Politica sanitaria
16 Luglio 2025Un pacchetto di emendamenti è all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera alcuni orientati al miglioramento delle liste d’attesa, tra questi anche la proposta di diagnostica di primo livello presso farmacie e Mmg. Le sigle dei medici e dirigenti sono pronte alla mobilitazione
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Gli emendamenti al Ddl Prestazioni sanitarie sono “inaccettabili”, un tentativo di appaltare la gestione degli ospedali e dei servizi “a terzi”: i pronto soccorso ai gettonisti, alle cooperative e agli specializzandi, e le prestazioni di specialistica ambulatoriale alle farmacie. Lo sostengono i sindacati dei medici e dei dirigenti sanitari Anaao Assomed e Cimo-Fesmed che avvisano: “pronti alla mobilitazione se verranno approvati”.
Il pacchetto all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera è composto da 366 emendamenti di cui molti della maggioranza e alcuni orientati al miglioramento delle liste d’attesa. Tra questi il rinnovamento del sistema di prenotazione che assegna a ogni prescrizione un codice identificativo e una priorità automatica, con l’obiettivo di migliorare la tracciabilità. Previsto inoltre un portale nazionale consultabile dai cittadini che rende pubblici i tempi medi di attesa per visite ed esami, distinti per singola struttura. Inoltre, per contrastare le mancate disdette che generano vuoti nelle agende, verrà introdotto un meccanismo di conferma degli appuntamenti, con possibili penalità per chi non si presenta senza una motivazione valida. Le prestazioni potranno essere erogate anche nelle farmacie convenzionate e negli studi dei medici di base, al fine di rendere l’intero sistema più efficiente.
“1.43. Le aziende sanitarie locali dovranno provvedere all'erogazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale nei confronti dei propri assistiti anche tramite l'offerta delle aziende ospedaliere, l'attivazione della diagnostica di primo livello presso gli studi di medicina generale e le farmacie convenzionate territoriali, nonché l'offerta degli erogatori privati accreditati”.
Questa proposta, secondo i sindacati medici significa appaltare “le prestazioni di specialistica ambulatoriale alle farmacie, snaturando il loro ruolo di presidi fondamentali per il territorio ma che non possono ambire a diventare dei piccoli ospedali”.
Altri emendamenti su cui ritenuti “inaccettabili” riguardano i Pronto soccorso. “Si appaltano le prestazioni di Pronto soccorso ai gettonisti e alle cooperative” e “si prevede l’introduzione dell’obbligo, per tutti gli specializzandi, di lavorare per un anno in Pronto soccorso durante il corso di formazione, esclusivamente per colmare i buchi di organico e senza tenere in alcun modo in considerazione le legittime aspirazioni dei medici”. Altri emendamenti riguardano le risorse e l’intramoenia.
Per le sigle è “un deplorevole tentativo non solo di smantellare il nostro Servizio sanitario nazionale, ma anche di creare profonde divisioni tra il personale dinanzi al quale non possiamo tacere e non possiamo restare fermi”.
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