Distribuzione dei farmaci
14 Gennaio 2026Disagi per i pazienti, in particolare oncologici, alla farmacia territoriale dell’ex Crass di Ancona riaccendono l’attenzione sulla distribuzione diretta dei farmaci. L’Ast annuncia l’ampliamento degli orari di apertura, l’assunzione di un farmacista e interventi strutturali, mentre sul piano politico viene chiesto che le misure producano rapidamente effetti concreti
Le criticità nella distribuzione diretta dei farmaci emergono in diverse realtà del Paese. Ad Ancona, presso la farmacia territoriale dell’ex Crass, e a Palermo, alla farmacia dell’ospedale Cervello, pazienti oncologici e cronici segnalano disagi legati alle modalità di accesso al servizio, con lunghe attese e permanenza all’esterno delle strutture, spesso in condizioni climatiche sfavorevoli.
Ad Ancona, le segnalazioni riguardano in particolare i pazienti oncologici costretti al ritiro diretto dei medicinali presso la farmacia territoriale dell’ex Crass. A pochi giorni dall’annuncio dell’ampliamento degli orari di apertura e di nuove misure organizzative da parte dell’Azienda sanitaria territoriale di Ancona, l’ex sindaca della città è tornata a sollecitare un intervento risolutivo dopo un sopralluogo presso la struttura.
All’inizio di gennaio l’Ast ha comunicato l’estensione dell’orario di apertura al pubblico del Servizio farmaceutico territoriale, con l’introduzione di due aperture pomeridiane settimanali. L’azienda sanitaria ha inoltre annunciato l’assunzione “in tempi brevissimi” di un farmacista aggiuntivo e l’avvio di interventi per la copertura dell’atrio antistante il front office, con l’obiettivo di ridurre i disagi legati alle attese all’aperto.
A distanza di pochi giorni, il tema è riemerso anche sul piano politico. In un intervento sui social e in un sopralluogo presso la struttura, l’ex sindaca di Ancona e consigliera regionale del Partito Democratico Valeria Mancinelli ha denunciato le condizioni di attesa per i pazienti. “I malati oncologici, per ricevere specifici farmaci, non possono rivolgersi alle normali farmacie ma devono obbligatoriamente ritirarli presso un unico sportello dell’Ast qui all’ex Crass – ha dichiarato –. Le persone malate, spesso anche anziane, sono costrette a file lunghissime, con attese anche di due o tre ore, all’aperto, al freddo”.
Secondo Mancinelli, le misure annunciate dovranno tradursi rapidamente in un miglioramento concreto del servizio. “Sono state promesse azioni immediate – ha aggiunto –. Noi vigileremo, abbiamo fatto interrogazioni e interpellanze e lo faremo ogni settimana chiamando in causa l’assessore e il dirigente del servizio fino a quando il problema non sarà risolto”.
Dal canto suo, l’Ast ha ricordato che il servizio era già stato oggetto di interventi logistici negli ultimi due anni, con l’ampliamento dei locali, un nuovo front office, un’area di accoglienza con posti a sedere, priva di barriere architettoniche, e l’introduzione del sistema elimina-code. “Le azioni in corso rientrano nel programma aziendale di fornire alla cittadinanza un servizio sempre più funzionale”, sottolinea l’azienda.
Il responsabile del Servizio farmaceutico territoriale, Michele Gentili, riferisce che “l’aumentata dotazione organica di personale permetterà di valutare ulteriori estensioni dell’apertura al pubblico”.
Sull’ampliamento del servizio è intervenuto anche l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, che ha espresso soddisfazione per le iniziative avviate. “Ringrazio il direttore e tutto il team – ha affermato – per aver preso subito in considerazione la situazione. L’ampliamento del servizio potrà aiutare l’utenza anconetana”.
Una situazione analoga viene segnalata anche a Palermo. Secondo quanto riferito dall’Associazione nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino, presso la farmacia dell’ospedale Vincenzo Cervello pazienti oncologici e cronici sarebbero costretti ad attendere all’esterno per il ritiro dei farmaci. Il direttore generale dell’associazione, Salvatore Leone, riferisce di aver visto “una cinquantina di pazienti in attesa di ritirare il farmaco, esposti al freddo e alle intemperie”.
“Parliamo di persone con patologie croniche, oncologiche, immunodepresse – ha dichiarato – che dovrebbero essere tutelate e non esposte a rischi evitabili. È inaccettabile che l’inefficienza organizzativa ricada sui pazienti, costretti a condizioni di attesa indegne di un servizio sanitario pubblico”.
“La criticità segnalata riguarda modalità organizzative che appaiono non compatibili con la condizione di fragilità dei pazienti: distribuzione dei farmaci concentrata in una finestra oraria molto limitata (9:30–13:30), assenza di spazi interni adeguati per l’attesa. Tutto ciò determina lunghe code all’esterno della farmacia, anche in caso di pioggia o di basse temperature – aggiunge Leone -. A preoccupare ulteriormente non è solo il disservizio in sé, ma il mancato riscontro da parte delle istituzioni competenti, nonostante ripetute comunicazioni ufficiali”
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