ministero della salute
11 Febbraio 2026La Direttiva generale 2026 del Ministero della salute inserisce la farmacia dei servizi tra gli strumenti per rafforzare l’assistenza territoriale e di prossimità. Nel documento spazio anche a telemedicina, sanità digitale e valorizzazione dei professionisti sanitari

Nella direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione 2026, con cui il Ministero della salute definisce linee programmatiche, obiettivi strategici e risultati attesi, trova spazio anche la farmacia dei servizi, indicata come uno degli strumenti per sostenere il rafforzamento dell’assistenza territoriale e della sanità di prossimità.
La Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione è l’atto con cui, ogni anno, il Ministro definisce l’indirizzo operativo dell’amministrazione. Si tratta di uno strumento di programmazione strategica annuale attraverso il quale vengono tradotte le priorità politiche del Governo in obiettivi concreti per la macchina amministrativa. In particolare, la direttiva individua le linee programmatiche, assegna obiettivi, orienta l’utilizzo delle risorse e definisce i risultati attesi.
Nel documento la farmacia dei servizi trova spazio nel quadro della riorganizzazione e del potenziamento dell’assistenza territoriale: “Un contributo al potenziamento della sanità di prossimità potrà essere fornito anche dalla stabilizzazione della farmacia dei servizi, da considerare quale presidio diffuso capillarmente sul territorio nazionale in grado di poter dare supporto al sistema sanitario nella presa in carico dei bisogni di salute, in collaborazione con gli altri professionisti sanitari e in linea con la normativa di riferimento” si legge nella direttiva che poi dedica un passaggio specifico alla farmacia dei servizi.
La direttiva richiama, in primo luogo, il percorso normativo che ne ha sancito la stabilizzazione. In particolare, la legge di bilancio 2016 che ha previsto, al termine della sperimentazione avviata nel 2018, la stabilizzazione della farmacia dei servizi, configurandola come un’innovazione organizzativa che, “nel quadro dell’articolazione della rete territoriale prevista dal decreto interministeriale n. 77/2022, configura la farmacia come nodo di una rete territoriale di offerta prossima al cittadino”.
Il Ministero sottolinea che la messa a regime del modello dovrà basarsi sulla valutazione della sperimentazione e sull’analisi dello sviluppo dei servizi attivati (“front office, cognitivi e di telemedicina”) con l’obiettivo di rafforzare le attività già avviate. Tali servizi, si legge, possono garantire “risposte di prossimità legate alla prevenzione, alla digitalizzazione e semplificazione del sistema, all’aderenza terapeutica, alla presa in carico della cronicità”, oltre a fornire alle Regioni le indicazioni necessarie per assicurare livelli erogativi più elevati.
Il Ministero indica inoltre la necessità di proseguire con “azioni di monitoraggio e di ulteriore valutazione dei servizi ancora meritevoli di approfondimento”, passaggio che consentirà di riformulare le linee di indirizzo per la prosecuzione delle attività e di arrivare a “prevedere l’erogazione dei servizi in farmacia attraverso una modalità strutturata e definitiva”.
Accanto al rafforzamento dell’assistenza territoriale, la direttiva individua nella sanità digitale e nello sviluppo della telemedicina una delle macro-aree su cui inciderà la politica sanitaria nel prossimo triennio. In particolare, il documento prevede di “semplificare l’accesso ai servizi sanitari e potenziare gli interventi in sanità digitale” attraverso lo sviluppo dell’ecosistema dei dati sanitari e la valorizzazione del Fascicolo sanitario elettronico, oltre che “sviluppando i servizi di telemedicina al fine accrescere l’offerta di prestazioni sanitarie sempre più efficaci e tempestive, con particolare riferimento ai soggetti affetti da patologie croniche, anche mediante l’implementazione della Piattaforma nazionale”.
Nel capitolo dedicato al potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico, la direttiva ribadisce che la digitalizzazione rappresenta un elemento centrale della trasformazione del sistema sanitario e indica, tra gli obiettivi, l’estensione e l’uniformazione a livello nazionale dei contenuti e delle funzionalità dei documenti sanitari digitali, anche “con l’integrazione della telemedicina”, nel quadro di un utilizzo più efficace dei dati per la prevenzione, la personalizzazione dell’assistenza e il miglioramento dell’accessibilità ai servizi.
Il documento richiama inoltre il percorso di attuazione previsto dal Pnrr per sostenere la diffusione della telemedicina, con il rafforzamento del Sistema informativo sanitario nazionale e l’attivazione della Piattaforma nazionale di telemedicina, che “assicurerà l’erogazione dei servizi minimi di telemedicina (televisita, telassistenza, telemonitoraggio e teleconsulto) in tutte le Regioni e Province autonome, attraverso un livello fondamentale di interoperabilità grazie alla definizione di standard comuni”.
Il Ministero introduce anche un riferimento ai farmacisti che si inserisce nel capitolo dedicato alla valorizzazione del capitale umano del Servizio sanitario nazionale. La direttiva sottolinea la necessità di riconoscere adeguatamente il ruolo dei professionisti sanitari, migliorandone condizioni di lavoro, formazione e competenze, in funzione dell’evoluzione dei modelli organizzativi e dell’espansione dell’assistenza territoriale. In questo contesto, anche i farmacisti sono ricompresi tra le figure coinvolte nel rafforzamento della rete dei servizi, chiamati a contribuire alla presa in carico dei bisogni di salute, allo sviluppo delle competenze professionali e all’integrazione operativa con gli altri attori della sanità territoriale.
Altro aspetto riguarda il coinvolgimento dei farmacisti nel rafforzamento della rete nutrizionale, nell’ambito di “una riforma dell’organizzazione dei servizi di dietetica e nutrizione clinica, al fine di introdurre in modo sistematico strumenti di screening nutrizionale e percorsi strutturati di presa in carico precoce dei soggetti a rischio, sia in ambito ospedaliero sia nei servizi territoriali e domiciliari”. Il documento evidenzia che “il rafforzamento della rete nutrizionale sul territorio consentirà di garantire un accesso omogeneo e appropriato ai servizi, anche attraverso la formazione degli operatori sanitari e l’integrazione tra professionisti (medici, infermieri, dietisti, farmacisti, assistenti sanitari)”.
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