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01 Dicembre 2025Per Fimmg la ricetta annuale per i pazienti cronici segna l’avvio di un modello territoriale più integrato, in cui medici di famiglia, farmacisti e specialisti operano come una rete di prossimità coordinata dalle Aft

La ricetta annuale per i farmaci destinati alle patologie croniche non è una semplice semplificazione amministrativa: rappresenta l’avvio di un modello territoriale più evoluto, che mette in relazione strutturale le Aggregazioni Funzionali Territoriali, le loro sedi di riferimento e le farmacie competenti per territorio, creando di fatto una “Casa di Comunità spoke” diffusa in cui medici di famiglia e farmacisti operano come un’unica rete di prossimità. Lo sostiene la Fimmg che chiede a Governo e Regioni di recepire rapidamente nelle convenzioni nazionali e regionali i cardini di questo assetto: estensione delle prescrizioni per i pazienti cronici stabilizzati, riconoscimento formale del rapporto funzionale tra AFT e farmacie territoriali, integrazione strutturata con la specialistica ambulatoriale e con i servizi di telemedicina, oltre alla definizione di obiettivi e indicatori condivisi.
La nota della Fimmg fa seguito all’approvazione definitiva alla Camera del Ddl Semplificazione e Digitalizzazione. Il segretario generale Silvestro Scotti sottolinea che la possibilità di prescrivere i farmaci per patologie croniche fino a dodici mesi “è una scelta di cura, perché significa liberare tempo clinico per il medico di famiglia, ridurre disagi per il cittadino e costruire, insieme alle farmacie, un presidio territoriale realmente vicino alle persone adattando l’atto prescrittivo alle caratteristiche della singola persona valutata per aderenza e compliance”.
Ma per la Federazione dei Medici di Medicina Generale la vera svolta non riguarda soltanto la gestione personalizzata della durata della prescrizione, ma la costruzione di un rapporto funzionale tra le AFT, le loro sedi di riferimento e le farmacie competenti per territorio. In questo assetto, medici di medicina generale e farmacisti diventano di fatto una “Casa di Comunità spoke” diffusa sul territorio, capace di potenziare/integrare i servizi e le azioni strategiche per rendere più agile, efficace ed efficiente la gestione della cronicità e portare al massimo livello la prossimità per il cittadino. Fimmg sottolinea come questa alleanza professionale sia una chiave strategica di appropriatezza e sostenibilità: lavorare su obiettivi condivisi significa migliorare la qualità delle prescrizioni, evitare sprechi, ridurre interruzioni non motivate dei trattamenti, orientare la gestione delle patologie croniche verso risultati di salute misurabili e tangibili per le persone, trasformando il territorio in un vero presidio sanitario organizzato e non in una somma di atti burocratici.
In questo schema si inserisce naturalmente anche l’accordo con la specialistica ambulatoriale, che consente di avere lo specialista di riferimento all’interno della stessa AFT medico di medicina generale, farmacista e specialista possono così condividere percorsi, aggiustare le terapie, monitorare nel tempo i pazienti cronici, valorizzando la telemedicina come strumento che amplifica il lavoro integrato, facilita i consulti, consente il monitoraggio a distanza dei pazienti fragili e permette interventi tempestivi di fronte ai primi segnali di scompenso riducendo così gli accessi in ospedale e prevenendo le possibili complicanze con un’azione congiunta finalizzata alla prevenzione secondaria delle patologie croniche.
“L’accordo con la specialistica ambulatoriale ci permette di chiudere il cerchio – sottolinea la Fimmg – perché mette davvero in rete tutte le professionalità coinvolte nella gestione della cronicità e rende concreta l’idea di una presa in carico continua, dal momento della prescrizione fino alla valutazione degli esiti di salute”.
Da qui l’appello della Federazione a Governo e Regioni affinché si recepiscano e si attuino rapidamente, nel quadro dell’ACN e degli accordi regionali, i principi di questo modello: estensione delle prescrizioni per i pazienti cronici stabilizzati, riconoscimento formale del rapporto funzionale tra AFT, sedi di riferimento e farmacie territoriali, integrazione strutturata con la specialistica ambulatoriale e con i servizi di telemedicina, definizione di obiettivi e indicatori condivisi.
“Solo se semplifichiamo davvero la vita alle persone con patologia cronica e se mettiamo in rete in modo strutturato medico di famiglia, farmacista e specialista – conclude Fimmg – potremo dire di aver costruito sul territorio un presidio sanitario di prossimità in grado di coniugare qualità delle cure, sostenibilità del sistema e rispetto del tempo di cura e di vita dei cittadini”.
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