per citare i principali.
"La rigenerazione dei territori feriti dal sisma passa anche attraverso nuovi modelli di servizio alla persona, capaci di sostenere le comunità – ha affermato il Commissario Castelli –. In questo contesto, la farmacia dei servizi è uno strumento prezioso per garantire continuità assistenziale e qualità della vita".
Nell’area del cratere del sisma del 24 agosto 2016 sono presenti circa 200 farmacie, molte delle quali hanno riportato danni strutturali di varia entità. In numerosi casi si è fatto ricorso a soluzioni emergenziali, come l’installazione di moduli prefabbricati, per continuare a garantire i servizi essenziali. Tuttavia, queste soluzioni temporanee spesso limitano le potenzialità di sviluppo che il modello della farmacia dei servizi può invece offrire.
Nel prossimo futuro, proprio questi servizi potranno dare impulso a un modello innovativo di sanità territoriale, particolarmente efficace nelle aree più distanti dai grandi poli ospedalieri. "Questi territori – ha concluso Castelli – possono diventare un ambito prezioso per sperimentare soluzioni concrete e replicabili in tutte le aree interne, spesso caratterizzate da popolazioni anziane e da difficoltà di accesso alle strutture sanitarie tradizionali".
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