fascicolo sanitario elettronico
01 Ottobre 2025È stato prorogata l’entrata in vigore del Profilo sanitario sintetico (Pss), previsto all’interno del Fascicolo sanitario elettronico 2.0. L’operatività prevista pe ril 30 settembre è stata rinviata

Slitta l’entrata in vigore del Profilo sanitario sintetico (Pss), il documento che andrà a raccogliere in modo ordinato e aggiornato le principali informazioni cliniche di ogni cittadino all’interno del Fascicolo sanitario elettronico 2.0. Secondo quanto riferito da Adnkronos Salute, la proroga sarà formalizzata nella Conferenza Stato-Regioni del 2 ottobre: la scadenza del 30 settembre potrebbe essere rinviata a dicembre o addirittura a marzo, per consentire alle Regioni e ai medici di completare le attività di implementazione.
Con il decreto del 27 giugno, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° settembre, il ministero della Salute ha definito le regole operative per il Profilo sanitario sintetico (Pss), specificando quali informazioni devono essere obbligatoriamente inserite, quali sono facoltative e quali potranno essere compilate solo tramite l’Ecosistema Dati Sanitari (EDS).
Il Pss è concepito come uno strumento essenziale soprattutto nelle emergenze, perché è accessibile anche in pronto soccorso senza consenso esplicito e consente a medici e strutture sanitarie di accedere rapidamente al quadro clinico del paziente. Al momento, però, la sua applicazione resta molto lontana: solo il 5% dei medici di famiglia avrebbe compilato il documento, a fronte di difficoltà che vanno ben oltre la semplice scadenza.
Il provvedimento ha stabilito che il documento, redatto e aggiornato da medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dovrà contenere i dati essenziali del paziente per garantire continuità assistenziale e un rapido inquadramento clinico, in particolare in situazioni di emergenza. E nell’allegato dettaglia i campi previsti, dai dati anagrafici e clinici fino alle terapie farmacologiche croniche e all’anamnesi familiare, con la possibilità di arricchirlo con ulteriori informazioni.
A sollevare le principali criticità è stato il presidente dell’Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi che, pur riconoscendo la potenzialità del Pss avverte: “Potrà apportare migliorie nell’assistenza dei cittadini italiani, ma presenta numerose e pesanti criticità connesse con cybersicurezza, privacy, aspetti etici e medico-legali. Sarà uno strumento a cui approcciarsi con grande cautela da parte dei colleghi che si troveranno a compilarlo”. Rossi sottolinea inoltre l’inadeguatezza degli strumenti informatici in dotazione agli studi di medicina generale, con il rischio di trasformare il Pss in un aggravio burocratico piuttosto che in un supporto clinico.
Il rinvio recepisce anche le difficoltà operative segnalate dalla Fimmg, che aveva giudicato “impossibile” l’avvio a causa dell’inadeguatezza dei software gestionali degli studi di medicina generale, con rischio di aggravio burocratico.
Un approccio più favorevole arriva dall’Ordine dei medici di Roma. Il presidente Antonio Magi definisce il Pss “un passo importante verso un Ssn più efficiente e integrato”, a condizione però che non ricada esclusivamente sui medici di base e che vengano inclusi anche i dati della specialistica ambulatoriale e ospedaliera. Magi invita inoltre a garantire la tutela della privacy e a vigilare sui carichi amministrativi, affinché lo strumento non diventi insostenibile.
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