Manovra 2026
15 Ottobre 2025Dal fisco alla sanità, il governo definisce le priorità della legge di bilancio da 18 miliardi. Illustrati in Consiglio dei ministri, i contenuti della Manovra 2026,attesa per venerdì l’approvazione definitiva del testo. Il Documento programmatico di bilancio è stato inviato a Bruxelles
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Con un valore complessivo di circa 18 miliardi di euro, la Manovra finanziaria 2026 entra ha iniziato il suo iter: il Documento programmatico di bilancio, approvato il 14 ottobre in Consiglio dei ministri, è stato inviato a Bruxelles e il nuovo Consiglio dei ministri di venerdì dovrà dare il via libera definitivo al testo della legge di bilancio per il triennio 2026-2028.
Il governo, stando a quanto illustrato dal ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha impostato la manovra su tre direttrici fiscali: il rafforzamento del potere d’acquisto dei lavoratori, riduzione del carico fiscale sui redditi da lavoro e sostegno alla famiglia e la riduzione del carico fiscale per il ceto medio. Previste anche misure per la sanità, in particolare sul personale, screening, tetto di spesa farmaceutica, assistenza territoriale e ricerca. Previsti 70 milioni per la stabilizzazione della farmacia dei servizi.
Sul fronte salari, sono previsti circa 2 miliardi per l’adeguamento retributivo al costo della vita, con l’obiettivo di compensare la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione. La misura, ancora da dettagliare nel testo finale, sarà destinata ai lavoratori dipendenti.
Il pacchetto famiglia, dotato di 3,5 miliardi nel triennio, punta invece a rafforzare le politiche di contrasto alla povertà e a incentivare la genitorialità. Tra le misure più significative, la conferma del congedo parentale facoltativo all’80% per tre mesi e l’introduzione di una “dote previdenziale” per i nuovi nati, destinata a garantire un primo accantonamento contributivo per il futuro.
Un capitolo rilevante riguarda la rimodulazione dell’ISEE, che interverrà sul valore della casa e sulle scale di equivalenza, con un impatto stimato di circa 500 milioni l’anno. Tra le ipotesi più concrete c’è l’esclusione dell’abitazione principale dal patrimonio considerato ai fini del calcolo, per ampliare l’accesso alle prestazioni agevolate.
Il cuore fiscale della manovra resta però il taglio di due punti dell’aliquota Irpef, che passerebbe dal 35% al 33% per i redditi da lavoro compresi tra 28.000 e 50.000 euro. Una misura dal valore complessivo di 9 miliardi nel triennio, che consentirà ai lavoratori un risparmio medio di circa 440 euro l’anno. L’intervento si colloca nel percorso di semplificazione e riduzione della pressione fiscale avviato dal governo.
Viene inoltre prorogata fino al 31 dicembre 2026 la sospensione di plastic tax e sugar tax, per sostenere le imprese coinvolte, mentre sul fronte pensionistico si ipotizza un approccio “graduale” all’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita. Tra le opzioni allo studio: un congelamento parziale per le categorie usuranti o uno scaglionamento dell’aumento tra il 2027 e il 2028.
Nella bozza trova spazio anche una nuova pace fiscale, riferita all’anno 2023: la rottamazione potrebbe essere diluita in 108 rate su 9 anni, ma resterebbe escluso chi non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi. Le coperture arriveranno da risparmi di spesa, rimodulazioni del Pnrr e da un contributo “concertato” degli intermediari finanziari e assicurativi pari a 4,5 miliardi.
Infine, il governo prevede un incremento della spesa per la Difesa (+0,15% nel 2026) e proroga fino al 2026 la maggiorazione dell’imposta di soggiorno.
Dagli aggiornamenti circolanti si apprende che una parte significativa della manovra è destinata al Servizio sanitario nazionale (SSN), che nel 2026 riceverà 2,4 miliardi aggiuntivi, cui si aggiungeranno 2,65 miliardi nel biennio successivo. L’obiettivo dichiarato è consolidare il percorso di rilancio del sistema sanitario pubblico, garantendo sostenibilità e qualità dell’assistenza in tutte le regioni. Le nuove risorse saranno indirizzate a personale, prevenzione, farmaceutica, assistenza territoriale e ricerca sanitaria.
Il piano prevede un programma straordinario di assunzioni di 20mila professionisti in tre anni, di cui 6.500 già nel 2026 (1.500 dirigenti e 5.000 operatori, principalmente infermieri). Il fabbisogno economico è stimato in 841 milioni per il 2026, 1,08 miliardi nel 2027 e quasi 2 miliardi nel 2028.
Sul fronte retributivo, la manovra prevede l’aumento delle indennità di specificità per medici (60 milioni l’anno) e infermieri (120 milioni), con incrementi medi rispettivamente di 220 e 110 euro lordi mensili. Previsti anche adeguamenti per dirigenti sanitari non medici (+30 euro mensili) e un incremento dell’indennità di esclusività (110 milioni complessivi), insieme a una nuova indennità di tutela del malato e promozione della salute, finanziata con 300 milioni e un aumento medio stimato di 130 euro lordi mensili.
Un capitolo rilevante è quello della prevenzione, che riceverà 700 milioni nel 2026, grazie all’aumento della quota del Fondo sanitario nazionale dal 5% al 5,5%. Le risorse saranno destinate a rafforzare gli screening oncologici (mammella, utero, colon-retto) e ad avviare il nuovo screening per il tumore del polmone.
Sul versante dell’assistenza e della sanità pubblica, il governo punta a consolidare gli investimenti in salute mentale (80 milioni), malattie rare (60 milioni) e assistenza territoriale e domiciliare (150 milioni nel 2026, 280 milioni nel biennio successivo).
Particolare attenzione anche alla stabilizzazione della farmacia dei servizi, per la quale vengono stanziati 70 milioni l’anno, e al rafforzamento delle strutture di sanità pubblica e veterinaria: 36 milioni agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, 20 milioni per la rete ospedaliera di terzo livello e 10 milioni per il fondo cure palliative.
È previsto inoltre l’innalzamento dello 0,5% del tetto di spesa per la farmaceutica, mentre per il 2027 sono stanziati 550 milioni per l’aggiornamento delle tariffe dell’assistenza ospedaliera.
Sul piano della ricerca, il governo conferma gli impegni già annunciati: 100 milioni per la ricerca corrente negli IRCCS, 60 milioni per nuove assunzioni, 40 milioni per la ricerca finalizzata, 20 milioni per l’Istituto superiore di sanità, 10 milioni per il fondo One Health dedicato ai disturbi della nutrizione, oltre a 8,17 milioni per la stabilizzazione del personale Agenas, 3,6 milioni per le assunzioni in Aifa e 81,3 milioni per le spese in conto capitale del Ministero della Salute.
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